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Decreto
Ministeriale 5 Febbraio 1998 |
“Individuazione
dei rifiuti non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate
di recupero ai sensi degli articoli31
e 33 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22”
(pubblicato sul supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta
Ufficiale 16 aprile 1998, n. 88)
ART.1
(Principi generali)
1. Le attivita, i procedimenti e i metodi di recupero di
ciascuna delle tipologie di rifiuti individuati dal presente
decreto non devono costituire un pericolo per la salute dell’uomo
e recare pregiudizio all’ambiente, e in particolare non devono:
a) creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna
e la flora;
b) causare inconvenienti da rumori e odori;
c) danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse.
2. Negli allegati 1, 2, 3 sono definite le norme tecniche
generali che, ai fini del comma 1, individuano i tipi di
rifiuti non pericolosi e fissano, per ciascun tipo di rifiuto
e per ogni attivita e metodo di recupero degli stessi, le
condizioni specifiche in base alle quali l’esercizio di tali
attivita e sottoposto alle procedure semplificate di cui
all’articolo 33, del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, e successive modifiche e integrazioni.
3. Le attivita, i procedimenti e i metodi di recupero di
ogni tipologia di rifiuto, disciplinati dal presente decreto,
devono rispettare le norme vigenti in materia di tutela della
salute dell’uomo e dell’ambiente, nonche di sicurezza sul
lavoro; e in particolare:
a) le acque di scarico risultanti dalle attivita di recupero
dei rifiuti disciplinate dal presente decreto devono rispettare
le prescrizioni e valori limite previsti dalla legge 10 maggio
1976, n. 319 e dai decreti legislativi 27 gennaio 1992, n.
132, e 27 gennaio 1992, n. 133 e successive modifiche e integrazioni;
b) le emissioni in atmosfera risultanti dalle attivita di
recupero disciplinate dal presente decreto devono, per quanto
non previsto dal decreto medesimo, essere conformi alle disposizioni
di cui al DPR 24 maggio 1988, n. 203, e successive modifiche
e integrazioni.
4. Le procedure semplificate disciplinate dal presente decreto
si applicano esclusivamente alle operazioni di recupero specificate
ed ai rifiuti individuati dai rispettivi codici e descritti
negli allegati.
ART.2
(Definizioni)
1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende
per:
a) co-combustione: utilizzazione mista di combustibili e
rifiuti, compreso il combustibile da rifiuto (CDR);
b) impianto dedicato: impianto destinato esclusivamente al
recupero energetico dei rifiuti, compreso il combustibile
da rifiuto (CDR);
c) impianto termico: impianto industriale per la produzione
di energia, con esclusione degli impianti termici per usi
civili:
d) raccolta finalizzata: raccolta di frazioni omogenee di
rifiuti speciali destinati ad attivita di recupero.
ART.3
(Recupero di materia)
1. Le attivita, i procedimenti e i metodi di riciclaggio
e di recupero di materia individuati nell’allegato 1 devono
garantire l’ottenimento di prodotti o di materie prime o
di materie prime secondarie con caratteristiche merceologiche
conformi alla normativa tecnica di settore o, comunque, nelle
forme usualmente commercializzate. In particolare, i prodotti,
le materie prime e le materie prime secondarie ottenuti dal
riciclaggio e dal recupero dei rifiuti individuati dal presente
decreto non devono presentare caratteristiche di pericolo
superiori a quelle dei prodotti e delle materie ottenuti
dalla lavorazione di materie prime vergini.
2. I prodotti ottenuti dal recupero dei rifiuti, individuati
ai sensi del presente decreto e destinati a venire a contatto
con alimenti per il consumo umano, devono inoltre rispettare
i requisiti richiesti dal decreto del Ministro della sanita
21 marzo 1973, e successive modifiche e integrazioni.
3. Restano sottoposti al regime dei rifiuti i prodotti, le
materie prime e le materie prime secondarie ottenuti dalle
attivita di recupero che non vengono destinati in modo effettivo
ed oggettivo all’utilizzo nei cicli di consumo o di produzione.
ART.4
(Recupero energetico)
1. Le attivita di recupero energetico individuate nell’allegato
2 devono garantire, al netto degli autoconsumi dell’impianto
di recupero, la produzione di una quota minima di trasformazione
del potere calorifico del rifiuto in energia termica pari
al 75% su base annua oppure la produzione di una quota minima
percentuale di trasformazione del potere calorifico dei rifiuti
in energia elettrica determinata su base annua secondo la
seguente formula:
potenza elettrica (espressa in MW)
16 + -----------------------------------------------
5
2. La formula di calcolo di cui al comma 1 non si applica
quando la quota minima di trasformazione del potere calorifico
dei rifiuti in energia elettrica assicurata dall’impianto
di recupero e superiore al 27% su base annua.
3. Qualora la quota minima percentuale di trasformazione
del potere calorifico dei rifiuti in energia elettrica, calcolata
ai sensi del comma 1, non sia raggiunta, l’utilizzo di rifiuti
in schemi cogenerativi per la produzione combinata di energia
elettrica e calore deve garantire una quota di trasformazione
complessiva del potere calorifico del rifiuto, in energia
termica ed in energia elettrica, non inferiore al 65% su
base annua.
ART.5
(Recupero ambientale)
1. Le attivita di recupero ambientale individuate nell’allegato
1 consistono nella restituzione di aree degradate ad usi
produttivi o sociali attraverso rimodellamenti morfologici.
2. L’utilizzo dei rifiuti nelle attivita di recupero di cui
al comma 1 e sottoposto alle procedure semplificate previste
dall’articolo 33, del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, a condizione che:
a) i rifiuti non siano pericolosi;
b) sia previsto e disciplinato da apposito progetto approvato
dall’autorita competente;
c) sia effettuato nel rispetto delle norme tecniche e delle
condizioni specifiche previste dal presente decreto per la
singola tipologia di rifiuto impiegato, nonche nel rispetto
del progetto di cui alla lettera b);
d) sia compatibile con le caratteristiche chimico-fisiche,
idrogeologiche e geomorfologiche dell’area da recuperare.
ART.6
(Messa in riserva)
1. La messa in riserva dei rifiuti non pericolosi individuati
e destinati ad una delle attivita comprese negli allegati
1 e 2 e sottoposta alle disposizioni di cui all’articolo
33, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, qualora
vengano rispettate le seguenti condizioni:
a) i rifiuti da recuperare devono essere stoccati separatamente
dalle materie prime eventualmente presenti nell’impianto;
b) i rifiuti incompatibili, suscettibili cioe di reagire
pericolosamente tra di loro e che possono dare luogo alla
formazione di prodotti esplosivi, infiammabili o tossici,
ovvero allo sviluppo di notevoli quantita di calore, devono
essere stoccati in modo che non possano venire a contatto
tra di loro;
c) ove la messa in riserva dei rifiuti avvenga in cumuli,
questi devono essere realizzati su basamenti pavimentati
o, qualora sia richiesto dalle caratteristiche del rifiuto,
su basamenti impermeabili che permettano la separazione dei
rifiuti dal suolo sottostante;
d) i rifiuti stoccati in cumuli, se polverulenti, devono
essere protetti dall’azione del vento;
e) ove i rifiuti siano allo stato liquido e lo stoccaggio
avvenga in serbatoio fuori terra, questo deve essere dotato
di un bacino di contenimento di capacita pari all’intero
volume del serbatoio. Qualora, in uno stesso insediamento
vi siano piu serbatoi, potra essere realizzato un solo bacino
di contenimento di capacita uguale alla terza parte di quella
complessiva effettiva dei serbatoi stessi. In ogni caso,
il bacino deve essere di capacita pari a quella del piu grande
dei serbatoi.
ART.7
(Quantita)
1. Fatto salvo quanto specificatamente previsto negli allegati,
le quantita massime annue di rifiuti, impiegabili nelle attivita
di recupero disciplinate dal presente decreto, sono determinate
dalle potenzialita annua dell’impianto in cui si effettua
l’attivita al netto della materia prima eventualmente impiegata
e senza creare rischi per la salute dell’uomo e per l’ambiente.
2. Il deposito per la messa in riserva di rifiuti di cui
al comma 1, dell’articolo 6, non puo avvenire per un periodo
superiore ad un anno e comunque in quantita superiori a quelle
recuperabili nello stesso periodo.
3. Le operazioni di messa in riserva di rifiuti infiammabili
o putrescibili effettuate presso gli impianti dove si svolgono
esclusivamente le operazioni di recupero identificate con
il codice R13 sono sottoposte a procedura semplificata solo
se le quantita in deposito non superino i 600 metri cubi
e il deposito non si protragga per un periodo superiore ad
un anno.
4. Per le attivita di recupero energetico di cui all’allegato
2, la quantita massima di rifiuti e definita in funzione
del potere calorifico del rifiuto, della potenza termica
nominale dell’impianto in cui avviene il recupero energetico
e del tempo di funzionamento stimato per ogni singolo impianto
di recupero.
5. Le quantita annue di rifiuti avviati al recupero devono
essere indicate nella comunicazione di inizio di attivita,
precisando il rispetto delle condizioni di cui al presente
articolo.
ART.8
(Campionamenti e analisi)
1. Il campionamento dei rifiuti ai fini della loro caratterizzazione
chimico-fisica deve essere effettuato in modo tale da ottenere
un campione rappresentativo secondo i criteri elaborati dal
CNR-IRSA quaderno 64, metodi analitici sui fanghi, volume
3 del gennaio 1985, in quanto applicabili.
2. Le analisi su detti campioni, ai fini della caratterizzazione
del rifiuto, devono essere effettuate secondo metodiche standardizzate
o riconosciute valide a livello nazionale, comunitario o
internazionale.
3. Le analisi di cui al comma 2 devono essere effettuate
almeno ad ogni inizio di attivita e, successivamente, ogni
due anni e, comunque, ogni volta che intervengano delle modifiche
sostanziali nel processo di recupero dei rifiuti.
ART.9
(Test di cessione)
1. I test di cessione, qualora previsti nell’allegato 1,
devono essere eseguiti su un campione ottenuto nella stessa
forma fisica prevista nelle condizioni finali d’uso.
2. I test di cessione previsti in allegato 1 devono essere
eseguiti secondo le procedure previste in allegato 3 al presente
decreto.
3. I test di cessione devono essere effettuati almeno ogni
inizio di attivita e, successivamente, ogni due anni e, comunque,
ogni volta che intervengano modifiche sostanziali nel processo
di recupero dei rifiuti.
ART.10
(Requisiti soggettivi)
1. Ai fini dell’applicazione della procedura semplificata
di cui all’articolo 33 comma 1 del decreto legislativo 22
febbraio 1997, n. 22, alle attivita di recupero disciplinate
dal presente decreto, il titolare dell’impresa, nel caso
di impresa individuale, i soci amministratori delle societa
in nome collettivo e gli accomandatari delle societa in accomandita
semplice, gli amministratori muniti di rappresentanza, in
tutti gli altri casi, e gli amministratori di societa commerciali
legalmente costituite appartenenti a Stati membri della UE
ovvero a Stati che concedano il trattamento di reciprocita:
a) devono essere cittadini italiani, cittadini di Stati membri
della UE oppure cittadini, residenti in Italia, di un altro
Stato che riconosca analogo diritto ai cittadini italiani;
b) devono essere domiciliati, residenti ovvero con sede o
una stabile organizzazione in Italia;
c) devono essere iscritti nel registro delle imprese, ad
eccezione delle imprese individuali;
d) non devono trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione,
di cessazione di attivita o di concordato preventivo e in
qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione
straniera;
e) non devono aver riportato condanne con sentenza passata
in giudicato, salvi gli effetti della riabilitazione e della
sospensione della pena:
1. a pena detentiva per reati previsti dalle norme a tutela
dell’ambiente;
2. alla reclusione per un tempo non inferiore ad un anno
per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro
la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico,
contro l’economia pubblica, ovvero per un delitto in materia
tributaria;
3. alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni
per un qualunque delitto non colposo;
f) devono essere in regola con gli obblighi relativi al pagamento
dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei
lavoratori, secondo la legislazione italiana o quella del
Paese di residenza;
g) non devono essere sottoposti a misure di prevenzione di
cui all’articolo 3, della legge 27 dicembre 1956, n. 1423,
e successive modifiche ed integrazioni;
h) non devono essersi resi colpevoli di false dichiarazioni
nel fornire informazioni che possono essere richieste ai
sensi del presente articolo.
ART.11
(Norme transitorie)
1. I valori ed i sistemi di controllo delle emissioni derivanti
dalle attivita di recupero di rifiuti individuati negli allegati
1 e 2, in esercizio ai sensi dell’articolo 33, comma 6, del
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, devono essere
adeguati ai limiti ed alle modalita di monitoraggio previsti
dai predetti allegati entro sedici mesi dalla data di entrata
in vigore del presente decreto.
2. Le attivita di recupero dei rifiuti individuati alle voci
6, limitatamente ai poliaccoppiati, 7, 9 e 14 dell’allegato
1 al DM 16 gennaio 1995, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 1995, n. 24, in esercizio
ai sensi dell’articolo 33, comma 6, del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n, 22, devono adeguarsi alle disposizioni
fissate alla voce 1, punto 1.1, dell’allegato 2 al presente
decreto, entro 3 mesi dall’entrata in vigore dello stesso.
Sino a tale data l’esercizio delle predette attivita di recupero
continua ad essere consentito secondo le modalita e nel rispetto
delle condizioni, delle prescrizioni e delle norme tecniche
stabilite dal citato DM 16 gennaio 1995.
3. Ai sensi dell’articolo 33, comma 6, del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, dalla data di entrata in vigore del
presente decreto sono abrogate le norme tecniche del decreto
del Ministro dell’ambiente 5 settembre 1994, pubblicato nel
supplemento ordinario n. 126, alla Gazzetta Ufficiale 10
settembre 1994, n. 212, e del decreto del Ministro dell’ambiente
16 gennaio 1995, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 30 gennaio 1995, n. 24, che disciplinano
le attivita di recupero dei rifiuti non pericolosi.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
ALLEGATO 1
SUBALLEGATO 1
(norme tecniche generali per il recupero di materia dai rifiuti
non pericolosi)
1.RIFIUTI DI CARTA, CARTONE E PRODOTTI DI CARTA
1.1 Tipologia: rifiuti di carta, cartone e cartoncino, inclusi
poliaccoppiati anche di imballaggi [150101] [150105] [150106]
[200101].
1.1.1 Provenienza: attivita produttive (industria cartaria,
cartotecnica, di trasformazione della carta, tipografie,
industrie grafiche, legatorie, produzione di imballaggi)
distribuzione di giornali, raccolta differenziata di R.S.U.,
altre forme di raccolta in appositi contenitori; attivita
di servizio.
1.1.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti costituiti da:
fustellati di cartone, refili, refili misti di tipografia,
rigatini di edizione, libri bianchi scartonati invenduti,
opuscoli colorati invenduti, cartone ondulato, cartone bianco
multistrato, con o senza stampa, bianco giornale da periodici,
bianco giornale da quotidiani, resa illustrati invenduti,
resa quotidiani invenduti; miscela di carte e cartoni di
diverse qualita con presenza di materiali non utilizzabili.
1.1.3 Attivita di recupero:
a) riutilizzo diretto nell’industria cartaria [R3];
b) messa in riserva [R13] per la produzione di materia prima
secondaria per l’industria cartaria mediante selezione, eliminazione
di impurezze e di materiali contaminati, compattamento in
conformita alle seguenti specifiche [R3]:
– impurezze quali metalli, sabbie e materiali da costruzione,
materiali sintetici, carta e cartoni collati, vetro, carte
prodotte con fibre sintetiche, tessili, legno, pergamena
vegetale e pergamino nonche altri materiali estranei: max
1% come somma totale;
– carta carbone, carta e cartoni cerati e paraffinate, carte
bituminate assenti;
– formaldeide e fenolo: assenti;
– PCB + PCT: < 25 ppm.
1.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) carta, cartone e cartoncino nelle forme usualmente commercializzate;
b) materie prime secondarie per l’industria cartaria rispondenti
alle specifiche delle norme UNI-EN 643.
1.2 Tipologia: scarti di pannolini e assorbenti [150200].
1.2.1 Provenienza: attivita di produzione.
1.2.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti costituiti da fibra
di cellulosa, film di polietilene ed ovatta di cellulosa.
1.2.3 Attivita di recupero:
a) riutilizzo diretto in cartiere [R3];
b) messa in riserva [R13] per la produzione di materia prima
secondaria per l’industria cartaria mediante selezione, eliminazione
di impurezze e di materiali contaminati, compattamento in
conformita alle seguenti specifiche [R3]:
– impurezze quali metalli, sabbie e materiali da costruzione,
materiali sintetici, carta e cartoni collati, vetro, carte
prodotte con fibre sintetiche, tessili, legno, pergamena
vegetale e pergamino nonche altri materiali estranei: max
1% come somma totale;
– carta carbone, carta e cartoni cerati e paraffinate, carte
bituminate assenti;
– formaldeide e fenolo: assenti;
– PCB + PCT: < 25 ppm .
1.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) carta e cartone nelle forme usualmente commercializzate;
b) materie prime secondarie per l’industria cartaria rispondenti
alle specifiche delle norme UNI-EN 643.
2.RIFIUTI DI VETRO IN FORMA NON DISPERSIBILE
2.1 Tipologia: imballaggi, vetro di scarto ed altri rifiuti
e frammenti di vetro; rottami di vetro [170202] [200102]
[160208].
2.1.1 Provenienza: raccolta differenziata in appositi contenitori
e/o altre raccolte differenziate; selezione da RSU e/o RAU;
attivita industriali, artigianali, commerciali e di servizi;
autodemolizioni autorizzate ai sensi del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche e integrazioni.
2.1.2 Caratteristiche del rifiuto: vetro di scarto con l’esclusione
dei vetri da tubi raggio-catodici delle lampade a scarica
ed altri vetri contaminati da sostanze radioattive e dei
contenitori etichettati come pericolosi ai sensi della legge
29 maggio 1974, n. 256, decreto del Presidente della Repubblica
24 novembre 1981, n. 927, e successive modifiche e integrazioni;
non radioattivo ai sensi del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 230.
2.1.3 Attivita di recupero:
a) recupero diretto nell’industria vetraria [R5];
b) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’industria vetraria mediante cernita manuale,
vagliatura, frantumazione e/o macinazione, separazione metalli
magnetici, asportazione dei materiali leggeri, separazione
metalli magnetici, asportazione dei materiali leggeri, separazione
automatica metalli non magnetici, separazione automatica
corpi opachi, per l’ottenimento di rottame di vetro pronto
al forno con le seguenti caratteristiche: Pb < 0,3 ppm
sull’eluato effettuato in base ai criteri riportati nel D.M.
21/3/73 “Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti,
utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari
o con sostanze di uso personale” e successive modifiche e
integrazioni (Supplemento G.U. n. 104 del 20 aprile 1973);
per il rottame di vetro di colore misto pronto al forno:
materiale solido costituito da rottame di vetro sodio–calcico
con granulometria > 3mm, ceramica e porcellana < 0,01%,
pietre < 0,02%, metalli magnetici < 0,002%, metalli
amagnetici < 0,01%, materiali organici < 0,1%, altri
vetri 0,5%, umidita < 3% in peso, frazione sottovaglio
(< 3 mm) < 5%; per il rottame di vetro di colore giallo,
mezzo bianco o bianco pronto al forno: materiale solido costituito
da rottame di vetro sodico–calcico con granulometria > 3mm,
ceramica e porcellana < 0,01%, pietre < 0,01%, metalli
magnetici < 0,002%, metalli amagnetici 0,01%, (0,003%
per il rottame di vetro trasparente), materiali organici < 0,1%,
altri vetri < 0,5%, (4% per il rottame di vetro trasparente),
umidita < 3% in peso, frazione sottovaglio (< 3mm) < 5%
[R5];
c) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’edilizia, per la formazione di rilevati
e sottofondi stradali, riempimenti e colmature, come strato
isolante e di appoggio per tubature, condutture e pavimentazioni
anche stradali e come materiale di drenaggio mediante cernita
manuale, vagliatura, frantumazione e/o macinazione, separazione
metalli magnetici, asportazione dei materiali leggeri, separazione
automatica metalli non magnetici, separazione automatica
corpi opachi, analisi del contenuto in metalli pesanti, e
verifica dei limiti di cui al test di cessione effettuato
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto [R5].
2.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) manufatti in vetro;
b) materie prime secondarie conformi alle specifiche merceologiche
fissate dalle CCIAA di Roma e Milano destinate alla produzione
di vetro, carta vetro e materiali abrasivi nelle forme usualmente
commercializzate;
c) materie prime secondarie per l’edilizia.
2.2 Tipologia: vetro di scarto e frammenti di vetro da ricerca
medica e veterinaria [180104].
2.2.1 Provenienza: raccolta differenziata, effettuata in
ambito ospedaliero, di vetri provenienti dalle attivita di
prevenzione, diagnosi e cura medica, veterinaria e biologica
nonche dalle attivita di ricerca ad esse connesse, non provenienti
da reparti infettivi e dai luoghi di pronto soccorso.
2.2.2 Caratteristiche del rifiuto: Contenitori in vetro di
farmaci, di alimenti e di bevande, di soluzioni per infusione,
privati di cannule e/o di aghi ed accessori per la somministrazione,
(con esclusione dei contenitori di soluzioni impiegate in
terapie antiblastiche e/o contaminati da materiale biologico),
non radioattivo ai sensi del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 230.
2.2.3 Attivita di recupero:
a) recupero diretto nell’industria vetraria [R5];
b) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’industria vetraria mediante cernita manuale,
vagliatura, frantumazione e/o macinazione, separazione metalli
magnetici, asportazione dei materiali leggeri, separazione
automatica metalli non magnetici, separazione automatica
corpi opachi per l’ottenimento di rottame di vetro pronto
al forno con le seguenti caratteristiche: Pb < 0,3 ppm
sull’eluato effettuato in base ai criteri riportati nel D.M.
21/3/73 “Disciplina igienica degli imballaggi, recipienti,
utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari
o con sostanze di uso personale” e successive modifiche e
integrazioni (Supplemento G.U. n. 104 del 20 aprile 1973);
per il rottame di vetro di colore misto pronto al forno:
materiale solido costituito da rottame di vetro sodico–calcico
con granulometria > 3mm, ceramica e porcellana < 0,01%,
pietre < 0,02%, metalli magnetici < 0,002%, metalli
amagnetici < 0,01%, materiali organici < 0,1%, altri
vetri < 0,5%, umidita < 3% in peso, frazione sottovaglio
(< 3 mm) < 5%; per il rottame di vetro di colore giallo,
mezzo bianco o bianco pronto al forno: materiale solido costituito
da rottame di vetro sodico–calcico con granulometria > 3mm,
ceramica e porcellana > 0,01%, pietre < 0,01%, metalli
magnetici < 0,002%, metalli amagnetici < 0,01%, (0,003%
per il rottame di vetro trasparente), materiali organici < 0,1%,
altri vetri < 0,5% (4% per il rottame di vetro trasparente),
umidita < 3% in peso, frazione sottovaglio (< 3mm) < 5%
[R5].
2.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) manufatti in vetro;
b) materia prima secondaria conforme alle specifiche del
vetro pronto al forno fissate dalle CCIAA di Roma e Milano
destinate alla produzione di vetro, carta vetro e materiali
abrasivi nelle forme usualmente commercializzate.
2.3 Tipologia: Rottame fine di cristallo [200102].
2.3.1 Provenienza: industria del cristallo.
2.3.2 Caratteristiche del rifiuto: rottame fine di cristallo
contaminato da oli, grassi e materiali refrattari.
2.3.3 Attivita di recupero:
a) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’industria del cristallo mediante riscaldamento
a 400 °C in forno rotativo per l’eliminazione di oli e grassi;
vagliatura e selezione delle frazioni di rottami di cristallo
bonificato privo di piombo [R5];
b) produzione di conglomerati cementizi (la percentuale di
additivazione del rottame bonificato alle materie prime impiegate
non deve superare il 4%) [R5].
2.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) materia prima secondaria per la produzione del cristallo;
b) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate.
2.4 Tipologia: rifiuti di fibre di vetro [170202] [200102].
2.4.1 Provenienza: raccolta selettiva attivita produttive
e di servizio (demolizione edifici).
2.4.2 Caratteristiche del rifiuto: vetro comune in fibre.
2.4.3 Attivita di recupero: recupero diretto nell’industria
vetraria [R5];
2.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: manufatti di vetro nelle forme usualmente commercializzate.
3. RIFIUTI DI METALLI E LORO LEGHE SOTTO FORMA METALLICA
NON DISPERSIBILE
3.1 Tipologia: rifiuti di ferro, acciaio e ghisa [120102]
[120101] [160208] [150104] [170405] [190108] [190102] [200105]
[200106] e, limitatamente ai cascami di lavorazione, i rifiuti
identificati dai codici [100299] e [120199].
3.1.1 Provenienza: attivita industriali, artigianali, agricole,
commerciali e di servizi; lavorazione di ferro, ghisa e acciaio;
raccolta differenziata; impianti di selezione o di incenerimento
di rifiuti; attivita di demolizione.
3.1.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti ferrosi, di acciaio,
ghisa e loro leghe anche costituiti da cadute di officina,
rottame alla rinfusa, rottame zincato, lamierino, cascami
della lavorazione dell’acciaio e della ghisa, imballaggi,
fusti, latte, vuoti e lattine di metalli ferrosi e non ferrosi
e acciaio anche stagnato; PCB, PCT < 25 ppb ed eventualmente
contenenti inerti, metalli non ferrosi, plastiche, etc. < 5%
in peso, oli < 10% in peso; non radioattivo ai sensi del
decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
3.1.3 Attivita di recupero:
a) recupero diretto in impianti metallurgici [R4];
b) recupero diretto nell’industria chimica [R4];
c) messa in riserva [R13] per la produzione di materia prima
secondaria per l’industria metallurgica mediante selezione,
trattamento a secco o a umido per l’eliminazione di materiale
e/o sostanze estranee in conformita alle seguenti caratteristiche
[R4]:
– oli e grassi: < 0,1% in peso;
– PCB e PCT: < 25 ppb;
– inerti, metalli non ferrosi, plastiche, altri materiali
indesiderati: max 1% in peso come somma totale;
– solventi organici: < 0,1% in peso;
– polveri con granulometria < 10 m: non superiori al 10%
in peso delle polveri totali;
– non radioattivo ai sensi del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 230;
– non devono essere presenti contenitori chiusi o non sufficientemente
aperti, ne materiali pericolosi infiammabili e/o esplosivi
e/o armi da fuoco intere o in pezzi.
3.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) metalli ferrosi o leghe nelle forme usualmente commercializzate;
b) sali inorganici di ferro nelle forme usualmente commercializzate;
c) materia prima secondaria per l’industria metallurgica
conforme alle specifiche CECA, AISI, CAEF e UNI.
3.2 Tipologia: Rifiuti di metalli non ferrosi o loro leghe
[110401] [150104] [200105] [200106] [120103] [120104] [170401]
[170402] [170403] [170404] [170406] [170407] e, limitatamente
ai cascami di lavorazione, i rifiuti individuati dai seguenti
codici [100899] [110104] [120199].
3.2.1 Provenienza: Attivita industriali, artigianali, agricole,
commerciali e di servizi; lavorazione di metalli non ferrosi;
raccolta differenziata; impianti di selezione o di incenerimento
di rifiuti; attivita di demolizione.
3.2.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di metalli non
ferrosi o loro leghe anche costituiti da rottami e cascami
di barre, profili, lamiere, nastri di alluminio, foglio di
alluminio, rame elettrolitico nudo, rottame di ottone, rottami
e cascami di nichel, cupronichel, bronzo, zinco, piombo e
alpacca, imballaggi, fusti, latte, vuoti e lattine di metalli
ferrosi e non ferrosi e acciaio anche stagnato; PCB e PCT < 25
ppb ed eventualmente contenenti inerti, plastiche, etc. < 20%
in peso, oli < 10% in peso; non radioattivo ai sensi del
decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
3.2.3 Attivita di recupero:
a) recupero diretto in impianti metallurgici [R4];
b) recupero diretto nell’industria chimica [R4];
c) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’industria metallurgica mediante selezione,
trattamento a secco o ad umido per l’eliminazione di materiali
e/o sostanze estranee in conformita alle seguenti caratteristiche
[R4]:
– oli e grassi: < 2% in peso;
– PCB e PCT: < 25 ppb;
– inerti, metalli non ferrosi, plastiche, altri materiali
indesiderati: < 5% in peso come somma totale;
– solventi organici: < 0,1% in peso;
– polveri con granulometria < 10 m: non superiori al 10%
in peso delle polveri totali;
– non radioattivo ai sensi del decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 230;
– non devono essere presenti contenitori chiusi o non sufficientemente
aperti, ne materiali pericolosi infiammabili e/o esplosivi
e/o armi da fuoco intere o in pezzi.
3.2.1 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) metalli o leghe nelle forme usualmente commercializzate;
b) sali inorganici di rame nelle forme usualmente commercializzate;
e) materia prima secondaria per l’industria metallurgica,
conforme alle specifiche UNI ed EURO.
3.3 Tipologia: sfridi o scarti di imballaggio in alluminio,
e di accoppiati carta, plastica e metallo [150104] [150105]
[150106].
3.3.1 Provenienza: industria cartotecnica; attivita industriali,
commerciali e di servizio.
3.3.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi o scarti di imballaggi
in alluminio e imballaggi compositi con carta, plastica e
metallo.
3.3.3 Attivita di recupero: macinazione, combustione a 400–500
°C per l’eliminazione delle frazioni di plastica e carta
[R4].
3.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: alluminio granulare conforme alle norme UNI 3950.
3.4 Tipologia: rifiuti e rottami di metalli preziosi e loro
leghe [110401] [200106] [120103].
3.4.1 Provenienza: industria elettronica, artigianato orafo,
laboratori odontotecnici, galvanica.
3.4.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi e scarti di laminati,
tubi, barre, granella di platino, oro, argento, palladio
e leghe.
3.4.3 Attivita di recupero: fusione metallurgica [R4].
3.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi e leghe nelle forme usualmente
commercializzate.
3.5 Tipologia: rifiuti costituiti da imballaggi, fusti, latte,
vuoti, lattine di materiali ferrosi e non ferrosi e acciaio
anche stagnato [150104] [200105].
3.5.1 Provenienza: attivita industriali, agricole, commerciali
e di servizi; raccolta differenziata da rifiuti urbani.
3.5.2 Caratteristiche del rifiuto: contenitori in metallo,
con esclusione dei contenitori etichettati come pericolosi
ai sensi della legge 29 maggio 1974, n. 256, decreto del
Presidente della Repubblica 24 novembre 1981, n. 927, e successive
modifiche e integrazioni; esenti da PCB, PCT e con oli o
materiali presenti all’origine in concentrazioni inferiori
al 5% in peso; non radioattivo ai sensi del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 230.
3.5.3 Attivita di recupero: lavaggio chimico–fisico per l’eliminazione
delle sostanze pericolose ed estranee per l’ottenimento di
contenitori metallici per il reimpiego tal quale [R4].
3.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: contenitori metallici per il reimpiego tal quali
per gli usi originari.
3.6 Tipologia: pallini di piombo rifiuti [200106].
3.6.1 Provenienza: impianti di tiro al piattello.
3.6.2 Caratteristiche del rifiuto: pallini di piombo (Pb
98%; altri metalli quali Sb, As, Cr e Ni 1-2%) rifiuti da
raccolta su terreno, con eventuale presenza di rifiuti di
terra ed arbusti.
3.6.3 Attivita di recupero:
a) lavaggio e vagliatura per l’eliminazione dei contaminanti
estranei per il recupero per gli scopi originali [R4];
b) recupero nell’industria metallurgica con lavaggio chimico–fisico
[R4].
3.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) pallini di piombo utilizzabili per gli scopi originali
esenti da rifiuti estranei;
b) manufatti in piombo nelle forme usualmente commercializzate.
3.7 Tipologia: rifiuti di lavorazione, molatura e rottami
di metalli duri [110401] [120103] [120199].
3.7.1 Provenienza: produzione di manufatti metallo duro.
3.7.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri umide e rottami,
costituiti da cobalto dal 5 al 28% e carburi di tungsteno;
con eventuale presenza di polvere di diamante, ferro e resine
derivanti dal consumo della mola; non radioattivo ai sensi
del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
3.7.3 Attivita di recupero:
a) riutilizzo nell’industria metallurgica mediante selezione,
trattamento a secco o a umido per l’eliminazione di sostanze
estranee;
b) essiccamento in forno, miscelazione, pressatura e sinterizzazione
[R4].
3.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: a), b) manufatti di metallo duro nelle forme usualmente
commercializzate.
3.8 Tipologia: puliture di industrie dei metalli preziosi
[200106].
3.8.1 Provenienza: pulizia, manutenzione locali, macchinari
ed impianti dell’industria lavorazioni metalli preziosi.
3.8.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti assimilabili ai
rifiuti urbani (tute da lavoro, stracci di pulizia, frazioni
cartacee, polveri di casa e sfridi di metalli preziosi, segature
di legno, abrasivi di pulizia, filtri dei circuiti di aspirazione
aria, fanghi da filtrazione acque di lavaggio) contenenti
dallo 0,1% al 10% di metalli preziosi ed altri metalli ferrosi
e Cu non solubile 0,1-100 g/Kg, Sb < 10 g/Kg, Sn < 1
g/Kg, Pb < 1 g/Kg, ossido di zirconio 400-800 g/Kg.
3.8.3 Attivita di recupero: pirotrattamento e macinazione
delle ceneri; eventuale processo idrometallurgico di estrazione
[R4]
3.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi e rame puri nelle forme usualmente
commercializzate.
3.9 Tipologia: rifiuti costituiti da refrattari, crogioli
e scorie vetrose di fusione dei metalli preziosi [100701]
[100706] [100799].
3.9.1 Provenienza: fusione e lavorazione dei metalli preziosi.
3.9.2 Caratteristiche del rifiuto: materiali refrattari,
crogioli usati e scorie vetrose a base di silicati, borati,
carbonati ed ossidi, contenenti metalli preziosi (Au, Ag,
Pt, Pd,) in concentrazione tra lo 0,1 ed il 10%.
3.9.3 Attivita di recupero: macinazione, vagliatura e trattamento
pirometallurgico o idrometallurgico [R4].
3.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi e rame sotto forma di lingotti.
3.10 Tipologia: pile all’ossido di argento esauste [200120]
[160605].
3.10.1 Provenienza: raccolta differenziata e da raccolte
finalizzate.
3.10.2 Caratteristiche del rifiuto: involucro in acciaio
contenente ossidi e/o sali di argento oltre l’1%, Zn < 9%
e Ni < 55%.
3.10.3 Attivita di recupero: macinazione con separazione
dell’involucro, fusione od estrazione chimica o idrometallurgica
[R4].
3.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: acciaio, argento in forma di lingotti.
3.11 Tipologia: rifiuti costituiti da pellicole e carte per
fotografia contenenti argento e suoi composti [090107].
3.11.1 Provenienza: attivita cinefotoradiografica.
3.11.2 Caratteristiche del rifiuto: carte, pellicole e film
costituiti da poliestere e/o triacetato con Ag ? 5%.
3.11.3 Attivita di recupero:
a) pirotrattamento, fusione delle ceneri, raffinazione per
via elettrolitica o idrometallurgica; in alternativa o in
parziale sostituzione, separazione dei sali di argento mediante
dissoluzione chimica, lavaggio della carta e plastica [R4];
b) messa in riserva dei rifiuti [R13] con macinazione, lavaggio,
essiccamento e pellettizzazione per sottoporli alle operazioni
di recupero nell’industria della trasformazione delle materie
plastiche [R3].
3.11.4 Caratteristiche del prodotto ottenuto:
a) argento in lingotti o graniglia, nelle forme usualmente
commercializzate;
b) film di triacetato di cellulosa e/o poliestere nelle forme
usualmente commercializzate.
3.12 Tipologia: rottami metallici e plastici contenenti metalli
preziosi (Au, Ag, Pt, Pd, Rh, Ru, Ir, ecc.) [110401] [120103]
[200106].
3.12.1 Provenienza: processi di elettrodeposizione o di supporto
di metalli preziosi catalisi, gioielleria, leghe dentali,
filiere per vetro, laboratori chimici e industria aerospaziale.
3.12.2 Caratteristiche del rifiuto: anime metalliche e plastiche,
sfridi e scarti di metalli preziosi contenenti metallo prezioso
oltre lo 0,1%.
3.12.3 Attivita di recupero: dissoluzione precipitazione
chimica e calcinazione, estrazione pirometallurgica, raffinazione
idrometallurgica [R4].
3.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi (Au, Ag, Pt, Pd, Rh) e rame puro
sotto forma di lingotti.
4.RIFIUTI CONTENENTI METALLI DERIVATI DALLA FONDERIA,
FUSIONE E RAFFINAZIONE DI METALLI
4.1 Tipologia: scorie provenienti dall’industria della metallurgia
dei metalli non ferrosi, ad esclusione di quelle provenienti
dalla metallurgia termica del Pb, Al e Zn; scorie dalla produzione
del fosforo; scoria Cubilot [060902] [100601] [100602] [100801]
[100802] [101003].
4.1.1 Provenienza: industria metallurgica; produzione di
fosforo.
4.1.2 Caratteristiche del rifiuto: scorie costituite dall’80-90%
di FeO, CaO SiO2 Al2O3 MgO C < 10%, S < 15%, Zn < 20%,
Pb < 8%, Cu < 1,4%, Cd < 0,25%, As < 0,4%, Cr
III < 0,6% sul secco.
4.1.3 Attivita di recupero:
a) impianti di seconda fusione per il recupero dei metalli
[R4];
b) industria metallurgica come correttivo [R4];
c) produzione conglomerati bituminosi [R5];
d) cementifici [R5];
e) industria vetraria [R5];
f) produzione di conglomerati cementizi [R5];
g) produzione di conglomerati idraulici catalizzati [R5];
h) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
4.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) e b) singoli metalli nelle forme usualmente commercializzate;
c) conglomerati bituminosi nelle forme usualmente commercializzate;
d) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
e) vetri nelle forme usualmente commercializzate non per
uso alimentare o ospedaliero;
f) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate;
g) conglomerati idraulici catalizzati per pavimentazioni
stradali nelle forme usualmente commercializzate.
4.2 Tipologia: scorie di fusione da recupero di metalli preziosi
[100701].
4.2.1 Provenienza: forno di fusione dei rifiuti contenenti
metalli preziosi.
4.2.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri e granuli a matrice
borosilicatica contenenti SiO2 30?45%, Al2O3 10?18%, B2O3
5?15%, Fe2O3 10?18%, TiO2 1?5%, CaO 10?25%, ZrO2 4?8%, PbO < 0,2%,
Zn < 0,3%.
4.2.3 Attivita di recupero: riutilizzo nel confezionamento
di malte bituminose e conglomerati bituminosi in sostituzione
parziale al filler inerte in percentuali non superiori al
4% in peso per i conglomerati e al 18% in peso per le malte
[R5].
4.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: malte bituminose e conglomerati bituminosi nelle
forme usualmente commercializzate.
4.3 Tipologia: schiumature, granelle e colaticci di rame
secondario e sue leghe [100601] [100602] [100699].
4.3.1 Provenienza: fusione del rame secondario e sue leghe.
4.3.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido agglomerato
a base di Cu 1-99%, Pb 0,1-14%, Zn 3,5-26%, Ni < 4%, Sn < 15%,
As < 0,001%, Cd < 0,015% sul secco.
4.3.3 Attivita di recupero: metallurgia per il recupero del
rame, zinco e/o altri metalli in lega [R4] o industria chimica,
mediante reazione con acido cloridrico e/o solforico [R5].
4.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: rame, zinco e loro leghe nelle forme usualmente
commercializzate, ossicloruro e/o solfato di rame nelle forme
usualmente commercializzate.
4.4 Tipologia: scorie di acciaieria, scorie provenienti dalla
fusione in forni elettrici, a combustibile o in convertitori
a ossigeno di leghe di metalli ferrosi e dai successivi trattamenti
di affinazione delle stesse [100202] [100903] [100201].
4.4.1 Provenienza: fonderie di seconda fusione di ghisa e
di acciaio, produzione di ferroleghe, industria siderurgica.
4.4.2 Caratteristiche del rifiuto: scorie granulate o uniblocchi
piu dell’80% in peso di SiO2, CaO, Al2O3, MgO e FeO.
4.4.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di conglomerati cementizi per l’edilizia e
laterizi [R5];
c) industria vetraria [R5];
d) acciaierie e fonderie di prima e seconda fusione per il
recupero di materiali ferrosi e non ferrosi [R4];
e) formazione di rilevati, sottofondi stradali e massicciate
ferroviarie (il recupero e subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R5];
f) utilizzo per recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
g) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuti utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5];
4.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati cementizi per l’edilizia e laterizi nelle
forme usualmente commercializzate;
c) vetro nelle forme usualmente commercializzate;
d) metalli ferrosi e leghe metalliche nelle forme usualmente
commercializzate.
4.5 Tipologia: schiumature povere di Zn [110401].
4.5.1 Provenienza: processo di zincatura ad umido dell’acciaio.
4.5.2 Caratteristiche del rifiuto: blocchi disomogenei con
contenuto in Zn > 50% e costituiti da ossidi, ossicloruri
e cloruri di Zn e altri metalli (es: Fe).
4.5.3 Attivita di recupero:
a) attacco acido per solubilizzare i composti dello zinco
e altri metalli e successiva cristallizzazione dei sali di
Zn [R4];
b) ciclo termico secondario dello zinco [R4].
4.5.4 Caratteristiche del prodotto ottenuto:
a) sali di zinco organici ed inorganici, ossidi misti di
zinco e piombo nelle forme usualmente commercializzate;
b) zinco nelle forme usualmente commercializzate.
4.6 Tipologia: polveri di zinco e colaticci di recupero [110401].
4.6.1 Provenienza: impianti di produzione polveri di zinco,
impianti di zincatura a spruzzo, impianti di zincatura tubi.
4.6.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri contenenti zinco
in concentrazione > 70% con presenza di grumi di altri
metalli, quali Pb < 1.2% e Cd < 0,06%.
4.6.3 Attivita di recupero:
a) raffinazione in forno rotativo dei composti dello zinco
[R4];
b) ciclo idrometallurgico primario dello zinco [R4] ;
c) ciclo termico secondario dello zinco [R4].
4.6.4 Caratteristiche del prodotto ottenuto:
a) ossidi misti di zinco e piombo per la produzione di metalli
nelle forme usualmente commercializzate;
b) e c) zinco nelle forme usualmente commercializzate.
4.7 Tipologia: polvere di allumina [100305].
4.7.1 Provenienza: impianto di lavaggio del residuo insolubile
proveniente dagli impianti di trattamento dei sottoprodotti
di fusione dell’alluminio.
4.7.2 Caratteristiche del rifiuto: contenuto di Al2O3 > 60%,
altri ossidi metallici (silice, ossido di calcio, ossido
di magnesio e ossido ferrico) in quantita non superiori al
40%, Cl < 1%, di umidita 15-30%,.
4.7.3 Attivita di recupero: cementifici in percentuale dall’1
al 5% della miscela complessiva [R5].
4.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
5.ALTRI RIFIUTI CONTENENTI METALLI
5.1 Tipologia: parti di autoveicoli, di veicoli a motore,
di rimorchi e simili, risultanti da operazioni di messa in
sicurezza di cui all’art. 46 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, e successive modifiche e integrazioni privati
di pneumatici e delle componenti plastiche recuperabili [160105]
[160208].
5.1.1 Provenienza: centri di raccolta autorizzati ai sensi
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche e integrazioni.
5.1.2 Caratteristiche del rifiuto: parti bonificate di autoveicoli,
veicoli a motore, rimorchi e simili private di batterie,
di fluidi, di altri componenti e materiali pericolosi, nonche
di pneumatici e delle componenti plastiche recuperabili.
5.1.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con frantumazione oppure cesoiatura per sottoporli all’operazione
di recupero negli impianti metallurgici [R4].
5.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli o leghe nelle forme usualmente commercializzate.
5.2 Tipologia: parti di mezzi mobili rotabili per trasporti
terrestri prive di amianto e risultanti da operazioni di
messa in sicurezza autorizzate ai sensi dell’art. 28 del
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche e integrazioni [160105] [160208].
5.2.1 Provenienza: impianti autorizzati ai sensi del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche
e integrazioni nonche ai sensi della legge 27 marzo 1992,
n. 257, e successive normative di attuazione, qualora i mezzi
rotabili contengano amianto all’origine.
5.2.2 Caratteristiche del rifiuto: parti di mezzi mobili
per trasporti terrestri su gomma e rotaia e mezzi per trasporti
marini, privi di amianto e di altre componenti pericolose
come presenti all’origine quali accumulatori, oli, fluidi
refrigeranti.
5.2.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con separazione dei componenti riutilizzabili, separazione
dei componenti pericolosi, selezione delle frazioni metalliche
recuperabili per sottoporli all’operazione di recupero nell’industria
metallurgica [R4].
5.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: componenti di mezzi mobili rotabili per trasporto
terrestre (assali, ruote, ecc.) utilizzabili per lo scopo
originario; metalli o leghe nelle forme usualmente commercializzate.
5.3 Tipologia: catalizzatori esausti a base di: nichel, ossido
di nichel, nichel/molibdeno, nichel raney, molibdeno, cobalto,
cobalto/molibdeno, ossido di manganese, rame, ferro, zinco/ferro,
silicoalluminati, sottoposti a lavaggio e disattivazione
ai fini della sicurezza [050302] [070106] [070206] [070306]
[070406] [070506] [070706].
5.3.1 Provenienza: da industria chimica, petrolchimica, petrolifera,
farmaceutica e alimentare.
5.3.2 Caratteristiche del rifiuto: i catalizzatori possono
essere in forma solida omogenea, non omogenea o fangosa palabile,
contenenti rifiuti chimici di diversa natura ad esclusione
di qualsiasi traccia dei seguenti elementi contaminanti:
PCB, PCT e PCDD ed in particolare delle sostanze di tossicita
e cumulabilita particolarmente elevata di cui alla tab. A2
dell’all. 1 del D.M. 12 luglio 1990.
5.3.3 Attivita di recupero: pirotrattamento; processo idrometallurgico
di estrazione per via umida dei metalli contenuti nelle ceneri
[R8] [R4].
5.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli in forma spugnosa con elevato grado di
purezza.
5.4 Tipologia: catalizzatori esausti a base di: Pt, Pd, Rh,
Ru, Ir, Au, Ag, etc. su supporto inerte di carbone, allumina,
silicati, zeolite, carbonato di calcio, solfato di bario,
materiale refrattario, etc. sottoposti a lavaggio e disattivati
ai fini della sicurezza [050301] [070205] [070305] [070405]
[070505] [070105] [070705] [050301] [061201] [190109].
5.4.1 Provenienza: da industria chimica, petrolchimica, petrolifera,
farmaceutica.
5.4.2 Caratteristiche del rifiuto: i catalizzatori possono
essere in forma solida omogenea, non omogenea o fangosa palabile,
contenenti metalli preziosi in concentrazione tra 0,03 e
10%; e rifiuti chimici di diversa natura; in particolare:
– i quantitativi delle sostanze pericolose di cui al D.M.
12 luglio 1990, All. 1, Tab. A1, Classi I e II, devono essere
inferiori a 100 ppm;
– devono essere esenti da PCB, PCT, PCDD e dalle sostanze
di tossicita e cumulabilita particolarmente elevata di cui
alla tab. A2 dell’all. 1 del D.M. 12 luglio 1990.
5.4.3 Attivita di recupero: pirotrattamento; processo idrometallurgico
di estrazione per via umida, od equivalente, dei metalli
contenuti nelle ceneri [R4] [R8].
5.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi puri nelle forme usualmente commercializzate.
5.5 Tipologia: marmitte catalitiche esauste contenenti metalli
preziosi [160101] [160102].
5.5.1 Provenienza: industria automobilistica; attivita di
demolizione veicoli autorizzata ai sensi del decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22; attivita di riparazione e sostituzione
di veicoli in servizio.
5.5.2 Caratteristiche del rifiuto: involucro in acciaio contenente
un supporto inerte con Pt, Pd e Rh.
5.5.3 Attivita di recupero: apertura del catalizzatore; estrazione
del monolita, macinazione e recupero dei metalli preziosi,
e dell’involucro in acciaio inviato alle fonderie dei metalli
ferrosi [R4] [R8].
5.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli preziosi puri; metalli ferrosi e leghe
nelle forme usualmente commercializzate.
5.6 Tipologia: rottami elettrici ed elettronici contenenti
e non metalli preziosi [160202] [160205] [200124] [200106].
5.6.1 Provenienza: industria componenti elettrici ed elettronici,
costruzione, installazione e riparazione apparecchiature
elettriche e elettroniche, altre attivita di recupero, attivita
commerciali, industriali e di servizio.
5.6.2 Caratteristiche del rifiuto: oggetti di pezzatura variabile,
esclusi tubi catodici, costituiti da parti in resine sintetiche,
vetro o porcellana e metalli assiemati, alcuni con riporto
di metalli preziosi quali Ag 0,05-15%, Au 0,002-5%, Pt fino
a 0,2% , Pd fino a 0,5% e contenenti Cu fino a 50%, Pb fino
a 5%, Ni fino a 10%, Zn fino a 5%, Fe fino a 80%, ottone
e bronzo fino al 15%, Cr < 5%, Cd < 0,006%.
5.6.3 Attivita di recupero:
a) separazione dei componenti contenenti metalli preziosi;
pirotrattamento, macinazione e fusione delle ceneri, raffinazione
per via idrometallurgica [R4];
b) macinazione e granulazione della gomma e della frazione
plastica e recupero nell’industria delle materie plastiche
[R3].
5.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) metalli preziosi e altri metalli ferrosi e non ferrosi
nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti plastici e in gomma nelle forme usualmente commercializzate.
5.7 Tipologia: spezzoni di cavo con il conduttore di alluminio
ricoperto [160202] [170402] [170408].
5.7.1 Provenienza: scarti industriali o da demolizione e
manutenzione di linee elettriche, di telecomunicazioni e
di apparati elettrici, elettrotecnici e elettronici.
5.7.2 Caratteristiche del rifiuto: fili o cavi o trecce di
alluminio puro o in lega ricoperti con materiali termoplastici,
elastomeri, carta impregnata con olio o tessuto fino al 50%,
piombo fino al 55%.
5.7.3 Attivita di recupero:
a) messa in riserva di rifiuti [R13] con lavorazione meccanica
(cesoiatura, triturazione, separazione magnetica, vibrovagliatura
e separazione densimetrica) per asportazione del rivestimento,
macinazione e granulazione della gomma e della frazione plastica,
granulazione della frazione metallica per sottoporla all’operazione
di recupero nell’industria metallurgica [R4] e recupero della
frazione plastica nell’industria delle materie plastiche
[R3];
b) pirotrattamento per asportazione del rivestimento e successivo
recupero nell’industria metallurgica [R4].
5.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: alluminio e piombo nelle forme usualmente commercializzate,
prodotti plastici e in gomma nelle forme usualmente commercializzate.
5.8 Tipologia: spezzoni di cavo di rame ricoperto [170401]
[170408] [160199] [160208].
5.8.1 Provenienza: scarti industriali o da demolizione e
manutenzione di linee elettriche, di telecomunicazioni e
di apparati elettrici, elettrotecnici e elettronici; riparazione
veicoli; attivita di demolizione veicoli autorizzata ai sensi
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche e integrazioni; industria automobilistica.
5.8.2 Caratteristiche del rifiuto: spezzoni di cavo, anche
in traccia, rivestiti da isolanti costituiti da materiali
termoplastici, elastomeri, carta impregnata con olio, piombo
e piomboplasto; costituiti da Cu fino al 75% e Pb fino al
72%.
5.8.3 Attivita di recupero:
a) messa in riserva di rifiuti [R13] con lavorazione meccanica
(cesoiatura, triturazione, separazione magnetica, vibrovagliatura
e separazione densimetrica) per asportazione del rivestimento;
macinazione e granulazione della gomma e della frazione plastica;
granulazione della frazione metallica per sottoporla all’operazione
di recupero nell’industria metallurgica [R4] e recupero della
frazione plastica e in gomma nell’industria delle materie
plastiche [R3].
b) pirotrattamento per asportazione del rivestimento e successivo
recupero nell’industria metallurgica [R4].
5.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: rame e piombo nelle forme usualmente commercializzate;
prodotti plastici e in gomma nelle forme usualmente commercializzate.
5.9 Tipologia: spezzoni di cavo di fibra ottica ricoperta
di tipo dielettrico (a), semidielettrico (b)
e metallico (c).
5.9.1 Provenienza: demolizione e manutenzione di linee di
telecomunicazioni e di apparati elettrici, elettrotecnici
ed elettronici;
5.9.2 Caratteristiche del rifiuto: fili o spezzoni di cavo
in fibra ottica con rivestimento in materiali plastico contenenti,
in alcuni casi, parti metalliche. La composizione tipica
indicativa delle tre tipologie e la seguente:
a) cavo di tipo dielettrico: materiali plastici e silice
(89%), gel tamponante (6%), fibre sintetiche (5%);
b) cavo di tipo semidielettrico: materiali plastici e silice
(69%), acciaio (23%), gel tamponante (4%) fibre sintetiche
(4%);
c) cavo di tipo metallico (parte metallica eventualmente
costituita da conduttori di rame; es. materiali plastici
e silice 70%, acciaio ramato 14%, alluminio 10%, rame 6%)
o acciaio come elemento portante, alluminio come barriera
metallica, acciaio come armatura esterna).
5.9.3 Attivita di recupero:
a) messa in riserva di rifiuti [R13] con macinazione e/o
granulazione dei materiali polimerici per sottoporli all’operazione
di recupero nell’industria della trasformazione delle materie
plastiche [R3];
b) messa in riserva di rifiuti [R13] con macinazione e/o
granulazione del cavo e successiva separazione elettrostatica
dei materiali plastici dai metallici; eventuale secondo trattamento
elettrostatico per i polimeri per separare ogni traccia dei
metalli per sottoporli alle operazioni di recupero nell’industria
di trasformazione delle materie plastiche [R3] e recupero
nell’industria metallurgica [R5];
c) messa in riserva di rifiuti [R13] con separazione fisica
del materiale plastico dal metallico; cesoiatura, triturazione,
vibrovagliatura e separazione densimetrica dei metalli e
granulazione dei polimeri; oppure cesoaitura e triturazione
del cavo intero, separazione magnetica (per i ferrosi) e
in seguito separazione a corrente indotta sia per i metalli
(non ferrosi) che per i polimeri per sottoporre i rifiuti
cosi ottenuti alle operazioni di recupero nell’industria
di trasformazione delle materie plastiche [R3] e recupero
nell’industria metallurgica [R5].
5.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: manufatti in plastica nelle forme usualmente commercializzate;
metalli e leghe nelle forme usualmente commercializzate.
5.10 Tipologia: fini di ottone e fanghi di molazza [110204]
[120299].
5.10.1 Provenienza: sgranellatura a secco (fini) e smolazzatura
a umido (fanghi) delle scorie di copertura dei bagni di fusione
degli ottoni.
5.10.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto a base di Zn
30-50%, Cu 10-20%, Pb 2-3%, Cd < 0,3%, Cl < 3% sul
secco.
5.10.3 Attivita di recupero: metallurgia secondaria del rame
e/o al ciclo metallurgico primario e secondario dello zinco
[R4].
5.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: rame, zinco e leghe nelle forme usualmente commercializzate.
5.11 Tipologia: terra di rame e di ottone [100699] [101099].
5.11.1 Provenienza: operazioni di movimentazione del rottame
di rame e di ottone.
5.11.2 Caratteristiche del rifiuto: terra contenente Cu e
Zn in quantita ? 10%.
5.11.3 Attivita di recupero:
a) fonderia di 2° fusione [R4];
b) idrometallurgia [R4].
5.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: rame e sue leghe nelle forme usualmente commercializzate.
5.12 Tipologia: rifiuto di trattamento di scorie di ottone
[101003] [101099].
5.12.1 Provenienza: impianto di trattamento delle scorie
di ottone.
5.12.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri medie e fini
con contenuto di Cu > 4%, Zn > 15%, con presenza di
parti ferrose.
5.12.3 Attivita di recupero:
a) metallurgia dei ferrosi per le parti ferrose [R4];
b) metallurgia per il recupero del Cu e dello Zn per quelle
non ferrose [R4].
5.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: acciai, rame e zinco nelle forme usualmente commercializzate.
5.13 Tipologia: ferro da cernita calamita [101099].
5.13.1 Provenienza: operazioni di deferrizzazione della preparazione
della tornitura e trattamento scorie di ottone.
5.13.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale ferroso contenente
eventualmente Cu 2-35% e Zn 10-40%.
5.13.3 Attivita di recupero:
a) raffinerie o fonderie di 2° fusione [R4];
b) idrometallurgia [R4].
5.13.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: acciaio nelle forme usualmente commercializzate.
5.14 Tipologia: scaglie di laminazione e stampaggio [120101]
[120102] [120103].
5.14.1 Provenienza: impianti di depurazione acque di laminazione,
impianti di colata continua, impianti di trafilazione di
industria siderurgica e metallurgica; pulitura meccanica
dei manufatti metallici.
5.14.2 Caratteristiche del rifiuto: ossidi di ferro (~ 95%),
silice allumina e ossidi minori (~ 5%), esenti da PCB e PCT.
5.14.3 Attivita di recupero:
a) industria siderurgica [R4] o recupero nell’industria chimica
mediante reazione con acido cloridrico [R5];
b) fonderie di ghisa e cubilotti [R4];
c) industria produzione di manufatti di cemento [R5];
d) cementifici [R5].
5.14.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) e b) ghisa e acciaio nelle forme usualmente commercializzate;
cloruri di ferro nelle forme usualmente commercializzate;
c) manufatti di cemento nelle forme usualmente commercializzate;
d) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
5.15 Tipologia: melme di rettifica della lavorazione di acciaio
e ghisa [120101] [120102].
5.15.1 Provenienza: lavorazioni meccaniche di finitura (levigatura,
rettificatura, ecc).
5.15.2 Caratteristiche del rifiuto: melme palabili costituite
da Fe > 55% e altri metalli in funzione della composizione
dell’acciaio e della ghisa; contenuto in acqua < 35% con
contenuto in oli minerali < 10%.
5.15.3 Attivita di recupero:
a) separazione meccanica della fase liquida e rifusione della
componente metallica [R4];
b) cementifici [R5].
5.15.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) prodotti siderurgici nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
5.16 Tipologia: apparecchi elettrici, elettrotecnici ed elettronici;
rottami elettrici ed elettronici contenenti e non metalli
preziosi [160202] [200124] [110104] [110401] [110201].
5.16.1 Provenienza: industria componenti elettrici ed elettronici;
costruzione, installazione e riparazione apparecchiature
elettriche, elettrotecniche ed elettroniche; attivita industriali,
commerciali e di servizio.
5.16.2 Caratteristiche del rifiuto: oggetti di pezzatura
variabile, esclusi tubi catodici, costituiti da parti in
resine sintetiche, vetro o porcellana e metalli assiemati,
alcuni con riporto di metalli preziosi.
5.16.3 Attivita di recupero: disassemblaggio per separazione
dei componenti riutilizzabili [R4].
5.16.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: componenti elettrici ed elettronici nelle forme
usualmente commercializzate.
5.17 Tipologia: loppa d’altoforno non rispondente agli standard
delle norme UNI ENV 197/1 [100202].
5.17.1 Provenienza: industria siderurgica, produzione di
ghisa d’altoforno mediante fusione di coke e minerale di
ferro in presenza di fondenti.
5.17.2 Caratteristiche del rifiuto: solido a matrice vetrosa
in forma granulata o sabbia a grana medio grossolana di colore
variabile dal grigio al giallastro, costituita di silice
? 30%, ossidi di calcio ? 40%, ossidi di alluminio, ossidi
di magnesio. Non rispondente agli standard delle norme UNI,
ENV 197/1.
5.17.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) industria del vetro [R5];
c) produzione di calcestruzzo, conglomerati cementizi e bituminosi
[R5];
d) produzione di conglomerati idraulici catalizzati [R5];
e) formazione di rilevati, sottofondi stradali e massicciate
ferroviarie, anche addittivati in miscele con altri rifiuti
per cui e previsto questo tipo di recupero (il recupero e
subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
f) utilizzo per recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10].
5.17.4 Caratteristiche delle materie prime e dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) vetro nelle forme usualmente commercializzate;
c) calcestruzzi conglomerati cementizi e bituminosi nelle
forme usualmente commercializzate;
d) conglomerati idraulici catalizzati nelle forme usualmente
commercializzate.
5.18 Tipologia: residui di minerali di ferro [100299].
5.18.1 Provenienza: industria siderurgica.
5.18.2 Caratteristiche del rifiuto: miscela di varia pezzatura
di minerali di ferro, anche in forma agglomerata (unitamente
a SiO2, CaO e Al2O3), con presenza o meno di terreno o materiali
inerti. Tenore in ferro minimo 20%.
5.18.3 Attivita di recupero:
a) industria siderurgica nella preparazione della carica
dell’altoforno [R4];
b) cementifici come aggiunta al clinker; come additivo nella
carica al forno per la produzione di cementi ferrici [R5];
c) produzione di calcestruzzo e conglomerati cementizi [R5];
d) formazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
5.18.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) ghisa nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
c) calcestruzzi e conglomerati cementizi nelle forme usualmente
commercializzate.
5.19 Tipologia: apparecchi domestici, apparecchiature e macchinari
post-consumo non contenenti sostanze lesive dell’ozono stratosferico
di cui alla legge 549/93 o HFC [160202] [160205] [200124].
5.19.1 Provenienza: raccolta differenziata, centri di raccolta,
attivita industriali, commerciali e di servizi.
5.19.2 Caratteristiche del rifiuto: apparecchi domestici,
apparecchiature e macchinari destinati a dismissione, con
esclusione dei trasformatori contenenti oli contaminati da
PCB e PCT.
5.19.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] con asportazione di eventuali batterie e pile; disassemblaggio
delle carcasse, dei cablaggi elettrici e delle schede elettroniche;
estrazione e messa in sicurezza dei tubi catodici con separazione
e raccolta delle polveri presenti; separazione delle componenti
di plastica, gomma, ecc., laddove non strutturalmente vincolati
con il resto della struttura; frantumazione e separazione
delle parti metalliche da quelle non metalliche; macinazione
e granulazione della frazione costituita da gomma e della
frazione plastica per sottoporle alle operazioni di recupero
nell’industria delle materie plastiche e della gomma [R3]
e per sottoporre i rifiuti metallici all’operazione di recupero
nell’industria metallurgica [R4];
5.19.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli ferrosi e non ferrosi nelle forme usualmente
commercializzate; prodotti e materiali plastici e in gomma
nelle forme usualmente commercializzate.
5.20 Tipologia: apparecchi domestici, apparecchiature e macchinari
post-consumo contenenti sostanze lesive dell’ozono stratosferico
di cui alla legge 549/93 o HFC [160203] [200123].
5.20.1 Provenienza: raccolta differenziata, centri di raccolta,
attivita industriali, commerciali e di servizi.
5.20.2 Caratteristiche del rifiuto: apparecchi domestici,
apparecchiature e macchinari post-consumo contenenti sostanze
lesive dell’ozono stratosferico di cui alla legge 549/93.
5.20.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] con bonifica dal fluido refrigerante; smontaggio dei
componenti riutilizzabili e recuperabili, compreso il compressore;
bonifica del gruppo di compressione con procedure tali da
evitare il rilascio delle sostanze lesive dell’ozono stratosferico
di cui alla legge 549/93 in atmosfera; demolizione controllata
delle carcasse in apposito impianto e con procedure tali
da evitare il rilascio dei gas espandenti, di polveri e altre
emissioni in atmosfera; separazione delle componenti di plastica,
gomma, ecc, laddove non strutturalmente vincolati con il
resto della struttura; frantumazione e separazione delle
parti metalliche da quelle non metalliche; macinazione e
granulazione della frazione costituita da gomma e della frazione
plastica per sottoporle all’operazione di recupero nell’industria
della gomma delle materie plastiche [R3] e per sottoporre
la frazione metallica all’operazione di recupero nell’industria
metallurgica [R4].
5.20.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli ferrosi e non ferrosi nelle forme usualmente
commercializzate; prodotti plastici e in gomma nelle forme
usualmente commercializzate.
6.RIFIUTI DI PLASTICHE
6.1 Tipologia: rifiuti di plastica; imballaggi usati in plastica
compresi i contenitori per liquidi, con esclusione dei contenitori
per fitofarmaci e per presidi medico-chirurgici [020104]
[150102] [200103] [200104].
6.1.1 Provenienza: raccolte differenziate, selezione da R.S.U.
o R.A.; attivita industriali, artigianali e commerciali e
agricole.
6.1.2 Caratteristiche del rifiuto: materiali plastici, compresi
teli e sacchetti, tubetti per rocche di filati, di varia
composizione e forma con eventuale presenza di rifiuti di
altra natura.
6.1.3 Attivita di recupero: messa in riserva [R13] per la
produzione di materie prime secondarie per l’industria delle
materie plastiche, mediante asportazione delle sostanze estranee
(qualora presenti), macinazione e/o granulazione, lavaggio
e separazione per l’ottenimento di materiali plastici contenenti
massimo 1% di impurita e/o di altri materiali indesiderati
diversi dalle materie plastiche [R3].
6.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: materie prime secondarie conformi alle specifiche
UNIPLAST-UNI 10667.
6.2 Tipologia: sfridi, scarti, polveri e rifiuti di materie
plastiche e fibre sintetiche [070299] [120105] [160105] [160208]
[160302].
6.2.1 Provenienza: industria della produzione o trasformazione
delle materie plastiche e fibre sintetiche, impianti di recupero
degli accumulatori esausti, attivita di autodemolizione,
autorizzata ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, e successive modifiche e integrazioni, attivita di
autoriparazione e industria automobilistica, altre attivita
di recupero di altre apparecchiature e manufatti.
6.2.2 Caratteristiche del rifiuto: granuli, trucioli, ritagli,
polveri, manufatti fuori norma, ecc. Eventuale presenza di
altri polimeri, cariche, pigmenti, additivi, Pb < 3%,
KOH < 0,3%, Cd < 0,3%.
6.2.3 Attivita di recupero: messa in riserva [R 13] per la
produzione di materie prime secondarie per l’industria delle
materie plastiche, mediante asportazione delle sostanze estranee
(qualora presenti), macinazione e/o granulazione, lavaggio
e separazione per l’ottenimento di materiali plastici contenenti
massimo 1% di impurita e/o di altri materiali indesiderati
diversi dalle materie plastiche [R3].
6.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: materie prime secondarie conformi alle specifiche
UNIPLAST-UNI 10667.
6.3 Tipologia: fanghi polimerici di ABS [070202] .
6.3.1 Provenienza: industria chimica: produzione di ABS.
6.3.2 Caratteristiche del rifiuto: fango palabile con circa
il 50% di copolimeri, Cd < 5 ppm, As < 4,2 ppm.
6.3.3 Attivita di recupero: produzione di ABS di seconda
qualita previo essiccamento e compoundazione [R3].
6.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: ABS di seconda qualita.
6.4 Tipologia: resine a scambio ionico esauste [070299] [190905].
6.4.1 Provenienza: industria chimica e processi chimici in
altri settori industriali.
6.4.2 Caratteristiche del rifiuto: polimeri stirenici ed
altri polimeri con contaminanti di processo quali oli in
concentrazione non superiore allo 0,1% in peso; sottoposti
a lavaggio e/o bonifica per l’eliminazione dei contaminanti
da processo.
6.4.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con macinazione e/o granulazione, lavaggio e con eventuale
separazione degli inquinanti per sottoporli all’operazione
di recupero nell’industria delle materie plastiche [R3].
6.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate.
6.5 Tipologia: paraurti e plance di autoveicoli in materie
plastiche [070299] [160208].
6.5.1 Provenienza: attivita di demolizione veicoli autorizzata
ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
e successive modifiche e integrazioni; attivita di riparazione
e sostituzione su veicoli in servizio; industria automobilistica.
6.5.2 Caratteristiche del rifiuto: manufatti interi o parti
di essi in plastica. Eventuale presenza di cariche inerti,
gomma, pigmenti, additivi.
6.5.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con triturazione, lavaggio e flottazione per la separazione
degli inquinanti per sottoporre la frazione plastica all’operazione
di recupero nell’industria delle materie plastiche [R3].
6.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate.
6.6 Tipologia: imbottiture sedili in poliuretano espanso
[070299] [160208].
6.6.1 Provenienza: attivita di demolizione vetture autorizzata
ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
e successive modifiche e integrazioni; attivita di riparazione
e sostituzione su vetture in servizio; industria automobilistica.
6.6.2 Caratteristiche del rifiuto: imbottiture intere o parte
di esse in poliuretano espanso. Eventuale presenza di tessuti
di rivestimento.
6.6.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con taglio e separazione schiuma da fodera; macinazione e/o
estrusione in granuli per sottoporre la frazione plastica
all’operazione di recupero nell’industria delle materie plastiche
[R3].
6.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate.
6.7 Tipologia: scaglie di alcool polivinilico [070299].
6.7.1 Provenienza: industria chimica.
6.7.2 Caratteristiche del rifiuto: alcool polivinilico 97?99%;
dimetilformammide 0,5?1%; nerofumo 0,05%,
6.7.3 Attivita di recupero: produzione di collanti ed adesivi
[R3].
6.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: collanti e adesivi nelle forme usualmente commercializzate.
6.8 Tipologia: polveri di “buffing” e cascami di tessuto
non tessuto [070299].
6.8.1 Provenienza: industria del “tessuto non tessuto” e
del feltro greggio.
6.8.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di polveri e solidi
costituiti da: poliestere, poliuretano e polistirolo.
6.8.3 Attivita di recupero: produzione di pannelli fonoassorbenti
e termoisolanti [R3].
6.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: pannelli fonoassorbenti e termoisolanti nelle forme
usualmente commercializzate.
6.9 Tipologia: mix di ebanite e PVC da recupero di accumulatori
al piombo esausti [160199].
6.9.1 Provenienza: impianto di recupero del piombo dagli
accumulatori esausti.
6.9.2 Caratteristiche del rifiuto: solido in pezzatura variabile
costituito da ebanite 30-80%, Pb/PbO.SO4 4-12%, plastiche
10-50%, legno 2-4%.
6.9.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con separazione e cernita dei materiali costituenti il mix
per sottoporre la frazione costituita da ebanite all’operazione
di recupero nell’industria metallurgica come riducente [R3]
e la frazione plastica all’operazione di recupero nell’industria
delle materie prime [R3].
6.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti plastici nelle forme usualmente commercializzate.
6.10 Tipologia: sfridi, scarti e rifiuti di polivinilbutirrale
[101199].
6.10.1 Provenienza: industria del vetro di sicurezza.
6.10.2 Caratteristiche del rifiuto: ritagli di pellicola
di polivinilbutirrale di vario spessore.
6.10.3 Attivita di recupero: soluzione in solventi organici
per l’ottenimento di polivinilbutirrale da impiegare nella
produzione di adesivi [R3].
6.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: adesivi nelle forme usualmente commercializzate.
6.11 Tipologia: pannelli sportelli auto [070299] [160208].
6.11.1 Provenienza: attivita di demolizione vetture autorizzata
ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
e successive modifiche e integrazioni, o attivita di riparazione
e sostituzione su vetture in uso, o da industria automobilistica.
6.11.2 Caratteristiche del rifiuto: fibre vegetali in matrice
polipropilenica.
6.11.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] con macinazione della frazione plastica per sottoporla
all’operazione di recupero nell’industria della trasformazione
delle materie plastiche [R3].
6.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti in plastica nelle forme usualmente commercializzate.
6.12 Tipologia: rifiuti di caprolattame [070199] [070299].
6.12.1 Provenienza: produzione e trasformazione materie plastiche.
6.12.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi solidi di caprolattame
oppure liquido di colore giallognolo o incolore con materiale
in sospensione; composto da soluzioni acquose contenenti
almeno il 4% di caprolattame monomero e oligomeri, acqua < 90%.
6.12.3 Attivita di recupero:
a) concentrazione della soluzione e successiva polimerizzazione
per l’impiego nel processo produttivo [R3];
b) depolimerizzazione della poliammide 6 mediante riscaldamento
della miscela solido-liquida; arricchimento con caprolattame
del derivato del processo di depolimerizzazione e successiva
polimerizzazione con produzione del polimero poliammidico
[R3].
6.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o del prodotto
ottenuto:
a) e b) poliammide 6 nelle forme usualmente commercializzate;
caprolattame monomero nelle forme usualmente commercializzate.
7.RIFIUTI CERAMICI E INERTI
7.1 Tipologia: rifiuti costituiti da laterizi, intonaci e
conglomerati di cemento armato e non, comprese le traverse
e traversoni ferroviari e i pali in calcestruzzo armato provenienti
da linee ferroviarie, telematiche ed elettriche e frammenti
di rivestimenti stradali, purche privi di amianto [101303]
[170101] [170102] [170103] [170104] [170701] [200301].
7.1.1 Provenienza: attivita di demolizione, frantumazione
e costruzione; selezione da RSU e/o RAU: manutenzione reti;
attivita di produzione di lastre e manufatti in fibrocemento.
7.1.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale inerte, laterizio
e ceramica cotta anche con eventuale presenza di frazioni
metalliche, legno, plastica, carta e isolanti escluso amianto.
7.1.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti inerti
[R13] per la produzione di materie prime secondarie per l’edilizia
mediante fasi meccaniche e tecnologicamente interconnesse
di macinazione, vagliatura, selezione granulometrica e separazione
della frazione metallica e delle frazioni indesiderate per
l’ottenimento di frazioni inerti di natura lapidea a granulometria
idonea e selezionata con eluato del test di cessione conforme
a quanto previsto in allegato 3 al presente decreto e con
caratteristiche di cui alle norme CNR-UNI 10006 [R5].
7.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: materie prime secondarie per l’edilizia conformi
alle specifiche della CCIAA di Milano.
7.2 Tipologia: rifiuti di rocce da cave autorizzate [010202]
[010399] [010401] [010403] [010406].
7.2.1 Provenienza: attivita di lavorazione dei materiali
lapidei.
7.2.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale inerte in pezzatura
e forma varia, comprese le polveri.
7.2.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) utilizzo del granulato per produzione di conglomerati
cementizi e bituminosi [R5];
c) utilizzo per isolamenti e impermeabilizzazioni e ardesia
espansa [R5];
d) ove necessario frantumazione, macinazione, vagliatura;
eventuale omogeneizzazione e integrazione con materia prima
inerte, anche nell’industria lapidea [R5];
e) utilizzo per recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
f) utilizzo per realizzazione di rilevati e sottofondi stradali
e ferroviari e aeroportuali, piazzali industriali previo
eventuale trattamento di cui al punto d) (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
7.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) e c) conglomerati cementizi e bituminosi e malte ardesiache.
7.3 Tipologia: sfridi e scarti di prodotti ceramici crudi
smaltati e cotti [101201] [101206] [101299].
7.3.1 Provenienza: fabbricazione di prodotti ceramici, mattoni,
mattonelle e materiale di costruzione smaltati.
7.3.2 Caratteristiche del rifiuto: prodotti ceramici, terrecotte
smaltate e non, materiale da costruzione di scarto eventualmente
ricoperti con smalto crudo in concentrazione < 10% in
peso.
7.3.3 Attivita di recupero:
a) macinazione e recupero nell’industria ceramica e dei laterizi
[R5];
b) frantumazione, vagliatura; eventuale miscelazione con
materia prima inerte nell’industria lapidea [R5].
7.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) prodotti e impasti ceramici e laterizi nelle forme usualmente
commercializzate;
b) materiale lapideo nelle forme usualmente commercializzate.
7.4 Tipologia: sfridi di laterizio cotto ed argilla espansa
[101203] [101206] [101299].
7.4.1 Provenienza: attivita di produzione di laterizi e di
argilla espansa e perlite espansa.
7.4.2 Caratteristiche del rifiuto: frammenti di materiale
argilloso cotto e materiale perlitico.
7.4.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con frantumazione; macinazione, vagliatura per sottoporre
i rifiuti alle seguenti operazioni di recupero:
a) recupero in cementifici [R5];
b) recupero nell’industria ceramica e dei laterizi [R5];
c) eventuale omogeneizzazione e integrazione con materia
prima inerte nell’industria lapidea [R5];
d) rilevati, sottofondi stradali e piazzali industriali previo
eventuale trattamento di cui al punto c) (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5];
e) recuperi ambientali previo eventuale trattamento di cui
al punto c) (il recupero e subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R10].
7.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti ceramici e laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
7.5 Tipologia: sabbie esauste [101299] [101099].
7.5.1 Provenienza: produzione di refrattari elettrofusi.
7.5.2 Caratteristiche del rifiuto: sabbie silicee e rifiuti
di fusione di refrattari.
7.5.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione conglomerati per edilizia [R5];
c) realizzazione di sottofondi e rilevati stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
7.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate.
7.6 Tipologia: conglomerato bituminoso, frammenti di piattelli
per il tiro al volo [170301] [200301].
7.6.1 Provenienza: attivita di scarifica del manto stradale
mediante fresatura a freddo; campi di tiro al volo.
7.6.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido costituito
da bitume ed inerti.
7.6.3 Attivita di recupero:
a) produzione conglomerato bituminoso “vergine” a caldo [R5];
b) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
7.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: conglomerato bituminoso nelle forme usualmente
commercializzate.
7.7 Tipologia: rifiuti costituiti da carbonati ed idrati
di calcio, silici colloidali [050101] [060501] [070702].
7.7.1 Provenienza: industria chimica, petrolchimica, da processi
depurazione reflui liquidi e gassosi industriali.
7.7.2 Caratteristiche del rifiuto: carbonati e idrati di
calcio, silici colloidali, singoli o in miscele.
7.7.3 Attivita di recupero: cementifici [R5];
7.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.8 Tipologia: rifiuti di refrattari, rifiuti di refrattari
da forni per processi ad alta temperatura [101207] [100112]
[100408] [100608] [100807] [100206] [100507] [100706] [101108]
[101308] [060401] [070199].
7.8.1 Provenienza: demolizione di isolanti termici in processi
di fusione e/o termici, industria di produzione dei refrattari.
7.8.2 Caratteristiche del rifiuto: frammenti solidi sinterizzati,
uniti o meno a elementi metallici, sotto forma di rottami
di mattoni, a composizione prevalente di SiO2, Al2O3, ZrO2,
CaO e MgO, con presenza eventuale di metalli pesanti dei
cicli di cottura o fusione in tracce, appartenenti alle famiglie:
a) silicei: SiO2 > 90%, CaO < 3%, Al2O3 < 1%, Fe2O3 < 0,5%,
TiO2 < 0,01%;
b) silico-alluminosi: Al2O3 25-50%, SiO2 70-45%, Fe2O3 1-2%;
c) alluminosi: Al2O3 > 50%;
d) magnesiaci: MgO 85-87%, CaO 0,2-2,6%, Fe2O3 0,2-2,3%;
e) cromo-magnesiaci: Cr2O3 ca 20%; MgO ca 60%, Fe2O3 ca 14%,
Al2O3 ca 6%, CaO < 2%;
f) grafitici: C ca 50%, SiC ca 40%;
g) dolomitici: CaO + MgO > 85% sul prodotto calcinato.
7.8.3 Attivita di recupero: previa separazione di eventuali
frammenti metallici e macinazione:
a) cementifici come aggiunta al clinker [R5];
b) industria produzione materiali refrattari e per l’edilizia
[R5];
c) produzione di calcestruzzo, conglomerati cementizi e bituminosi
[R5];
d) industria siderurgica come correttivo bonificante delle
scorie [R5].
7.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) materiali refrattari nelle forme usualmente commercializzate;
c) calcestruzzi, conglomerati cementizi e bituminosi nelle
forme usualmente commercializzate.
7.9 Tipologia: scarti di refrattari a base di carburo di
silicio [101207].
7.9.1 Provenienza: demolizione di isolamenti termici in processi
di fusione e/o cottura, industria della ceramica e produzione
di refrattari.
7.9.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto di lega non ferrosa
composto da carburo di silicio, allumina e chamotte, solido
sinterizzato sotto forma di mattoni appartenenti alla seguente
famiglia:
a) SiC < 90%, SiO2 ca 1%, Al2O3 ca 1%.
7.9.3 Attivita di recupero:
a) frantumazione, macinazione, addizionamento con carburo
di silicio e cemento; recupero nella carica del cubilotto
nelle fonderie di ghisa [R5];
b) industria dei refrattari [R5];
c) cementifici come aggiunta al clinker [R5];
d) produzione di calcestruzzo, conglomerati cementizi e bituminosi
[R5].
7.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) leghe di carburo di silicio nelle forme usualmente commercializzate;
b) refrattari nelle forme usualmente commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
d) calcestruzzo, conglomerati cementizi e bituminosi nelle
forme usualmente commercializzate.
7.10 Tipologia: sabbie abrasive di scarto e granulati, rottami
e scarti di mole abrasive [120101] [120102] [120103] [120104]
[120201].
7.10.1 Provenienza: processi di pulizia, lavorazioni meccaniche
e sabbiatura delle superfici di manufatti metallici, produzione
di moli abrasive.
7.10.2 Caratteristiche del rifiuto: materiali siliceo-alluminosi
e granulati con presenza di scaglie metalliche ed eventuali
tracce di vernici.
7.10.3 Attivita di recupero:
a) produzione di calce idraulica [R5];
b) produzione conglomerati bituminosi [R5];
c) cementifici [R5];
d) produzione di abrasivi [R5];
e) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto
[R5];
f) processi di burattatura e barilatura dell’industria meccanica
[R5].
7.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) calce idraulica nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati bituminosi nelle forme usualmente commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
d) abrasivi nelle forme usualmente commercializzate.
7.11 Tipologia: pietrisco tolto d’opera [170501] [170701].
7.11.1 Provenienza: manutenzione delle strutture ferroviarie.
7.11.2 Caratteristiche del rifiuto: pietrisco tolto d’opera
costituito da roccia silicea e cristallina o calcare per
circa il 70%, con sabbia e argilla per circa il 30%.
7.11.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
inerti [R13] con separazione delle frazioni indesiderate
e della eventuale frazione metallica per sottoporla all’operazione
di recupero nell’industria metallurgica [R4] e per sottoporre
la frazione inerte alle seguenti operazioni di recupero:
a) recupero nell’industria della produzione di conglomerati
cementizi [R5];
b) recupero nei cementifici [R5];
c) frantumazione, macinazione ed omogeneizzazione e integrazione
con materia prima inerte nell’industria lapidea [R5];
d) formazione di rilevati, sottofondi stradali e piazzali
industriali (il recupero e subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R5];
e) recuperi ambientali (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R10].
7.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.12 Tipologia: calchi in gesso esausti [101206] [101299]
[200301] [101399] [170104].
7.12.1 Provenienza: attivita scultoree ed industrie ceramiche.
7.12.2 Caratteristiche del rifiuto: manufatti in gesso con
eventuale armatura metallica incorporata.
7.12.3 Attivita di recupero:
a) cementifici previa frantumazione dei manufatti e separazione
della parte metallica [R5];
b) produzione di materiale e manufatti per l’edilizia, previa
frantumazione dei manufatti e separazione della parte metallica
[R5].
7.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) materiale e manufatti per l’edilizia nelle forme usualmente
commercializzate.
7.13 Tipologia: sfridi di produzione di pannelli di gesso;
demolizione edifici [101399] [170104].
7.13.1 Provenienza: industria di produzione pannelli in gesso;
demolizione edifici.
7.13.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi di gesso con eventuali
fibre cellulosiche o metalliche incorporate; non radioattivo
ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
7.13.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
7.13.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.14 Tipologia: detriti di perforazione [010502] [010599]
[170501].
7.14.1 Provenienza: attivita di trivellazione pali di fondazione
su terreno vergine; ricerca e coltivazione idrocarburi su
terra e in mare; ricerca e coltivazione geotermica; perforazioni
per ricerche e coltivazioni minerarie in generale; perforazioni
geognostiche di grande profondita; perforazioni per pozzi
d’acqua.
7.14.2 Caratteristiche del rifiuto: detriti con presenza
di acqua/bentonite, di acqua/bentonite/barite, di olio/organo-smectiti/barite
contenenti idrocarburi in concentrazioni inferiori a 50 Kg/t
nel caso di detriti a base acqua e contenenti gasolio o olio
a bassa tossicita in concentrazioni inferiori a 300 Kg/t
nel caso di fanghi a base olio, IPA < 10 ppm.
7.14.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) utilizzo per recuperi ambientali, previa eventuale desalinizzazione
(il recupero e subordinato all’esecuzione del test di cessione
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto) [R10];
c) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso; (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
7.14.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.15 Tipologia: fanghi di perforazione [010501] [010502]
[010599].
7.15.1 Provenienza: attivita di trivellazione pali di fondazione
su terreno vergine; ricerca e coltivazione idrocarburi su
terra e in mare; ricerca e coltivazione geotermica; perforazioni
per ricerche e coltivazioni minerarie in generale; perforazioni
geognostiche di grande profondita; perforazioni per pozzi
d’acqua.
7.15.2 Caratteristiche del rifiuto: fango a base di acqua/bentonite,
di acqua/bentonite/barite, di olio/organo-smectiti/barite
con eventuale presenza di terriccio; contenenti idrocarburi
in concentrazioni inferiori a 50 Kg/t nel caso di fanghi
a base acqua e contenenti gasolio o olio a bassa tossicita
in concentrazioni inferiori a 300 Kg/t nel caso di fanghi
a base olio, IPA < 10 ppm.
7.15.3 Attivita di recupero:
a) industria dei laterizi nell’impasto e industria di produzione
dell’argilla espansa, previa eventuale disidratazione e desalinizzazione
[R5];
b) produzione di aggregati artificiali mediante processo
termico di sinterizzazione [R5];
c) cementifici [R5];
d) utilizzo per recuperi ambientali previa eventuale disidratazione
e desalinizzazione (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R10];
e) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso; (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
7.15.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate;
b) aggregati artificiali nelle forme usualmente commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.16 Tipologia: calci di defecazione [020402] [020499] [020799].
7.16.1 Provenienza: attivita industriali dello zucchero,
dell’alcool e del lievito.
7.16.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto costituito essenzialmente
da carbonato di calcio (70%) con silice, allumina, ossido
di ferro (~ 10%) e sostanze organiche (proteine, pectina,
etc.), derivante dalla filtrazione di sughi zuccherini dopo
trattamento con calce e anidride carbonica.
7.16.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) industria dei laterizi nell’impasto, previa eventuale
disidratazione [R5];
c) riutilizzo per recuperi ambientali, previa eventuale disidratazione
(il recupero e subordinato all’esecuzione del test di cessione
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto) [R10];
d) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali, previa
eventuale disidratazione (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R5];
e) neutralizzazione di acque acide, previa eventuale disidratazione
[R5];
f) impermeabilizzazione dei bacini di decantazione delle
acque [R5].
7.16.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
7.17 Tipologia: rifiuti costituiti da pietrisco di vagliatura
del calcare [010102] [020499] [020799] [010202] [020402]
[020701] [010302] [010401] [100299].
7.17.1 Provenienza: attivita industriali dello zucchero,
dell’alcool, del lievito e dell’estrazione, lavorazione e
taglio del calcare, industria siderurgica.
7.17.2 Caratteristiche del rifiuto: frammenti in varia pezzatura
comprese polveri, di pietra calcarea e terriccio di cava
o materiali inerti a base di carbonato di calcio, con eventuale
presenza di materie prime siderurgiche (carbon fossile, coke,
minerali di ferro in misura minore del 20% in peso).
7.17.3 Attivita di recupero:
a) produzione calce idraulica [R5];
b) produzione conglomerati cementizi, calcestruzzi e manufatti
per edilizia [R5];
c) cementifici, come aggiunta al clinker, come additivo nella
carica al forno per la produzione di cementi ferrici [R5];
d) industria siderurgica nella preparazione della carica
dell’altoforno [R5];
e) formazione di rilevati e sottofondi stradali previa eventuale
frantumazione del rifiuto (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R5];
f) riutilizzo per recuperi ambientali previa eventuale disidratazione
(il recupero e subordinato all’esecuzione del test di cessione
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto) [R10].
7.17.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) calce idraulica nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati e manufatti per l’edilizia nelle forme usualmente
commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
d) ghisa nelle forme usualmente commercializzate.
7.18 Tipologia: scarti da vagliatura latte di calce [060301]
[101304] [070199].
7.18.1 Provenienza: industria chimica, industria della calce,
industria petrolchimica.
7.18.2 Caratteristiche del rifiuto: miscela di carbonato,
ossido e idrossido di calcio (~ 82%) e silice, allumina e
ossido di ferro (~ 18%).
7.18.3 Attivita di recupero:
a) produzione di calce idraulica [R5];
b) produzione conglomerati e manufatti per l’edilizia [R5];
c) cementifici [R5];
d) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
e) attivita di recupero ambientale (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
f) utilizzo come reagente per la desolforazione dei fumi
di combustione [R7];
g) trattamento delle acque reflue se esente da elementi non
abbattibili dall’impianto di depurazione [R7].
7.18.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) calce idraulica nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati e manufatti per l’edilizia nelle forme usualmente
commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
7.19 Tipologia: inerti da tinkal [060301] [060401] [060499]
[060399].
7.19.1 Provenienza: produzione di metaborato e perborato
di sodio.
7.19.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto argilloso costituito
da CaCO3 50%, Al2O3 e B2O3 20%, umidita 20-30%, rifiuto insolubile
10%.
7.19.3 Attivita di recupero:
a) industria dei prodotti ceramici, previa macinazione [R5];
b) industria dei laterizi previa macinazione [R5].
7.19.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) prodotti ceramici nelle forme usualmente commercializzate;
b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
7.20 Tipologia: rifiuti e rottami di cermets [100807] [160205].
7.20.1 Provenienza: industria della metallurgia delle leghe
non ferrose; rottamazione di componenti di apparecchiature.
7.20.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti e rottami di
materiali compositi costituiti generalmente da materiale
ceramico (allumina, carburo di silicio, grafite) e metalli
(alluminio, titanio, magnesio, ecc.), escluso amianto.
7.20.3 Attivita di recupero: industria metallurgica dei metalli
non ferrosi previa separazione della frazione non metallica
[R4].
7.20.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: metalli non ferrosi nelle forme usualmente commercializzate.
7.21 Tipologia: pomice esausta [200116].
7.21.1 Provenienza: lavanderie.
7.21.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale inorganico
a base di silice, allumina, ossido di calcio e ferro (~ 90%)
e ossidi minori Mg, K, Na (~ 10%) con contenuto in cloro < 0,5%
sul secco.
7.21.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
7.21.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.22 Tipologia: rifiuti da abbattimento fumi di industrie
siderurgiche (silica fumes) [100203] [060801].
7.22.1 Provenienza: attivita di fusione di leghe ferro-silicio
mediante forni ad arco elettrico.
7.22.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri finissime aventi
di norma la seguente composizione: SiO2 92?94%, Fe2O3 1?1,5%,
Al2O3 0,1?0,15%, CaO 0,8?1,2%, MgO 0,8?1,2%, alcali 0,5?1%.
7.22.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) industrie di materie prime e di prodotti per l’edilizia
[R5].
7.22.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate.
7.23 Tipologia: conchiglie [020203] [020102] [200303].
7.23.1 Provenienza: pulizia arenili; industria prodotti ittici.
7.23.2 Caratteristiche del rifiuto: conchiglie con eventuale
presenza di materiali estranei (sabbia, alghe, plastiche,
ecc.).
7.23.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] con selezione, lavaggio e separazione della componente
non inerte per sottoporli alle seguenti operazioni di recupero:
a) produzione di bottoni ed altri manufatti simili [R5];
b) cementifici [R5].
7.23.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) bottoni o altri manufatti simili nelle forme usualmente
commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.24 Tipologia: scorie vetrose da gassificazione di carbone
[061399] [100199] [050699].
7.24.1 Provenienza: gassificazione di carbone, anche ad elevato
tenore di zolfo, in impianti di produzione energia elettrica
od in impianti chimici di sintesi.
7.24.2 Caratteristiche del rifiuto: solido vetroso costituito
essenzialmente da silicati, ossidi di allumino, di calcio,
ed ossidi minori.
7.24.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di conglomerati cementizi [R5];
c) industria dei laterizi [R5];
d) produzione di asfalto e conglomerati bituminosi [R5];
e) utilizzo per rilevati e sottofondi stradali [R5] (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto).
7.24.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati cementizi nelle forme usualmente prodotte;
c) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
d) asfalto e conglomerati bituminosi nelle forme usualmente
commercializzate.
7.25 Tipologia: terre e sabbie esauste di fonderia di seconda
fusione dei metalli ferrosi [100299] [100904] [100901] [100902]
[100206] .
7.25.1 Provenienza: fonderie di seconda fusione di ghisa
e di acciaio.
7.25.2 Caratteristiche del rifiuto: sabbie e terre refrattarie
miscelate con leganti inorganici (argille) e/o organici (resine
furaniche, fenoliche e isocianati) il contenuto massimo di
fenolo sul rifiuto tal quale e pari a 200 ppm; rifiuti di
forme ed anime.
7.25.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di calce idraulica [R5];
c) processi di rigenerazione delle sabbie di fonderia esauste
[R5];
d) industria dei laterizi della ceramica e dell’argilla espansa
[R5];
e) produzione di conglomerati per l’edilizia [R5];
f) industria vetraria [R5];
g) industria ceramica [R5];
h) produzione conglomerati bituminosi [R5];
i) utilizzo per rilevati e sottofondi stradali [R5] (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto).
7.25.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) calce idraulica nelle forme usualmente commercializzate;
c) sabbie di fonderia;
d) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate;
e) conglomerati per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
f) vetro nelle forme usualmente commercializzate;
g) materiali e/o prodotti ceramici nelle forme usualmente
commercializzate;
h) conglomerati bituminosi nelle forme usualmente commercializzate.
7.26 Tipologia: rottami di quarzo puro [070199].
7.26.1 Provenienza: industria chimica (crogioli rotti).
7.26.2 Caratteristiche del rifiuto: schegge di quarzo puro.
7.26.3 Attivita di recupero: macinazione e lavorazione di
prodotti quarziferi [R5].
7.26.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: polveri di quarzo di varia granulometria per uso
edile e lavorazione idropitture.
7.27 Tipologia: materiali fini da filtri aspirazioni polveri
di fonderia di ghisa e da rigenerazione sabbia [100203] [100299].
7.27.1 Provenienza: fonderie di seconda fusione di ghisa.
7.27.2 Caratteristiche del rifiuto: silice > 70%, ossidi
di Al, ossidi di Mg, ossidi Fe e altri ossidi minori, non
contenenti PCB e PCT > 25 ppm e PCDD > 2,5 ppb.
7.27.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di calcestruzzo [R5];
c) industria dei laterizi [R5];
d) produzione di conglomerati per l’edilizia [R5];
e) produzione vetraria [R5];
f) produzione di conglomerati bituminosi [R5].
7.27.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) calcestruzzo nelle forme usualmente commercializzate;
c) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
d) conglomerati per edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
e) vetro nelle forme usualmente commercializzate;
f) conglomerati bituminosi nelle forme usualmente commercializzate.
7.28 Tipologia: supporti inerti di catalizzatori [061201]
[061202] [070106] [070206] [070306] [070406] [070506] [070606]
[160102] [190109] [050302].
7.28.1 Provenienza: attivita di rigenerazione di catalizzatori
esausti effettuata anche presso gli impianti di cracking
catalitico in raffineria di petrolio.
7.28.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti costituiti essenzialmente
da inerti (ceramica, carbonato di calcio, allumina, silicoalluminati,
silicati ecc.) gia sottoposti a lavaggio e disattivazione
ai fini della sicurezza con diossine < 2,5 ppb e PCB e
PCT < 25 ppm.
7.28.3 Attivita di recupero: cementifici previa eventuale
macinazione [R5].
7.28.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.29 Tipologia: rifiuti di lana di vetro e lana di roccia
[170602].
7.29.1 Provenienza: attivita di manutenzione e/o di demolizione.
7.29.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti solidi costituiti
essenzialmente da silicati, con possibili tracce di composti
organici, escluso amianto.
7.29.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
7.29.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.30 Tipologia: sabbia e conchiglie che residuano dalla vagliatura
dei rifiuti provenienti dalla pulizia degli arenili [170502]
[200303].
7.30.31 Provenienza: processo di vagliatura dei rifiuti provenienti
dalla pulizia degli arenili.
7.30.32 Caratteristiche del rifiuto: miscela di sabbia, altri
inerti, conchiglie.
7.30.33 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] con vagliatura, pulizia e drenaggio e captazione delle
acque di eluizione e di percolazione, eventuale separazione
della frazione costituita da conchiglie con materiale estraneo < 10%
per sottoporre il rifiuto alle seguenti operazioni di recupero:
a) cementifici [R5];
b) ripascimento di arenili soggetti a fenomeni erosivi [R10].
7.30.1 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
7.31 Tipologia: terre da coltivo, derivanti da pulizia di
materiali vegetali eduli e dalla battitura della lana sucida;
terre e rocce di scavo [020199] [020401] [170501].
7.31.32 Provenienza: industria agroalimentare in genere e
industria laniera, attivita di scavo.
7.31.33 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto costituito da
terriccio con eventuali parti vegetali e sostanze organiche;
parti di fibra di lana; materiale inerte vario costituito
da terra con presenza di ciottoli, sabbia, ghiaia.
7.31.34 Attivita di recupero:
a) industria della ceramica e dei laterizi [R5];
b) utilizzo per recuperi ambientali di ex cave, discariche
esaurite e bonifica di aree inquinate (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10].
7.31.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: prodotti ceramici e/o laterizi nelle forme usualmente
commercializzate.
8.RIFIUTI DERIVATI DA OPERAZIONI DI CONCIATURA
E DELL'UTILIZZO DEL CUOIO E RIFIUTI TESSILI
8.1. Tipologia: olio di follone [040199].
8.1.1 Provenienza: ingrassaggio delle pelli per pellicceria.
8.1.2 Caratteristiche del rifiuto: olio denso a base di olio
minerale, lanolina e altri grassi naturali penetranti.
8.1.3 Attivita di recupero:
a) attivita edilizie come distaccante per cemento [R5];
b) recupero tal quale nell’industria conciaria per l’ingrassaggio
della pelle [R5].
8.2 Tipologia: peluria e pelucchi tessili [040202] [040204]
[040201] [040203].
8.2.1 Provenienza: industrie tessili.
8.2.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale fibroso igroscopico
costituito da fibre naturali in quantita variabile di colore
naturale o colorate.
8.2.3 Attivita di recupero:
a) industria della carta [R3];
b) impiego nelle lettiere per animali [R3].
8.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: carta, carta catramata e cartone nelle forme usualmente
commercializzate.
8.3 Tipologia: refluo contenente grasso di lana [040210].
8.3.1 Provenienza: industria laniera, acque di lavaggio e
sgrassatura della lana.
8.3.2 Caratteristiche del rifiuto: soluzioni acquose contenenti
grasso di lana.
8.3.3 Attivita di recupero: centrifugazione per separazione
della parte oleosa [R3].
8.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: grasso di lana nelle forme usualmente commercializzate.
8.4 Tipologia: rifiuti di materiali tessili compositi e della
lavorazione di fibre naturali, sintetiche e artificiali [040201]
[040202] [040203] [040204] [040205] [040206] [040207] [040208]
[040209] [160208] [200110] [200111].
8.4.1 Provenienza: industria della produzione, lavorazione
ed utilizzo delle fibre tessili naturali, sintetiche e artificiali,
industria della confezione, industria del mobile, industria
automobilistica; industria dei rivestimenti e della pavimentazione
tessile.
8.4.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di lino, cotone,
lana e altre fibre naturali, artificiali e sintetiche.
8.4.3 Attivita di recupero: messa in riserva [R13] per la
produzione di materie prime secondarie per l’industria tessile
mediante selezione, separazione, igienizzazione [R3].
8.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: materie prime secondarie per l’industria tessile
conformi alle specifiche merceologiche delle CCIAA di Milano
e Firenze.
8.5 Tipologia: trucioli, ritagli e altri rifiuti di cuoio
[040109] [040199].
8.5.1 Provenienza: industria conciaria, calzaturiera, della
pelletteria e dell’abbigliamento in genere.
8.5.2 Caratteristiche del rifiuto: filamenti corti arricciati
e piccoli pezzi di tessuto fibroso collagenico.
8.5.3 Attivita di recupero:
a) mescolamento con altre materie (lattice) in macchine impastatrici,
essiccamento e bobinatura in rulli; oppure trattamento di
parziale idrolisi con essiccamento e vagliatura, eventuale
torrefazione [R3];
b) riutilizzo tal quale nell’industria manifatturiera e della
pelletteria [R3].
8.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cuoio rigenerato, cuoio torrefatto;
b) manufatti di cuoio e in pelle di limitate dimensioni.
8.6 Tipologia: scarti solidi conciati al vegetale [040108]
[040109].
8.6.1 Provenienza: fasi di spaccatura, rasatura, rifilatura
e smerigliatura dell’industria conciaria e del settore manifatturiero.
8.6.2 Caratteristiche del rifiuto: ritagli di tessuto fibroso
collagenico di dimensioni variabili.
8.6.3 Attivita di recupero: idrolisi con successiva essiccazione
e vagliatura per la produzione di cuoio rigenerato [R3].
8.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cuoio rigenerato adatto al riutilizzo nell’industria
manifatturiera.
8.7 Tipologia: rifiuti di smerigliatura, rasatura [040108]
[040199].
8.7.1 Provenienza: industria conciaria, fasi di smerigliatura,
rasatura.
8.7.2 Caratteristiche del rifiuto: polvere piu o meno fine
e/o rifiuti di pellame.
8.7.3 Attivita di recupero:
a) industria del cuoio ricostruito [R3];
b) industria delle colle [R3].
c) industria dei cartoni speciali [R3].
8.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) articoli di cuoio ricostruito;
b) colle nelle forme usualmente commercializzate;
c) cartoni speciali nelle forme usualmente commercializzate.
8.8 Tipologia: carniccio di scarnatura, rasatura, spaccatura
e pezzamatura in pelo [040108] [040199].
8.8.1 Provenienza: industria conciaria, fasi si scarnatura,
rasatura, spaccatura e pezzamatura in pelo.
8.8.2 Caratteristiche del rifiuto: polvere piu o meno fine
e/o rifiuti di pellame.
8.8.3 Attivita di recupero: industria delle colle, delle
gelatine, degli idrolizzati proteici [R3].
8.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: colle, gelatine e idrolizzati proteici nelle forme
usualmente commercializzate.
8.9 Tipologia: indumenti, accessori di abbigliamento ed altri
manufatti tessili confezionati post-consumo [200110] [200111].
8.9.1 Provenienza: cicli di post-consumo.
8.9.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale costituito da
indumenti, accessori di abbigliamento ed altri manufatti
tessili confezionati di lino, cotone, lana, altre fibre naturali
artificiali e sintetiche, non impregnati da oli, morchie,
non contenenti materiali impropri.
8.9.3 Attivita di recupero:
a) messa in riserva [R13] per la destinazione in cicli di
consumo mediante selezione e igienizzazione per l’ottenimento
delle seguenti specifiche [R3]:
– carica aerobica mesofila < 106/g
– streptococchi fecali < 102 /g
– salmonelle assenti su 20 g
b) messa in riserva [R13] per la produzione di materie prime
secondarie per l’industria tessile mediante selezione, igienizzazione
[R3].
8.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) indumenti, accessori di abbigliamento ed altri manufatti
tessili confezionati utilizzabili direttametne in cicli di
consumo.
b) materie prime secondarie per l’industria tessile conformi
alle specifiche della CCIAA di Milano e Firenze.
9.RIFIUTI DI LEGNO E SUGHERO
9.1 Tipologia: scarti di legno e sughero, imballaggi di legno
[030101] [030102] [150103] [030103] [030199] [170201] [200107]
[200301].
9.1.1 Provenienza: industria edile e raccolta differenziata,
attivita industriali, artigianali, commerciali, agricole
e di servizio; attivita di demolizioni.
9.1.2 Caratteristiche del rifiuto: legno in scarti di diverse
dimensioni e segatura, con possibili presenza di polveri
di natura inerte; cassette, pallets e altri imballaggi in
legno non trattato, sfridi di pannelli (compensati listellari,
di fibra, di particelle ecc.) di legno trattato, nobilitato,
compreso MDF, polverino di carteggiatura.
9.1.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti di
legno [R13] con lavaggio eventuale, cernita, adeguamento
volumetrico o cippatura per sottoporli alle seguenti operazioni
di recupero:
a) recupero nell’industria della falegnameria e carpenteria
[R3];
b) recupero nell’industria cartaria [R3];
c) recupero nell’industria del pannello di legno [R3].
9.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) manufatti a base legno e sughero nelle forme usualmente
commercializzate;
b) pasta di carta e carta nelle forme usualmente commercializzate;
c) pannelli nelle forme usualmente commercializzate.
9.2 Tipologia: scarti di legno e sughero, imballaggi di legno
[030101] [030103] [030102].
9.2.1 Provenienza: industria della lavorazione del legno
vergine.
9.2.2 Caratteristiche del rifiuto: legno vergine in scarti
di diverse dimensioni e segatura, con possibili presenze
di polveri di natura inerte.
9.2.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti di
legno [R13] per l’ottenimento di materie prime secondarie
mediante lavaggio, cernita, adeguamento volumetrico o cippatura
[R3].
9.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: legno variamente cippato, granulati e cascami di
sughero, tondelli in conformita alle specifiche fissate dalle
CCIAA di Milano e Bolzano.
9.3. Tipologia: rifiuti costituiti da legno impregnato con
preservante a base di creosoto [030199] [170201].
9.3.1 Provenienza: industria del trattamento del legno; reti
ferroviarie; reti di telecomunicazioni; raccolta post-servizio
di manufatti.
9.3.2 Caratteristiche del rifiuto: spezzoni e manufatti di
legno impregnato con oli derivanti dalla distillazione del
catrame di carbon fossile (creosoto), con contenuto < 250
g/Kg di legno.
9.3.3 Attivita di recupero:
a) reimpiego nelle strutture ferroviarie per scopi diversi
da quello originario (es. passatoie, barriere di contenimento)
[R3];
b) falegnameria e carpenteria per la realizzazione di palificazioni
di palizzate, di paravalanghe, di contenimenti di strade,
di terrapieni, di opere di sfruttamento forestale, ecc. previa
eventuale rilavorazione meccanica [R3].
9.3.4. Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: il prodotto ha le stesse caratteristiche del legno
nuovo impregnato con un contenuto di creosoto che al massimo
puo raggiungere il valore massimo di 250 g/Kg di legno. Nel
caso di cui alla lettera b del punto 9.3.3 il prodotto deve
essere contrassegnato con marchio indelebile che ne indichi
il divieto di utilizzo come combustibile domestico. In ogni
caso e vietato l’utilizzo per la fabbricazione di imballaggi
che possono entrare in contatto con prodotti destinati all’alimentazione
umana o animale.
9.4 Tipologia: rifiuti costituiti da legno impregnato con
preservante a base di sali [030199] [170201].
9.4.1 Provenienza: industria del trattamento del legno; reti
di distribuzione del servizio telefonico, telegrafico, elettrico;
raccolta post-servizio di manufatti.
9.4.2 Caratteristiche del rifiuto: mix di spezzoni e manufatti
di legno, anche parzialmente logorato o comunque danneggiato,
impregnato con sali in soluzione acquosa di:
– Cu/Cr/As;
– Cu/Cr/B;
– sali di ammonio quaternario;
– sale organico di rame;
– principi attivi sciolti in solventi endoorganici, resine,
oli isolanti, oli distillati e rettificati del catrame di
carbon fossile a contenuto di benzo-alfa-pirene < di 5
mg/Kg e di fenoli < 1%, contenente Cu < 6 g/kg, Cr < 7
g/kg e As < 9 g/kg.
9.4.3 Attivita di recupero:
a) verifica strutturale per il reimpiego tal quale se a specifica;
eventuale lavorazione meccanica se destinata alla produzione
di manufatti per la realizzazione di staccionate, travi e
pilastri per tettoie fienili ecc., attrezzature equestri,
sostegni per recinzioni campi da gioco, barriere stradali,
barriere antirumore, para valanghe, rivestimenti baite alpine,
protezioni per piste sciistiche, arredo urbano, parchi gioco,
sostegni per l’illuminazione stradale rurali, utilizzi vari
in edilizia, cunei e traverse per l’edilizia e impianti di
telecomunicazioni, pontili per imbarcazioni, torri di osservazione,
stabilimenti balneari, torri di raffreddamento, pali di sostegno
a frutteti, paletti per vigneti [R3];
b) trattamento di detossificazione mediante lisciviazione
in soluzioni acide e successivo lavaggio con produzione di
soluzioni esauste contenenti gli elementi preservanti estratti
[R5];
c) produzione di chips detossificati per la produzione di
manufatti in legno pressato con l’apporto di leganti o di
manufatti in calcestruzzo-legno e/o cemento-legno. In ogni
caso il contenuto di elementi preservanti nei chips detossificati
non deve essere superiore a: 20 mg di As/kg di SS, 150 mg
di Cu/kg di SS, 300 mg di Cr/kg di SS [R3].
9.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) il prodotto ha le stesse caratteristiche del legno nuovo
impregnato con un contenuto di elementi impregnanti corrispondenti
alle condizioni di cui al punto 9.4.2.
b) soluzione esausta riutilizzabile nel processo di impregnazione:
manufatti in legno pressato e manufatti in calcestruzzo legno
e/o cemento legno nelle forme usualmente commercializzate;
c) chips di legno detossificati per la produzione di manufatti
in legno pressato o manufatti in calcestruzzo-legno o cemento-legno.
Nel caso di prodotti destinati a scopi diversi da quello
originario, gli stessi devono essere contrassegnati con marchio
indelebile che ne indichi il divieto di utilizzo come combustibile
domestico.
9.5 Tipologia: black liquor [030199].
9.5.1 Provenienza: industria del pannello di fibra di legno;
cartiere.
9.5.2 Caratteristiche del rifiuto e valori limite delle sostanze
pericolose: soluzioni acquose ad alto contenuto di lignina
(circa 35%); sul tal quale:
– Fenolo libero: 40 ppm;
– Furfurolo: 150 ppm;
– Piombo: < 0,10 mg/kg;
– Arsenico: < 0,10 mg/kg;
– Zinco: < 40 mg/kg;
– Cromo III: < 0,1 mg/kg.
9.5.3 Attivita di recupero: industria del pannello [R3].
9.5.4 Caratteristiche del prodotto ottenuto: pannelli di
particelle nelle forme usualmente commercializzate.
9.6 Tipologia: rifiuti di carte decorative impregnate [030199].
9.6.1 Provenienza: industria produzione e utilizzo carte
impregnate del laminato; industria del pannello nobilitato
e industria della componentistica per l’arredamento.
9.6.2 Caratteristiche del rifiuto: carta impregnata con resina
ureica, melaminica, fenolica e poliesteri.
9.6.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti [R13]
con eventuale cernita e/o macinazione per sottoporli alle
seguenti operazioni di recupero:
a) recupero nell’industria del laminato;
b) recupero nell’industria dei laterizi [R3];
c) recupero nell’industria del pannello di legno e industria
della componentistica per l’arredamento [R3].
9.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) laminato nelle forme usualmente commercializzate;
b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
c) pannelli e componenti per l’arredamento nelle forme usualmente
commercializzate;
10.RIFIUTI SOLIDI IN CAUCCIU E GOMMA
10.1 Tipologia: cascami e scarti di produzione, rifiuti di
polvere e granuli [070299] [160302].
10.1.1 Provenienza: industria della gomma e della produzione
di pneumatici; altre attivita produttive, commerciali e artigianali.
10.1.2 Caratteristiche del rifiuto: polveri, granuli, materozze,
ritagli, trucioli, bave, sfridi e mescole fuori specifica
di gomma con eventuali additivi.
10.1.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
di gomma [R13] con eventuale macinazione con sistemi meccanici
e/o criogeni e lavaggio, con separazione degli inquinanti
occasionali per sottoporre i rifiuti di gomma alle seguenti
operazioni di recupero:
a) recupero, previa eventuale devulcanizzazione, in mescole
compatibili in alternativa o in parziale sostituzione della
gomma vergine [R3];
b) recupero nella produzione di articoli tecnici in mescole
compatibili [R3];
c) recupero nella produzione di bitumi modificati in impianti
fissi [R3];
d) recupero nella produzione di parabordi dopo eventuale
compattazione meccanica [R3].
10.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) e b) manufatti in gomma nelle forme usualmente commercializzate;
c) bitumi modificati nelle forme usualmente commercializzate;
d) parabordi nelle forme usualmente commercializzate.
10.2 Tipologia: pneumatici non ricostruibili, camere d’aria
non riparabili e altri scarti di gomma [160103].
10.2.1 Provenienza: industria della ricostruzione pneumatici,
attivita di sostituzione e riparazione pneumatici e attivita
di servizio, attivita di autodemolizione autorizzata ai sensi
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modifiche e integrazioni, autoriparazione e industria automobilistica.
10.2.2 Caratteristiche del rifiuto: pneumatici usurati e
camere d’aria con eventuale presenza di inquinanti superficiali
(IPA < 10 ppm); scarti di gomma di varie dimensioni e
forme.
10.2.3. Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
di gomma [R13] con lavaggio, triturazione e/o vulcanizzazione
per sottoporli alle seguenti operazioni di recupero:
a) recupero nell’industria della gomma per mescole compatibili
[R3];
b) recupero nella produzione bitumi [R3];
c) realizzazione di parabordi previo lavaggio chimico-fisico
se contaminato, eventuale macinazione, compattazione e devulcanizzazione
[R3].
10.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) manufatti in gomma nelle forme usualmente commercializzate;
b) e c) bitumi e parabordi nelle forme usualmente commercializzate.
10.3 Tipologia: pneumatici ricostruibili [160103].
10.3.1 Provenienza: raccolta differenziata; attivita di servizio
ed utilizzo, autoriparazione, autodemolizione autorizzata
ai sensi del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
e successive modifiche e integrazioni, industria automobilistica.
10.3.2 Caratteristiche del rifiuto: pneumatici usurati.
10.3.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
di gomma [R13] con selezione e accettazione delle carcasse
per sottoporle alle operazioni di recupero di raspatura,
eventuali riparazioni e soluzionatura; vulcanizzazione, controllo
finale e rifinitura [R3].
10.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: pneumatici ricostruiti rispondenti alle norme UNI
9950.
11.RIFIUTI DERIVATI DALL'INDUSTRIA AGROALIMENTARE
11.1 Tipologia: morchie, fecce e fondami di serbatoi di stoccaggio;
reflui liquidi, terre e farine fossili coadiuvanti di decolorazione
di oli e grassi, panelli filtrazione grassi; scarti e fondami
di raffinazione dell’industria degli oli, dei grassi vegetali
e animali [020303] [020399].
11.1.1 Provenienza: industria olearia e margariniera e della
lavorazione ed estrazione dei grassi.
11.1.2 Caratteristiche del rifiuto: fango e/o liquidi acquosi
costituiti da sostanze oleose e grasse di natura vegetale
con percentuale variabile; terre e farine fossili contenenti
oli e grassi vegetali.
11.1.3 Attivita di recupero: recupero olio presso le raffinerie
mediante estrazione e raffinazione [R3].
11.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: olio non alimentare nelle forme usualmente commercializzate.
11.2 Tipologia: terre e farine fossili disoleate [020399].
11.2.1 Provenienza: raffinerie per il recupero dell’olio
di cui al punto 11.1.3.
11.2.2 Caratteristiche del rifiuto: silice sotto forma di
silicati e idrosilicati di alluminio.
11.2.3 Attivita di recupero:
a) industria dei laterizi e dell’argilla espansa, se esenti
da solventi residuali aggiunti per il recupero degli oli
[R5];
b) cementifici [R5];
c) attivita di recupero ambientale (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
d) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
11.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
11.3 Tipologia: carte esauste da filtrazione oli [020399].
11.3.1 Provenienza: industria olearia e margariniera.
11.3.2. Caratteristiche del rifiuto: materiale cellulosico
contaminato da sostanze oleose e sedimenti grassi.
11.3.3 Attivita di recupero: recupero olio presso le raffinerie
mediante estrazione e raffinazione [R3].
11.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: olio non alimentare nelle forme usualmente commercializzate.
11.4 Tipologia: reflui liquidi della industria di raffinazione
degli oli, dei grassi vegetali e animali [020399].
11.4.1 Provenienza: raffinerie di cui al punto 11.11.3.
11.4.2 Caratteristiche del rifiuto: reflui liquidi disoleati
con sostanze oleose e grasse residue in percentuale minima.
11.4.3 Attivita di recupero:
a) industria saponiera e dei tensioattivi [R3];
b) industria della gomma [R3];
c) industria dei cartoni catramati [R3];
d) industria degli inchiostri di stampa [R3].
11.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) prodotti dell’industria saponiera e dei tensioattivi nelle
forme usualmente commercializzate;
b) gomma nelle forme usualmente commercializzate;
c) cartoni catramati nelle forme usualmente commercializzate;
d) inchiostri da stampa delle forme usualmente commercializzate.
11.5 Tipologia: foglie di the esauste [020304].
11.3.1 Provenienza: industria dolciaria.
11.5.2 Caratteristiche del rifiuto: foglie di the umide.
11.5.3 Attivita di recupero: tintorie come colorante per
tessuti [R3].
11.6 Tipologia: tartaro grezzo [020703].
11.6.1 Provenienza: industria vinicola.
11.6.2 Caratteristiche del rifiuto: tartrati solidi.
11.6.3 Attivita di recupero: industria produzione acido tartarico
e sali [R3].
11.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: acido tartarico e sali nelle forme usualmente commercializzate.
11.7 Tipologia: vinacce e fecce esauste [020702] [020799].
11.7.1 Provenienza: distillerie, produzione di coloranti
naturali.
11.7.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti a base cellulosica,
costituiti da bucce, vinaccioli e fanghi.
11.7.3 Attivita di recupero: produzione di tartrati [R3].
11.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: tartrati nelle forme usualmente commercializzate.
11.8 Tipologia: lolla di riso, guscetta di cotone [020304]
[040201].
11.8.1 Provenienza: industria agroalimentare, industria tessile;
11.8.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti costituiti da
scarti vegetali originatisi durante la sgranatura del riso
e dalla prima parte del ciclo di filatura del cotone.
11.8.3 Attivita di recupero: produzione di lettiere per allevamenti
zootecnici [R3].
11.9 Tipologia: rifiuti di cloruro di sodio [020299] [040199].
11.9.1 Provenienza: salatura nell’industria delle carni,
scuotimento delle pelli salate nell’industria conciaria.
11.9.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti solidi di cloruro
di sodio.
11.9.3 Attivita di recupero: utilizzo come antighiaccio stradale
[R5].
11.10 Tipologia: rifiuti misti della lavorazione del tabacco
[020304] [020399].
11.10.1 Provenienza: manifatture tabacchi.
11.10.2 Caratteristiche del rifiuto: frammenti e polveri
di tabacco con agenti concianti e profumanti (cacao, miele,
zuccheri, ecc.) ed eventuale presenza di rifiuti di carta
vergata e colle di amido.
11.10.3 Attivita di recupero:
a) macinazione, vagliatura, laminazione, incollaggio con
agglutinanti (semi di carruba) su supporto di cellulosa pura
[R3].
11.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) laminati di tabacco omogeneizzato.
11.11 Tipologia: oli esausti vegetali ed animali [020304]
[200109].
11.11.1 Provenienza: fabbricazione di oli e grassi vegetali
e animali; attivita di ristorazione, rosticcerie, pasticcerie,
industrie alimentari.
11.11.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto oleoso contenente
particolato di sostanze di natura animale e vegetale.
11.11.3 Attivita di recupero:
a) produzione di grassi colati [R3] [R9];
b) produzione argilla espansa [R3];
c) produzione inchiostri da stampa [R3];
d) produzione di distaccanti per l’edilizia [R3] [R9];
e) produzione lubrificanti [R3] [R9];
f) industria saponiera e dei tensioattivi [R3].
11.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) grassi colati nelle forme usualmente commercializzate;
b) argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate;
c) inchiostri da stampa nelle forme usualmente commercializzate;
d) distaccante per casseforme;
e) lubrificanti nelle forme usualmente commercializzate;
f) prodotti dell’industria saponiera e dei tensioattivi nelle
forme usualmente commercializzate.
11.12 Tipologia: sansa esausta di oliva (polpa o farina)
[020303].
11.12.1 Provenienza: industria olearia, processo di produzione
di olio di sansa mediante estrazione con solvente.
11.12.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale sciolto rappresentato
prevalentemente da frammenti, particelle e polvere di nocciolo
di oliva privati della parte di polpa grassa residua; di
granulometria variabile da 10 a 6000 mm e ad alto contenuto
di lignina e solvente in tracce.
11.12.3 Attivita di recupero: reimpiego nel settore della
produzione e del riciclaggio di materie plastiche caricate
con polvere di legno, produzione del pannello di particelle,
previa vagliatura ed essiccazione [R3].
11.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: lastre e/o pannelli estrusi monostrato e/o multistrato
di spessore variabile esente da esano residuo nelle forme
e dimensioni usualmente commercializzate; pannelli di particelle
rivestiti e/o nobilitati da termoformare esenti da esano
residuo nelle forme usualmente commercializzate; manufatti
per l’industria delle costruzioni esenti da esano residuo
nelle forme e dimensioni usualmente commercializzate.
11.13 Tipologia: scarti e sfridi di granaglia per uso zootecnico
[020304].
11.13.1 Provenienza: industria alimentazione zootecnica.
11.13.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale minuto a prevalente
composizione amidacea.
11.13.2 Attivita di recupero: industria cartaria [R3].
11.13.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: carta e cartone nelle forme usualmente commercializzate.
11.14 Tipologia: reflui di cloruro di sodio in soluzione
[020299] [060304].
11.14.1 Provenienza: produzione, lavorazione e conservazione
delle carni; lavaggio di sale marino greggio.
11.14.2 Caratteristiche del rifiuto: soluzione di cloruro
di sodio con tracce di materiale organico.
11.14.3 Attivita di recupero: industria conciaria come preservante
[R5].
12.FANGHI
12.1 Tipologia: fanghi da industria cartaria [030302] [030303]
[030304] [030305] [030306] [030399].
12.1.1 Provenienza: depurazione acque di processo e reflue
delle industrie cartarie.
12.1.2 Caratteristiche del rifiuto: fango palabile.
12.1.3 Attivita di recupero:
a) industria cartaria per produzione pasta di carta e di
carta di bassa qualita [R3];
b) industria dei laterizi e dell’argilla espansa [R5];
c) cementifici [R5] [con esclusione del rifiuto 030303];
d) produzione di conglomerati cementizi [con esclusione del
rifiuto 030303] [R5];
e) produzione di pannelli in fibra [con esclusione del rifiuto
030303] [R3];
f) utilizzo e per recuperi ambientali (la percentuale di
fango utilizzabile in miscela con il terreno non dovra essere
superiore al 30% in peso per fanghi al 27% di sostanza secca.
I fanghi dovranno avere le seguenti caratteristiche: Hg totale
? 1,5 mg/kg SS, Cd totale ? 1,5 mg/kg SS, Cr VI ? 0,5 mg/kg
SS, Ni totale ? 30 mg/kg SS, Pb totale ? 40 mg/kg SS, Cu
totale ? 150 mg/kg SS, Zn totale ? 500 mg/kg SS (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R10] [con esclusione dei rifiuti 030303];
g) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
12.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) pasta di carta e carta di bassa qualita nelle forme usualmente
commercializzate;
b) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
d) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate;
e) pannelli in fibra nelle forme usualmente commercializzate.
12.2 Tipologia: fanghi di dragaggio [170502].
12.2.1 Provenienza: attivita di dragaggio di fondali di laghi,
dei canali navigabili o irrigui e corsi d’acqua (acque interne),
pulizia di bacini idrici.
12.2.2 Caratteristiche del rifiuto: materiale composto da
limi, argille, sabbie e ghiaie con contenuto in acqua < 80%,
idrocarburi totali < 30 mg/kg SS, PCB < 0,01 mg/kg
SS, IPA < 1 mg/kg SS, pesticidi organoclorurati < 0,01
mg/kg SS, coliformi fecali < 20 MPN in 100 ml, salmonelle
assenti in 5000 ml.
12.2.3 Attivita di recupero:
a) formazione di rilevati e sottofondi stradali previo essiccamento
ed eventuale igienizzazione (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R5];
b) esecuzione di terrapieni e arginature, ad esclusione delle
opere a contatto diretto o indiretto con l’ambiente marino,
previo essiccamento ed eventuale igienizzazione (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
12.3 Tipologia: fanghi e polveri da segagione e lavorazione
pietre, marmi e ardesie [010202] [010403] [010406].
13.3.1 Provenienza: lavorazione materiali lapidei di natura
calcarea.
12.3.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi contenenti oltre
l’85% di carbonato di calcio sul secco.
12.3.3 Attivita di recupero: previa eventuale disidratazione,
essiccamento, vagliatura, frantumazione, micronizzazione;
a) produzione conglomerati cementizi [R5];
b) cementifici [R5];
c) industria cartaria [R5];
d) produzione idropitture [R5];
e) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
f) attivita di recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
g) neutralizzazione di rifiuti acidi [R5];
h) utilizzo come reagente per la desolforazione fumi di combustione
[R7];
i) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso (il recupero e subordinato
all’esecuzione del testo di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
12.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
c) prodotti cartari nelle forme usualmente commercializzate;
d) idropitture.
12.4 Tipologia: fanghi e polveri da segagione, molatura e
lavorazione granito [010202] [010403] [010406].
12.4.1 Provenienza: lavorazione materiali lapidei di natura
silicea.
12.4.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi filtropressati
palabili contenenti oltre il 50% di silicati.
12.4.3 Attivita di recupero: previa eventuale disidratazione,
essiccazione, vagliatura, micronizzazione, compattazione,
deferrizzazione;
a) cementifici [R5];
b) produzione di conglomerati cementizi[R5];
c) industria dei laterizi in aggiunta all’impasto con impiego
limitato al 5% sul secco [R5];
d) industria della ceramica [R5];
e) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
f) utilizzo per recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10];
g) utilizzo per copertura di discariche per RSU; la percentuale
di rifiuto utilizzabile in miscela con la materia prima non
dovra essere superiore al 30% in peso (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R5].
12.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzati;
c) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
d) prodotti ceramici nelle forme usualmente commercializzate.
12.5 Tipologia: marmoresine [010406].
12.5.1 Provenienza: industria della lavorazione degli agglomerati
e di altri materiali lapidei trattati.
12.5.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi e rottami lapidei
a base di CaCO3 con presenza di stirene < 500 ppm sul
secco.
12.5.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) formazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
12.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
12.6 Tipologia: fanghi, acque, polveri e rifiuti solidi da
processi di lavorazione e depurazione acque ed emissioni
aeriformi da industria ceramica [080202] [080203] [101202]
[101203] [101204] [101205] [101299].
12.6.1 Provenienza: industria ceramica.
12.6.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi, acque, polveri
e rifiuti solidi a matrice alluminosilicatica ed argillosa
a base di PbO < 25%, B2O3 < 20% e CdO < 3%.
12.6.3 Attivita di recupero:
a) industrie ceramiche della produzione di piastrelle che
adottino sistemi di macinazione delle materie. L’impiego
massimo consentito nelle miscele per il supporto e limitato
al 2% sul secco [R5].
b) recupero negli impasti ceramici [R5];
c) industria dei laterizi. L’impiego massimo nella miscela
e limitato al 10% sul secco [R5];
d) industrie ceramiche nella preparazione degli smalti [R5];
e) cementifici con impiego massimo del 5% sul secco nella
miscela cruda [R5];
f) utilizzo come scorificante di ferro nei cicli termici
primari dei metalli non ferrosi (Zn, Pb) [R5].
12.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) piastrelle nelle forme usualmente commercializzate.
b) impasti ceramici nelle forme usualmente commercializzate;
c) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
d) smalti per l’industria ceramica nelle forme usualmente
commercializzate;
e) cemento.
12.7 Tipologia: fanghi costituiti da inerti [010102] [010202]
[010405].
12.7.1 Provenienza: chiarificazione o decantazione naturale
di acque da lavaggio di inerti; attivita estrattive.
12.7.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi contenenti limi,
argille, terriccio ed eventuali elementi di natura vegetale.
12.7.3 Attivita di recupero: previa eventuale disidratazione;
a) industria dei laterizi in aggiunta all’impasto, industria
dell’argilla espansa [R5];
b) cementifici [R5];
c) preparazione di miscele e conglomerati destinati a recuperi
ambientali (il recupero e subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R10].
12.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
12.8 Tipologia: fanghi da trattamento acque di processo [070602]
[070402] [070302] [070202] [070102] [061399] [070502] [060501]
[070702] [100199] [190804].
12.8.1 Provenienza: centrali termoelettriche, industria manifatturiera
e del legno.
12.8.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi costituiti indicativamente
da sabbia 67%, limo 29% e argilla 4% sul secco e contenenti
allume, sali di ferro, carbonato di calcio, idrossido di
magnesio.
12.8.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) industria dei laterizi e argilla espansa [R5].
12.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate.
12.9 Tipologia: fango secco di natura sabbiosa [101103]
12.9.1 Provenienza: molatura del vetro.
12.9.2 Caratteristiche del rifiuto: solido palpabile di colore
grigio con umidita pari al 50%, contenente piombo < 60
ppm e rame totale < 400 ppm sul secco.
12.9.3 Attivita di recupero:
a) recuperi ambientali (il recupero e subordinato all’esecuzione
del test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) [R10];
b) formazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
12.10 Tipologia: fanghi da lavorazione lana sucida [040202].
12.10.1 Provenienza: battitura e lavaggio della lana di pecora.
12.10.2 Caratteristiche del rifiuto: miscela acquosa con
rifiuti di terra, parti vegetali e parti di fibre di lana.
12.10.3 Attivita di recupero: industria dei laterizi nell’impasto
con riutilizzo massimo del 10% sul secco, previo trattamento
chimico-fisico a base di calce; filtropressatura o disidratazione
[R5].
12.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
12.11 Tipologia: fanghi da processi di pulizia manufatti
in acciaio, decantazione acque di raffreddamento dei processi
dell’industria siderurgica [120202] [120203].
12.11.1 Provenienza: industria meccanica, industria siderurgica.
12.11.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi palabili con
tenore in ferro minimo 30% unitamente a SiO2, CaO e AI2O3
con presenza o meno di scaglie di ferro e polverino di carbone,
con eventuale contenuto in cloro < 0,5%.
12.11.3 Attivita di recupero: previa eventuale essiccazione
e/o condizionamento:
a) industria siderurgica nella preparazione della carica
di altoforno [R5];
b) cementifici, come aggiunta al clinker come additivo nella
carica al forno per la produzione di cementi ferrici [R5];
c) produzione di calcestruzzo e conglomerati cementizi [R5];
d) industria dei laterizi [R5];
e) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
12.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) ghisa nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente prodotte;
c) conglomerati di calcestruzzo e cementi nelle forme usualmente
prodotte;
d) laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
12.12 Tipologia: fanghi da abbattimento polveri da lavorazione
terre per fonderie di metalli ferrosi [100204] [100205].
12.12.1 Provenienza: fonderie di ghisa e di acciaio.
12.12.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi contenenti ossidi
di silicio 30-60%, ossidi di alluminio 6-10%, ossidi di magnesio
1-3%, ferro 4-30% ed altri ossidi minori.
12.12.3 Attivita di recupero: previo eventuale essiccamento:
a) cementifici [R5];
b) industria dei prodotti per l’edilizia [R5];
c) industria dei laterizi [R5];
d) produzione di conglomerati bituminosi [R5].
12.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
c) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
d) conglomerati bituminosi nelle forme usualmente commercializzate.
12.13 Tipologia: fanghi da impianti di decantazione, chiarificazione
e decarbonatazione delle acque per la preparazione di acqua
potabile o di acqua addolcita, demineralizzata per uso industriale
[190802] [190902] [190903].
12.13.1 Provenienza: attivita industriali e decantazione
naturale.
12.13.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi a prevalente
contenuto di argilla, carbonato di calcio, limi, sabbie e
terriccio ed eventuali tracce di materiali ferrosi.
12.13.2 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) industria dei laterizi [R5].
12.13.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate.
12.14 Tipologia: fanghi da trattamento sul posto degli effluenti
[060501].
12.14.1 Provenienza: anodizzazione dell’alluminio e soluzioni
alcaline di decappaggio.
12.14.2 Caratteristiche del rifiuto: soluzioni alcaline provenienti
dal decappaggio e fanghi di idrato di alluminio separati
con filtropressa.
12.14.3 Attivita di recupero:
a) industria chimica [R5];
b) cementifici [R5].
12.14.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) sali di alluminio nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
12.15 Tipologia: fanghi da cottura e da lavaggio del legno
vergine [030199].
12.15.1 Provenienza: industria dei segati, tranciati, sfogliati
e del pannello.
12.15.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi a elevato contenuto
in acqua, segatura, trucioli, cortecce, fibra di legno, limo
e terra.
12.15.3 Attivita di recupero:
a) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5];
b) attivita di recuperi ambientali (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10].
12.16 Tipologia: fanghi di trattamento acque reflue industriali
[190804].
12.16.1 Provenienza: industria chimica, automotoristica,
petrolifera, metalmeccanica, metallurgica e siderurgica;
petrolchimica.
12.16.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi di natura prevalentemente
inorganica con contenuto in acqua < 70%, frazione organica < 30%,
Cr totale < 1000 ppm, Cr VI < 1 ppm, Pb < 1500 ppm
e As, Cd, Hg < 1 ppm in totale, solventi aromatici e clorurati < 200
ppm.
12.16.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di manufatti per l’edilizia [R5];
c) produzione di ghisa e acciaio [R5].
12.16.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
c) acciaio e ghisa nelle forme usualmente commercializzate.
12.17 Tipologia: fanghi da trattamento acque di processo
e da abbattimento emissioni aeriformi da industria siderurgica
e metalmeccanica [100203] [100204] [100205] [110104].
12.17.1 Provenienza: industria siderurgica e metalmeccanica.
12.17.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi e polveri di
natura prevalentemente inorganica con frazione organica < 30
non contenenti cromo ne cianuri.
12.17.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di manufatti per l’edilizia [R5];
c) produzione siderurgica [R5].
12.17.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) prodotti per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
c) acciaio e ghisa nelle forme usualmente commercializzate.
12.18 Tipologia: fanghi di depurazione di acqua di risulta
della lavorazione del cuoio essiccati [040106].
12.18.1 Provenienza: essiccatore.
12.18.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi conciari essiccati
con contenuto in Cr < 0,3% sul secco e umidita < 20%,
in modo tale che il contenuto di Cr+++ nell’impasto del fango
con argilla non sia superiore a 250 mg/kg sul secco.
12.18.3 Attivita di recupero: produzione di laterizi; volume
massimo di fango nell’argilla cruda pari al 5% dell’impasto
[R5].
12.18.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: laterizi nelle forme usualmente commercializzate
13.RIFIUTI CONTENENTI PRINCIPALMENTE COSTITUENTI INORGANICI
CHE POSSONO A LORO VOLTA CONTENERE METALLI O MATERIE ORGANICHE
13.1 Tipologia: ceneri dalla combustione di carbone e lignite,
anche additivati con calcare e da cocombustione con esclusione
dei rifiuti urbani ed assimilati tal quali [100101] [100102]
[100103].
13.1.1 Provenienza: centrali termoelettriche.
13.1.2 Caratteristiche del rifiuto: e generalmente composto
dall’80% circa di ceneri volanti e dal 20% circa di ceneri
pesanti; costituito da silicati complessi di alluminio, calcio
e ferro, sostanza carboniosa incombusta (2?10%); PCDD in
concentrazione non superiore a 2,5 ppb; PCB, PCT < 25
ppm.
13.1.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R5];
b) produzione di conglomerati cementizi: le ceneri vengono
miscelate agli altri materiali, a freddo, e nella fase di
preparazione del manufatto finale [R5];
c) industria dei laterizi, industria della produzione di
argilla espansa [R5].
13.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati cementizi nelle forme usualmente commercializzate;
c) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate.
13.2 Tipologia: ceneri dalla combustione di biomasse (paglia,
vinacce) ed affini, legno, pannelli, fanghi di cartiere [030306]
[030399] [100101] [100102].
13.2.1 Provenienza: impianti di recupero energetico di biomasse,
legno e fanghi di cartiera.
13.2.2 Caratteristiche del rifiuto: ceneri costituite principalmente
da potassio, calcio, sodio e loro composti; PCDD in concentrazione
non superiore a 2,5 ppb, PCB, PCT < 25 ppm.
13.2.3 Attivita di recupero:
a) produzione di conglomerati cementizi [R5];
b) cementifici [R5];
c) industria dei laterizi e dell’argilla espansa [R5];
d) formazione di rilevati e riutilizzo per recuperi ambientali
(il recupero e subordinato all’esecuzione del test di cessione
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto) con esclusione delle ceneri derivanti dalla
combustione dei rifiuti di cui ai punti 9.5 e 9.6 del presente
allegato [R5] [R10].
13.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) conglomerati cementizi nelle forme usualmente prodotte;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
c) laterizi e argilla espansa nelle forme usualmente commercializzate.
13.3 Tipologia: ceneri pesanti da incenerimento di rifiuti
solidi urbani e assimilati e da CDR [190101].
13.3.1 Provenienza: impianti di incenerimento di rifiuti
solidi urbani e assimilabili.
13.3.2 Caratteristiche del rifiuto: ceneri costituite da
inerti, ossidi, idrossidi, silicati, cloruri, solfati, carbonati
metallici, metalli pesanti e tracce di inquinanti organici.
13.3.3 Attivita di recupero: cementifici [R5];
13.3.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.4 Tipologia: abrasivo granulato [100602].
13.4.1 Provenienza: processo di fusione del rame.
13.4.2 Caratteristiche del rifiuto: granuli di colore nero
e struttura prevalentemente amorfa a carattere vetroso, costituito
da silice, ferro e altri metalli [R5].
13.4.3 Attivita di recupero: sabbiatura per la preparazione
di superfici metalliche.
13.5 Tipologia: rifiuti di solfato di calcio da pigmenti
inorganici [061199] [100299].
13.5.1 Provenienza: produzione di ossido di ferro.
13.5.2 Caratteristiche del rifiuto: gesso al 15-20% di umidita
con composizione sul secco di CaSO4 80-98% e eventualmente
Fe2O3 2,5-3%.
13.5.3 Attivita di recupero: cementifici come aggiunta al
clinker [R5].
13.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.6 Tipologia: gessi chimici da desolforazione di effluenti
liquidi e gassosi [061199] [061101] [060699] [100105] [100107]
[101204].
13.6.1 Provenienza: produzione di biossido di titanio, di
ossido di ferro; produzione di acido citrico e tartarico;
produzione di energia elettrica; produzione di refrattari.
13.6.2 Caratteristiche del rifiuto: solfato di calcio > 70%
sul secco ed eventuale presenza di silice, allumina e ossido
di ferro 5-15% allo stato solido o in sospensione ovvero
eventuale presenza di sostanza organica (circa 5%) nei gessi
da produzione acidi citrico e tartarico.
13.6.3 Attivita di recupero:
a) cementifici come aggiunta al clinker [R5];
b) produzione di prodotti per l’edilizia in generale [R5];
c) formazione di rilevati e riutilizzo per recuperi ambientali
(il recupero e subordinato all’esecuzione del test di cessione
sul rifiuto tal quale secondo il metodo in allegato 3 al
presente decreto) con esclusione delle ceneri derivanti dalla
combustione dei rifiuti di cui ai punti 9.5 e 9.6 del presente
allegato [R10].
13.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) manufatti per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate.
13.7 Tipologia: gessi chimici [060303] [060501] [061399]
[100313].
13.7.1 Provenienza: neutralizzazione soluzioni di acido solforico
nel processo di produzione del policloruro basico di alluminio
e produzione di acido fluoridrico.
13.7.2 Caratteristiche del rifiuto: gessi biidrati con tenore
minimo di CaSO4.2H2O pari al 68% sulla sostanza secca, di
colore bianco o rosso e tenore massimo di umidita del 60%;
gessi anidri di colore bianco con tenore di CaSO4 uguale
o superiore al 68% sulla sostanza secca ed un tenore massimo
di umidita del 5% e di Cl < 0,5%.
13.7.3 Attivita di recupero:
a) cementifici in aggiunta al clinker (il titolo di CaSO4.2H2O
o di CaSO4 nei gessi deve essere rispettivamente uguale o
superiore al 52% e al 50% sulla sostanza secca; i quantitativi
massimi utilizzabili non devono superare il 6% sul totale
della materia prima della miscela tal quale) [R5];
b) industria dei gessi (il titolo in CaSO4.2H2O deve essere
uguale o superiore al 70% sulla sostanza secca [R5];
c) attivita di recupero ambientale (il recupero e subordinato
all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto tal quale
secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto) [R10].
13.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente commercializzate;
b) gesso nelle forme usualmente commercializzate.
13.8 Tipologia: anidrite [060303] [060304] [060501].
13.8.1 Provenienza: coprodotto dei forni di produzione di
acido fluoridrico.
13.8.2 Caratteristiche del rifiuto: anidrite (solfato di
calcio anidro) grezza costituita da una polvere bianco-grigia
con la seguente composizione: CaSO4 > 96%, CaF2 < 2%,
acidita solforica < 1%. Le impurezze sono costituite da
ossidi di ferro e silicati, in relazione al contenuto delle
stesse nel minerale fluorina di partenza.
13.8.3 Attivita di recupero:
a) granulazione e/o macinazione con contemporanea neutralizzazione
a secco mediante calce idrata [Ca(OH)2] per l’ottenimento
di un solfato di calcio anidro parzialmente biidrato avente
un contenuto minimo del 95% di CaSO4 su base secca [R5];
b) cementifici [R5].
13.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) solfato di calcio parzialmente biidrato, granulato o in
polvere, nelle forme usualmente commercializzate;
b) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.9 Tipologia: rifiuti di solfato di calcio da depurazione
soluzioni di cloruro di sodio [060501] [061399].
13.9.1 Provenienza: processi di depurazione (metodo calce-soda)
di soluzioni sature di cloruro di sodio per la fabbricazione
di prodotti sodici.
13.9.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto costituito da
solfato di calcio 80% silice 10% idrato di magnesio 20%.
13.9.3 Attivita di recupero: cementifici in aggiunta al clinker
[R5].
13.9.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.10 Tipologia: biscotti fluoritici [060305] [060303] [060301].
13.10.1 Provenienza: neutralizzazione delle acque reflue
contenenti acido fluoridrico e acido solforico.
13.10.2 Caratteristiche del rifiuto: scaglie compatte o polveri
palabili di colore grigio contenenti CaF2, Ca SO4 e CaCO3
in misura > 50%.
13.10.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
13.10.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: Cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.11 Tipologia: silicato bicalcico [060801] [100802].
13.11.1 Provenienza: industria produzione di magnesio con
processo silicotermico.
13.11.2 Caratteristiche del rifiuto: polvere grigia incoerente,
di pezzatura al di sotto dei 3 mm. con contenuto in acqua
inferiore al 40%.
13.11.3 Attivita di recupero:
a) produzione di calce idraulica [R5];
b) produzione di conglomerati per l’edilizia [R5];
c) cementifici [R5];
d) neutralizzazione acque reflue, se esente da elementi non
abbattibili dal depuratore [R5];
e) recuperi ambientali ((il recupero e subordinato all’esecuzione
del test, di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto) con esclusione delle ceneri
derivanti dalla combustione dei rifiuti di cui ai punti 9.5
e 9.6 del presente allegato) [R10];
f) realizzazione di rilevati e sottofondi stradali (il recupero
e subordinato all’esecuzione del test di cessione sul rifiuto
tal quale secondo il metodo in allegato 3 al presente decreto)
[R5].
13.11.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) calce idraulica nelle forme usualmente commercializzate;
b) conglomerati per l’edilizia nelle forme usualmente commercializzate;
c) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.12 Tipologia: zolfo in croste e pannelli e zolfo rifiuto
[060601] [050501].
13.12.1 Provenienza: industria chimica, industria petrolifera,
industria metallurgica e depurazione del carbone.
13.12.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti della filtrazione
dello zolfo grezzo nella produzione di acido solforico, della
filtrazione dello zolfo liquido, della filtrazione nella
produzione di nichel e della depurazione del gas di cokeria
contenenti zolfo 25-85%, As < 0,001, Pb < 0,005, Hg < 0,001%.
13.12.3 Attivita di recupero:
a) fusione [R5];
b) piroscissione a t > 1100 °C [R5].
13.12.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) zolfo in pani o simili nelle forme usualmente commercializzate;
b) soluzione di acido solforico nelle forme usualmente commercializzate.
13.13 Tipologia: rifiuti di pasta di zolfo [050702] [060601].
13.13.1 Provenienza: purificazione del gas naturale e di
cokeria da H2S.
13.13.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido o liquido
con zolfo elementare > 80%.
13.13.3 Attivita di recupero:
a) produzione di acido solforico [R5];
b) produzione di biossido di zolfo [R5].
13.13.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) acido solforico nelle forme usualmente commercializzate;
b) biossido di zolfo nelle forme usualmente commercializzate.
13.14 Tipologia: zolfo umido [060601].
13.14.1 Provenienza: produzione di sali di bario a partire
dalla barite naturale.
13.14.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti costituiti da
zolfo > 96%, ceneri (composti del bario < 4%, con umidita
minore del 60%).
13.14.3 Attivita di recupero:
a) fusione [R5];
b) produzione di acido solforico e polisolfuri di bario e
di calcio [R5].
13.14.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) zolfo in pani o simili nelle forme usualmente commercializzate;
b) acido solforico, polisolfuro di bario e calcio in soluzione
nelle forme usualmente commercializzate.
13.15 Tipologia: rifiuti di bario solfato grezzo [070599]
[060603].
13.15.1 Provenienza: industria chimica e farmaceutica.
13.15.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto di solfato di
bario, acqua (~ 20%) e altre sostanze inferiori al 0,5%.
13.15.3 Attivita di recupero: industria chimica per il recupero
del bario [R5].
13.15.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: bario nelle forme usualmente commercializzate.
13.16 Tipologia: rifiuti di minerali di bario ridotti [060603]
[010399].
13.16.1 Provenienza: produzione di sali di bario da barite
naturale.
13.16.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti ottenuti dalla
solubilizzazione del solfuro di bario contenenti bario > 60%
e con umidita < 60%.
13.16.3 Attivita di recupero:
a) cementifici [R3];
b) industria dei laterizi [R3];
c) produzione di carbonato di bario a basso titolo [R3].
13.16.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) cemento nelle forme usualmente prodotte;
b) laterizi nelle forme usualmente commercializzate;
c) carbonato di bario a basso titolo nelle forme usualmente
commercializzate.
13.17 Tipologia: rifiuti di ossido di antimonio [060401].
13.17.1 Provenienza: impianti di produzione del tartaro di
antimonio e potassio (tartaro emetico).
13.17.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto solido contenente
massimo 90% di ossido di antimonio.
13.17.3 Attivita di recupero: produzione di ossido di antimonio
mediante sublimazione dell’ossido oppure riduzione dell’ossido
con carbone ed antimonio metallico, fusione con separazione
dai contaminanti, riossidazione con aria [R5].
13.17.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: ossido di antimonio nelle forme usualmente commercializzate.
13.18 Tipologia: polveri di ossidi di ferro [060401].
13.18.1 Provenienza: ossidazione della ghisa per la produzione
di acido diamminostilbendisolfonico.
13.18.2 Caratteristiche del rifiuto: polvere inodore costituita
da ossido ferroso 25-80%, ossido ferrico 15-70%, ferro metallico < 5%
ed acqua 5-25%.
13.18.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
13.18.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.19 Tipologia: sfridi e scarti di smalto porcellanato [080201]
[080203].
13.19.1 Provenienza: smalterie negli impianti di applicazione
elettrostatica a polvere oppure a spruzzo oppure ad immersione.
13.19.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi e scarti di materiale
porcellanato costituito da SiO2 20%-50%, B2O3 0%-30%, e altri
ossidi minori, contaminato da materiali grossolani inerti;
sostanze organiche assenti.
13.19.3 Attivita di recupero: eventuale macinazione per ottenere
la finezza necessaria per l’applicazione in smaltiera [R5].
13.19.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: smalto porcellanato pronto all’uso di II e III
scelta nelle forme usualmente commercializzate.
13.20 Tipologia: gruppo cartuccia toner per stampante laser,
contenitori toner per fotocopiatrici, cartucce per stampanti
fax e calcolatrici a getto d’inchiostro, cartucce nastro
per stampanti ad aghi [200104].
13.20.1 Provenienza: raccolta differenziata da parte dei
distributori o di altri operatori specializzati; attivita
produttive o di servizio.
13.20.2 Caratteristiche del rifiuto: contenitore in materiale
plastico e/o metallico con tracce di toner o di inchiostro
o di nastro inchiostrato.
13.20.3 Attivita di recupero: verifica di funzionalita e
ricarica del toner, dell’inchiostro o nastro inchiostrato
[R5].
13.20.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: contenitore in materiale plastico e metallico con
toner, inchiostro o nastro inchiostrato nelle forme usualmente
commercializzate, etichettato in conformita al D.M. 28/1/92.
13.21 Tipologia: cloruro di sodio greggio [190906].
13.21.1 Provenienza: rigenerazione delle resine a scambio
ionico utilizzate nella desalazione delle acque saline.
13.21.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto di aspetto cristallino,
inodore, con contenuto di acqua pari al 20%, colore giallo-bruno,
composto da sodio cloruro 93% sul secco, sodio solfato 2%,
ammonio solfato 1%, ammonio cloruro 1%, sodio acetato 0,5%.
13.21.3 Attivita di recupero: riutilizzo come antighiaccio
stradale [R5] (il recupero e subordinato all’esecuzione del
test di cessione sul rifiuto tal quale secondo il metodo
in allegato 3 al presente decreto).
13.22 Tipologia: macchine fotografiche monouso [090109] [090110].
13.22.1 Provenienza: industria, laboratori fotografici e
di sviluppo, attivita commerciale.
13.22.2 Caratteristiche del rifiuto: carcasse di macchine
fotografiche monouso private della pellicola.
13.22.3 Attivita di recupero: messa in riserva di rifiuti
[R13] per la verifica della funzionalita; sostituzione delle
parti deteriorate e ricarica della pellicola [R5].
13.22.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: macchine fotografiche monouso nelle forme usualmente
commercializzate.
13.23 Tipologia: soluzioni da incisione dei circuiti stampati
[060302] [060304] [060310].
13.23.1 Provenienza: industria elettronica di produzione
circuiti stampati.
13.23.2 Caratteristiche del rifiuto: soluzione di solfato
di rame con presenza di rame metallico; soluzioni cupro-ammoniacali;
cloruro rameico; percloruro ferrico.
13.23.3 Attivita di recupero:
a) industria chimica di produzione del solfato di rame, di
composti del rame, di ammoniaca, di acido cloridrico [R5];
b) produzione e rigenerazione di soluzioni per incisione
di circuiti stampati [R3].
13.23.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) solfato di rame nelle forme usualmente commercializzate;
b) soluzioni per incisione di circuiti stampati nelle forme
usualmente commercializzate.
13.24 Tipologia: sfridi di paraffina [030399].
13.24.1 Provenienza: industria produzione delle carte cerate.
13.24.2 Caratteristiche del rifiuto: sfridi di paraffina.
13.24.3 Attivita di recupero: industria della cera [R3].
13.24.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cere nelle forme usualmente commercializzate.
13.25 Tipologia: calcio solfato in granuli 60-90% da processo
chimico a base di acido solforico e calce idrata [060303]
[070202].
13.25.1 Provenienza: industria chimica.
13.25.2 Caratteristiche del rifiuto: CaSO4.2H20 60-90%, Zn
circa 3%, Fe 900 ppm circa, Pb 0,05 ppm circa, Cu 10-15 ppm,
acqua 10-35%.
13.25.3 Attivita di recupero: processo chimico per la neutralizzazione
di acque acide per acido solforico con idrato di calcio;
essiccamento del prodotto fangoso per ottenere granuli [R5].
13.25.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: calcio solfato in granuli per utilizzo nei cementifici
al posto del gesso.
13.26 Tipologia: rifiuti a base di carbone costituiti da
scarti di catodi anodi, spezzoni di carbone amorfo, coke,
calcinato di petrolio, suole di carbone usate e materiali
incombustibili dell’alluminio [100306] [010202] [110203].
13.26.1 Provenienza: demolizione delle celle elettrolitiche
e produzione di elettrodi di carbone, cicli di consumo degli
elettrodi in grafite, produzione dell’alluminio per via elettrolitica.
13.26.2 Caratteristiche del rifiuto: spezzoni e polveri di
carbone contenenti C fino al 98%, F fino al 20%, Al fino
al 25%, S fino all’1%, cianuri liberi ? 500 ppm e ceneri < 8%.
13.26.3 Attivita di recupero: previa separazione dell’asta
metallica; macinazione e vagliatura:
a) altiforni per la produzione della ghisa come combustibili
e additivi [R5];
b) forni elettrici nella produzione dell’acciaio, come disossidanti
e fluidificanti e ricarburanti [R5];
c) riutilizzo per la produzione di elettrodi [R5];
d) cementifici [R5].
13.26.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti:
a) ghisa nelle forme usualmente commercializzate;
b) acciai nelle forme usualmente commercializzate;
c) elettrodi nelle forme usualmente commercializzate;
d) cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.27 Tipologia: rifiuti da depurazione fumi dell’industria
dei laterizi [101204] [101202] [101203] [101205].
13.27.1 Provenienza: abbattimento emissioni di fluoro mediante
composti di calcio.
13.27.2 Caratteristiche del rifiuto: residui composti da
carbonati e idrati di calcio e composti silico-alluminosi
e colloidali.
13.27.3 Attivita di recupero: cementifici [R5].
13.27.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: cemento nelle forme usualmente commercializzate.
13.28 Tipologia: soluzione reflua a base di solfuro di sodio
[060302].
13.28.1 Provenienza: industria chimica.
13.28.2 Caratteristiche del rifiuto: solfuro di sodio 10%-20%,
polisolfuri 6-8%, acqua > 70%, idrato sodico < 1%,
solfuro di carbonio < 1 ppm, idrogeno solforato libero
3-4 ppm;
11.28.3 Attivita di recupero: riutilizzo tal quale nell’industria
conciaria in luogo del solfuro sodico 60-70% [R5].
13.29 Tipologia: fluidi halon compressi e liquefatti [160501].
13.29.1 Provenienza: attivita di manutenzione e/o smantellamento
di apparecchiature e impianti antincendio e di inertizzazione.
13.29.2 Caratteristiche del rifiuto e valori limite delle
sostanze pericolose: fluidi halon con contenuto di acqua < 60
ppm, acidi < 6 ppm e particolato dai 30 ai 60 micron.
13.29.3 Attivita di recupero: svuotamento delle bombole,
filtrazione del particolato, rimozione del contenuto d’acqua
e separazione dell’azoto [R3].
13.29.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fluidi halon con contenuto di acqua < 20 ppm,
acidi < 2 ppm e particolato < 30 micron, nelle forme
usualmente commercializzate.
14.RIFIUTI RECUPERABILI DA RSU E DA RIFIUTI SPECIALI NON
PERICOLOSI ASSIMILATI PER LA PRODUZIONE DI CDR
14.1 Tipologia: rifiuti solidi urbani ed assimilati ad esclusione
delle frazioni derivanti da raccolta differenziata [150101]
[150102] [150103] [150105] [150106] [170201] [170203] [160103]
[160105].
14.1.1 Provenienza: raccolta di RSU e di assimilati.
14.1.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti solidi urbani
ed assimilati dopo separazione delle frazioni destinate a
recupero di materia attuata mediante raccolta differenziata.
Nella produzione di combustibile derivato da rifiuti (CDR)
e ammesso per una percentuale massima del 50% in peso l’impiego
di rifiuti dichiarati assimilati agli effetti di tale recupero
costituiti da:
– plastiche non clorurate;
– poliaccoppiati;
– gomme sintetiche non clorurate;
– resine e fibre artificiali e sintetiche con contenuto di
Cl < a 0,5% in massa;
– pneumatici fuori uso.
14.1.3 Attivita di recupero: produzione di combustibile derivato
da rifiuti (CDR) ottenuto attraverso cicli di lavorazione
che ne garantiscano un adeguato potere calorifico, riducano
la presenza di materiale metallico, vetri, inerti, materiale
putrescibile, contenuto di umidita e di sostanze pericolose
in particolare ai fini della combustione; separazione; trattamento;
triturazione, eventuali trattamenti di essiccamento, addensamento
e pellettizzazione.
Il combustibile derivato da rifiuti deve avere le caratteristiche
individuate alla voce 1 dell’allegato 3 al presente D.M.
L’utilizzo del CDR e comunque soggetto alle procedure di
cui agli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22.
Le fasi di ricevimento, stoccaggio, selezione dei rifiuti
e produzione di CDR devono avvenire in ambiente chiuso, i
punti di emissione in atmosfera devono essere dotati di sistemi
per minimizzare gli odori che utilizzino le migliori tecnologie
disponibili e di idonei impianti per l’abbattimento degli
altri inquinanti fino ai limiti di emissione del DPR 24 maggio
1988, n. 203. Per le polveri il limite e fissato a 10 mg/Nm3.
Le aree di ricevimento, stoccaggio, eventuale selezione e
produzione di CDR, comprese quelle eventuali per l’essiccamento
e l’addensamento del rifiuto devono disporre di pavimentazione
impermeabilizzata e di sistemi di raccolta di eventuale percolato.
L’impianto deve disporre di aree separate per lo stoccaggio
delle frazioni di rifiuti risultanti dalle eventuali operazioni
di selezione.
L’area dell’impianto deve essere recintata.
15.RIFIUTI RECUPERABILI MEDIANTE PROCEDIMENTI DI DIGESTIONE
ANAEROBICA
15.1 Tipologia: frazione organica da RSU e rifiuti speciali
non pericolosi a matrice organica, recuperabili con processi
di digestione anaerobica [020106] [020204] [020305] [020403]
[020502] [020603] [020702] [020705] [030306] [190805] [200302]
[200201] [200108].
15.1.1 Provenienza: raccolta differenziata di frazione umida
dei rifiuti urbani e raccolta selettiva dei rifiuti speciali
non pericolosi assimilati a matrice organica.
15.1.2 Caratteristiche del rifiuto: frazione organica da
rifiuti urbani e speciali non pericolosi assimilati a matrice
organica.
15.1.3 Attivita di recupero: produzione di biogas mediante:
– processo di digestione anaerobica previo eventuale trattamento
di separazione dei materiali indesiderabili finalizzato a
ottenere una matrice con contenuto di materiali indesiderabili
massimo pari al 5% in peso sul tal quale e triturazione;
Si intende per digestione anaerobica il processo di trasformazione
della sostanza organica da condursi in reattori chiusi (digestori),
in completa assenza di ossigeno (anaerobiosi) con formazione
di un gas costituito prevalentemente da CH4 e CO2 (biogas).
Le fasi di ricevimento, stoccaggio, selezione della frazione
organica e produzione di biogas devono avvenire in ambiente
chiuso; i punti di emissione in atmosfera devono essere dotati
di sistemi per minimizzare gli odori che utilizzino le migliori
tecnologie disponibili e di idonei impianti per l’abbattimento
degli altri inquinanti fino ai limiti di emissione del DPR
203/88. Per le polveri il limite e fissato a 10 mg/Nm3. L’impianto
deve disporre di aree separate per lo stoccaggio delle frazioni
di rifiuti risultanti dalle eventuali operazioni di selezione.
L’area dell’impianto deve essere recintata. Il biogas derivato
deve essere trattato per l’abbattimento del contenuto di
particolato, HCl, H2S, NH3 e deve avere le caratteristiche
individuate alla voce 2 dell’allegato 3 al presente D.M.;
il suo utilizzo e, comunque, soggetto alle procedure di cui
agli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, e successive modifiche e integrazioni.
16.RIFIUTI COMPOSTABILI
16.1 Tipologia: rifiuti compostabili per la produzione di
composti di qualita costituiti da:
a) frazione organica dei rifiuti solidi urbani raccolta separatamente
[200108] [200302];
b) rifiuti vegetali di coltivazioni agricole [020103];
c) segatura, trucioli, frammenti di legno, di sughero [030102]
[030101] [030103] [030301];
d) rifiuti vegetali derivanti da attivita agro-industriali
[020304] [020501] [020701] [020702] [020704];
e) rifiuti tessili di origine vegetale: cascami e scarti
di cotone, cascami e scarti di lino, cascami e scarti di
iuta, cascami e scarti di canapa [040201];
f) rifiuti tessili di origine animale cascami e scarti di
lana, cascami e scarti di seta [040202];
g) deiezioni animali da sole o in miscela con materiale di
lettiera o frazioni della stessa ottenute attraverso processi
di separazione [020106];
h) scarti di legno non impregnato [150103] [200107] [030101]
[030199];
i) carta e cartone nelle forme usualmente commercializzate
[200101] [150101];
j) fibra e fanghi di carta [030306];
k) contenuto dei prestomaci [020102];
l) rifiuti ligneo cellulosici derivanti dalla manutenzione
del verde ornamentale [200201];
m) fanghi di depurazione, fanghi di depurazione delle industrie
alimentari [190804] [190805] [020201] [020204] [020301] [020305]
[020403] [020502] [020603] [020705] [030302] [040107] [190602];
n) ceneri di combustione di sanse esauste e di scarti vegetali
con le caratteristiche di cui al punto 18.11 [100101] [100102]
[100103].
16.1.1 Provenienza: i rifiuti di cui al punto 16.1 devono
derivare rispettivamente da:
a) frazione umida derivante da raccolta differenziata di
RSU;
b) coltivazione e raccolta dei prodotti agricoli;
c) attivita forestali e lavorazione del legno vergine;
d) lavorazione dei prodotti agricoli;
e) e f) preparazione, filatura, tessitura di fibre tessili
vegetali ed animali;
g) allevamenti zootecnici e industria di trasformazione alimentare;
h) fabbricazione di manufatti di legno non impregnato, imballaggi;
legno non impregnato (cassette, pallets);
i) e j) industria della carta;
k) industria della macellazione;
l) manutenzione del verde ornamentale;
m) impianti di depurazione, impianti di depurazione dell’industria
alimentare;
n) impianti dedicati di combustione di sanse esauste e di
scarti vegetali..
16.1.2 Caratteristiche del rifiuto: i rifiuti di cui al punto
16.1 devono avere rispettivamente le seguenti caratteristiche:
a) il rifiuto deve essere costituito unicamente dalla frazione
umida separata prima della raccolta degli RSU, esente da
rifiuti pericolosi;
b) il rifiuto deve derivare dalle ordinarie pratiche agricole;
c) il rifiuto deve derivare dalla ordinarie pratiche forestali,
da lavorazioni con trattamenti fisici o termici;
d) il rifiuto deve derivare da lavorazione con trattamenti
fisici o termici senza impiego di sostanze denaturanti;
e) e f) i rifiuti non devono essere trattati con coloranti
o comunque con sostanze tossiche;
h) il rifiuto non deve provenire da lavorazioni che prevedono
l’impiego di trattamenti chimici;
i) e j) il rifiuto non deve essere costituito da carta e
cartone per usi speciali trattata o spalmata con prodotti
chimici diversi da quelli normalmente utilizzati nell’impasto
cartaceo (carte autocopianti, termocopianti, accoppiati,
poliaccoppiati, carte catramate, ecc.);
k) l’impiego dei rifiuti da macellazione e limitato a quelli
definiti “a basso rischio” ai sensi dell’art. 2, comma 3,
del decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 508;
l) il rifiuto deve essere costituito unicamente dalla frazione
ligno-cellulusica derivante dalla manutenzione del verde
ornamentale, escluso il materiale proveniente dallo spazzamento
delle strade;
m) i fanghi devono avere caratteristiche conformi a quelle
previste all’allegato IB del decreto legislativo 27 gennaio
1992, n. 99; possono essere utilizzati in misura non superiore
al 35% sulla sostanza secca nella preparazione della miscela
di partenza. Tale percentuale puo essere elevata al 50% per
i fanghi derivanti da impianti di depurazione delle industrie
alimentari;
n) le ceneri devono avere caratteristiche conformi al punto
18.11.2.
16.1.3 Attivita di recupero: compostaggio attraverso un processo
di trasformazione biologica aerobica delle matrici che evolve
attraverso uno stadio termofilo e porta alla stabilizzazione
ed umificazione della sostanza organica.
Il processo deve essere condotto in modo da assicurare:
– il controllo dei rapporti di miscelazione e delle caratteristiche
chimico fisiche delle matrici organiche di partenza;
– il controllo della temperatura di processo;
– un apporto di ossigeno sufficiente a mantenere le condizioni
aerobiche della massa.
La durata del processo non deve essere inferiore a 90 giorni
comprendenti una fase di bio-ossidazione accelerata durante
la quale viene assicurato un apporto di ossigeno alla massa
mediante rivoltamento e/o aerazione, seguito da una fase
di maturazione in cumulo. La temperatura deve essere mantenuta
per almeno tre giorni oltre i 55 °C. La fase di stoccaggio
delle matrici e la fase di bio-ossidazione accelerata devono
avvenire in ambiente confinato, ottenibile anche con coperture
o paratie mobili, per il contenimento di polveri e di odori
il cui controllo deve essere garantito tramite idonee misure
e sistemi di abbattimento; tali disposizioni non sono obbligatorie
per gli impianti che trattano unicamente le tipologie di
cui alle lettere b), c), h) e l) del punto 16.1; tali impianti
devono comunque assicurare il contenimento di polveri durante
l’eventuale fase di triturazione. Le fasi di stoccaggio delle
matrici, di bio-ossidazione accelerata, di post maturazione
e di deposito del prodotto finito devono avvenire su superfici
impermeabilizzate, dotate di sistemi di drenaggio e di raccolta
delle acque reflue di processo, da inviare a depurazione
o da riutilizzare nel ciclo di compostaggio. Per gli impianti
che trattano solo le tipologie di cui alle lettere c), h)
e l) tali disposizioni non sono obbligatorie qualora abbiano
una capacita annua di trattamento inferiore a 1000 t di rifiuti.
16.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: compost con le caratteristiche indicate negli allegati
alla legge 19 ottobre 1984 n. 748.
17.RIFIUTI RECUPERABILI CON PROCESSI DI PIROLISI E GASSIFICAZIONE
17.1 Tipologia: rifiuti solidi urbani ed assimilati ad esclusione
delle frazioni omogenee derivanti da raccolta differenziata;
combustibile da rifiuti (CDR) di cui al precedente punto
14 [150101] [150102] [150103] [150105] [150106] [170201]
[170203] [160103] [160105].
17.1.1 Provenienza: raccolta di RSU e assimilati, ovvero
impianti di produzione di CDR.
17.1.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti solidi urbani
ed assimilati dopo separazione delle frazioni omogenee destinate
a recupero di materia attuata mediante raccolta differenziata;
CDR di cui al precedente punto 14.
17.1.3 Attivita di recupero: Produzione di gas da pirolisi
e gassificazione avente le caratteristiche individuate alla
voce 12 dell’allegato 3 al presente DM.
Le fasi di ricevimento e stoccaggio degli RSU ed assimilati
o del CDR devono avvenire in ambiente chiuso.
I punti di emissione in atmosfera devono essere dotati di
sistemi per minimizzare gli odori che utilizzino le migliori
tecnologie disponibili e di idonei impianti per l’abbattimento
degli inquinanti fino ai limiti di emissione del DPR 203/88.
Per le polveri il limite e fissato a 10 mg/Nm3.
L’area dell’impianto deve essere recintata.
Il gas derivato deve essere trattato per l’abbattimento dei
contenuti di HCl, H2S, NH3 e polveri.
L’impianto di pirolisi non deve avere emissioni in atmosfera.
L’utilizzo del gas e comunque soggetto alle procedure di
cui agli artt. 31 e 33 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, e successive modifiche e integrazioni.
18.RIFIUTI DESTINATI ALLA PRODUZIONE DI FERTILIZZANTI
18.1 Tipologia: ossa, residui di pulitura delle ossa, corna
e unghie, penne e piume, residui carnei, sangue, residui
di pesce, crisalidi [020202] [020203].
18.1.1 Provenienza: attivita di macellazione, dell’industria
conciaria, dell’industria ittica e dell’allevamento del baco
da seta.
18.1.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di origine animale
non contenenti sostanze pericolose.
18.1.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748. Per gli impianti
di recupero si applicano le disposizioni del Dlgvo 508/92
[R3].
18.1.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.1.
18.2 Tipologia del rifiuto: scarti, peluria e pelucchi di
lana e altre fibre di origine animale, rifilature e scarti
di pelo [020102] [040202] [040206] [040101].
18.2.1 Provenienza: lavorazione della lana e suoi manufatti,
ritagli dell’industria conciaria prima del trattamento conciante.
18.2.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di origine animale
non contenenti sostanze pericolose.
18.2.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.2.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.2.
18.3 Tipologia del rifiuto: scarti solidi della lavorazione
conciaria [040101].
18.3.1 Provenienza: industria conciaria.
18.3.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti allo stato solido
generati dalle operazioni meccaniche di scarnatura, rifilatura,
spaccatura e smerigliatura delle pelli.
18.3.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.3.4 Caratteristiche dei prodotti ottenuti: fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748, che prevedano l’utilizzo
dei rifiuti di cui al punto 18.3.
18.4 Tipologia del rifiuto: borlande [020702] [020799] [020499].
18.4.1 Provenienza: industria saccarifera, vitivinicola,
dell’alcool, del lievito e degli acidi organici ossidrilati.
18.4.2 Caratteristiche del rifiuto: residui allo stato solido
o fluido della distillazione di sostanze zuccherine.
18.4.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.4.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.4.
18.5 Tipologia: panelli [020399].
18.5.1 Provenienza: industria olearia.
18.5.2 Caratteristiche del rifiuto: residui della lavorazione
di semi oleosi.
18.5.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.5.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: Fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.5.
18.6 Tipologia: acque di vegetazione delle olive [020399].
18.6.1 Provenienza: industria olearia.
18.6.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuto liquido risultante
dalla spremitura e lavorazione delle olive.
18.6.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzante
allo stato fluido conforme alla L. 19 ottobre 1984, n. 748
[R3].
18.6.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.6.
18.7 Tipologia: calce di defecazione e ceneri di calce [020402].
18.7.1 Provenienza: fabbricazione dello zucchero e industria
per la produzione della calce.
18.7.2 Caratteristiche del rifiuto: frammenti e polvere di
materiali calcarei contenenti silice, allumina, ossidi di
ferro e sostanze organiche.
18.7.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.7.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.7.
18.8 Tipologia: scorie di defosforazione [100903] [100202].
18.8.1 Provenienza: industria siderurgica.
18.8.2 Caratteristiche del rifiuto: residui a base di silicofosfati
di calcio durante il processo di affinazione della ghisa
fosforosa.
18.8.3 Attivita di recupero e prescrizioni: produzione di
fertilizzanti conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.8.4 Caratteristiche delle materie prime e/o dei prodotti
ottenuti: fertilizzante conforme alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.8.
18.9 Tipologia: solfato di calcio precipitato, solfato ferroso,
gesso di defecazione [060303] [020499].
18.9.1 Provenienza: residuo di fabbricazioni industriali,
quali la fabbricazione dell’acido fosforico.
18.9.2 Caratteristiche del rifiuto: residuo a base di solfato
di calcio o solfato ferroso; Pb < 30 mg/kg; Cd < 3
mg/kg.
18.9.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748 [R3].
18.9.4 Caratteristiche dei prodotti ottenuti: fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748, che prevedano l’utilizzo
dei rifiuti di cui al punto 18.9.
18.10 Tipologia del rifiuto: fosfato precipitato [060307].
18.10.1 Provenienza: processo di demineralizzazione delle
ossa sgrassate.
18.10.2 Caratteristiche del rifiuto: residuo in polvere o
in granuli a base di fosfato bicalcico, non contenente sostanze
pericolose.
18.10.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748.
18.10.4 Caratteristiche dei prodotti ottenuti: fertilizzante
conforme alla L. 19 ottobre 1984, n. 748, che prevedano l’utilizzo
dei rifiuti di cui al punto 18.10.
18.11 Tipologia: Ceneri di combustione di sansa esausta e
da materiali organici vari di origine naturale [100101] [100102]
[100103].
18.11.1 Provenienza: sansifici, impianti di incenerimento
o pirolisi.
18.11.2 Caratteristiche del rifiuto: ceneri in polvere o
in granuli non contenenti sostanze pericolose.
18.11.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748.
18.11.4 Caratteristiche delle materie prime e del prodotto
ottenuto: fertilizzante conforme alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.11.
18.12 Tipologia: deiezioni animali [020106].
18.12.1 Provenienza: allevamenti animali.
18.12.2 Caratteristiche del rifiuto: deiezioni di origine
animale contenenti Zn massimo 2.500 mg/kg s.s.; Cu massimo
1.000 mg/kg s.s.
18.12.3 Attivita di recupero: produzione di fertilizzanti
conformi alla L. 19 ottobre 1984, n. 748.
18.12.4 Caratteristiche delle materie prime e del prodotto
ottenuto: fertilizzante conforme alla L. 19 ottobre 1984,
n. 748, che prevedano l’utilizzo dei rifiuti di cui al punto
18.12.
ALLEGATO 1
SUBALLEGATO 2
(valori limite e prescrizioni per le emissioni convogliate
in atmosfera
delle attivita di recupero dai rifiuti non pericolosi)
1. DETERMINAZIONE DEI VALORI LIMITE PER LE EMISSIONI CONSEGUENTI
AL RECUPERO DI MATERIA DA RIFIUTI NON PERICOLOSI IN PROCESSI
A FREDDO
Per i processi “a freddo” di recupero indicati nel suballegato
1 allegato 1 quali:
– selezione
– deposito
– macinazione
– vagliatura
– omogeneizzazione
– produzione di conglomerati cementizi
i valori limite di missione per gli agenti inquinanti sono
fissati ai valori minimi contenuti nelle disposizioni nazionali,
legislative, regolamentari ed amministrative riferite ai
cicli di produzione corrispondenti alle attivita di recupero
ridotti del 10%, ovvero, qualora siano piu restrittivi, ai
valori contenuti nelle autorizzazioni ex DPR 203/88 ridotti
del 10%.
2.DETERMINAZIONE DEI VALORI LIMITE PER LE EMISSIONI CONSEGUENTI
AL RECUPERO DI MATERIA DAI RIFIUTI NON PERICOLOSI IN PROCESSI
TERMICI
2.1 Per i processi termici di recupero individuati nel suballegato
1 quali:
1. pirotrattamento
2. pirolisi e piroscissione
3. trattamenti termici
4. produzione di cemento
5. cicli metallurgici primari e secondari e idrometallurgici
6. raffinazione metallurgica
7. produzione di laterizi
8. produzione di ceramica
9. produzione di conglomerati e malte bituminose
10. produzione di vetro
11. produzione sostanze chimiche
12. cicli metallurgici in cui il residuo e utilizzato come
correttivo o riducente
2.2 Il valore limite per ciascun agente inquinante e per
il monossido di carbonio presenti nelle emissioni risultanti
dal recupero di rifiuti non pericolosi sono convenzionalmente
calcolati in base alla percentuale di rifiuto impiegata nel
ciclo produttivo rispetto al totale della materia alimentata
all’impianto secondo la formula seguente:
A rifiuti ? C rifiuti + A processo ? C processo
C = ------------------------------------------------------------
A rifiuto + A processo
A rifiuto = quantita oraria (espressa in massa) dei rifiuti
non pericolosi alimentati all’impianto corrispondente alla
quantita massima prevista nella comunicazione.
C rifiuti = valori limite di emissione stabiliti nella successiva
tabella.
A processo = quantita oraria (espressa in massa) di materia
alimentata all’impianto (esclusi i rifiuti) corrispondente
alla quantita prevista nella comunicazione.
C processo = valori limite di emissione per gli agenti inquinanti
e del monossido di carbonio nei gas emessi dagli impianti
quando vengono utilizzate materie prime tradizionali ovvero
materie prime e prodotti (esclusi i rifiuti) conformi ai
valori minimi contenuti nelle disposizioni nazionali legislative,
regolamentari e amministrative ridotti del 10%. Nel caso
siano piu restrittivi, si applicano i valori limite di emissione
che figurano nell’autorizzazione ex DPR 203/98 ridotti del
10%. Se i valori degli inquinanti e del CO e COT non sono
fissati si utilizzano le emissioni reali ridotte del 10%.
I valori di C processo sono riferiti allo stesso tempo di
mediazione previsto alla successiva tabella.
C = valore limite totale delle emissioni per CO e per gli
altri inquinanti riferiti allo stesso tempo di mediazione
previsto alla successiva tabella. Il tenore di ossigeno di
riferimento e quello relativo al processo se non diversamente
individuato in conformita al D.M. 12/7/90.
2.3 Tabella
Durante il funzionamento degli impianti non devono essere
superati
a) valori medi giornalieri:
1) polvere totale 10 mg/m3
2) sostanze organiche sotto forma di gas e vapori, espresse
come carbonio organico totale (COT) 10 mg/m3
3) cloruro di idrogeno (HCl) 10 mg/m3
4) floruro di idrogeno (HF) 1 mg/m3
5) biossido di zolfo (SO2) 50 mg/m3
b) valori medi su 30 minuti: A B
1) polvere totale 30 mg/m3 10 mg/m3
2) sostanze organiche sotto forma di gas e vapori,
espresse come carbonio organico totale (COT) 20 mg/m3 10
mg/m3
3) cloruro di idrogeno (HCl) 60 mg/m3 10 mg/m3
4) fluoruro di idrogeno (HF) 4 mg/m3 2 mg/m3
5) biossido di zolfo (SO2) 200 mg/m3 50 mg/m3
c) valori medi durante il periodo di campionamento di 30
minuti come minimo e di 8 ore come massimo:
1) cadmio e i suoi composti, espressi come cadmio (Cd)
2) tallio e i suoi composti, espressi come tallio (Tl) totale
0,05 mg/m3
3) mercurio e i suoi composti, espressi come mercurio (Hg)
0,05 mg/m3
4) antimonio e i suoi composti, espressi come antimonio (Sb)
5) arsenico e i suoi composti, espressi come arsenico (As)
6) piombo e suoi composti, espressi come piombo (Pb)
7) cromo e suoi composti, espressi come (Cr)
8) cobalto e suoi composti, espressi come cobalto (Co)
9) rame e suoi composti, espressi come rame (Cu)
10) manganese e suoi composti, espressi come manganese (Mn)
11) nichel e suoi composti, espressi come nichel (Ni)
12) vanadio e suoi composti, espressi come vanadio (V)
13) stagno e suoi composti, espressi come stagno (Sn) totale
0,5 mg/m3
Questi valori medi si applicano anche ai metalli ed ai loro
composti presenti nelle emissioni anche sotto forma di gas
e vapore.
2.4 Durante il funzionamento degli impianti non devono essere
superati i seguenti valori limite per le concentrazioni di
monossido di carbonio (CO):
a) 50 mg/Nm3 di gas di combustione determinati come valore
medio giornaliero;
b) 100 mg/Nm3 di gas di combustione di tutte le misurazioni
determinate come valori medi su 30 minuti.
2.5 Non si deve tener conto degli agenti inquinanti e di
CO che non derivano direttamente dalla utilizzazione di rifiuti
come pure di CO se:
– maggiori concentrazioni di CO nel gas di combustione sono
richieste dal processo di produzione;
– il valore C rifiuti (come precedentemente definito) per
le diossine e i furani e rispettato.
2.6 I valori limite di emissione sono rispettati:
– se tutti i valori medi giornalieri non superano i valori
limite di emissione stabiliti al paragrafo 2.3, lett. a),
e al paragrafo 2.4, lett. a), e
– tutti i valori medi su 30 minuti non superano i valori
limite di emissione di cui alla colonna A, paragrafo 2.3,
lett. b), ovvero il 97% dei valori medi su 30 minuti rilevati
nel corso dell’anno non superano i valori limite di emissione
di cui alla colonna B, paragrafo 2.3, lett. b),
– se tutti i valori medi rilevanti nel periodo di campionamento
di cui al paragrafo 2.3, lett. c), non superano i valori
limite di emissione stabiliti in tale capoverso,
– se e rispettata la disposizione di cui al paragrafo 2.4,
lett. b).
2.7 In ogni caso, tenuto conto dei rifiuti di cui viene effettuato
il recupero, il valore limite totale delle emissioni (C)
deve essere calcolato in modo da ridurre al minimo le emissioni
nell’ambiente.
2.8 Per il tenore di ossigeno di riferimento e comunque fatto
salvo quanto disposto all’art. 3, comma 2, del D.M 12 luglio
1990.
2.9 Per il calcolo del valore di emissione di PCDD+PCDF come
diossina equivalente si fa riferimento all’allegato 1 della
direttiva 94/67/CE.
2.10 Il valore limite di emissione per gli idrocarburi policiclici
aromatici (IPA) si riferisce alla somma dei seguenti:
– Benz [a]antracene
– Dibenz [a,h]antracene
– Benzo[b]fluorantene
– Benzo[j]fluorantene
– Benzo[k]fluorantene
– Benzo[a]pirene
– Dibenzo[a,e]pirene
– Dibenzo[a,h]pirene
– Dibenzo[a,i]pirene
– Dibenzo[a,l]pirene
– Indeno [1,2,3 - cd]pirene
2.11 Fermo restando quanto disposto dalla decisione della
Commissione concernente i metodi di misurazione armonizzati
per la determinazione delle concentrazioni di massa di diossine
e furani (C (97) 1159 def), relativamente ai metodi di campionamento,
analisi e valutazione delle emissioni e per la periodicita
dei controlli si applica quanto previsto nei decreti di attuazione
del DPR 24 maggio 1988 n. 203. Per il campionamento e le
analisi caratteristiche dei rifiuti valgono i metodi di cui
alle norme UNI 9903. Al fine della verifica del rispetto
delle concentrazioni degli inquinanti e degli altri parametri
previsti per i rifiuti solidi, il confronto va effettuato
con i valori medi ottenuti statisticamente mediante determinazioni
su un numero di campioni rappresentativo del lotto in esame
non inferiore a cinque. Nel caso di approvvigionamento non
discontinuo i valori medi si riferiscono a determinazioni
effettuate su sei campioni distribuiti uniformemente nell’arco
delle 24 h.
ALLEGATO 2
SUBALLEGATO 1
(Norme tecniche per l’utilizzazione dei rifiuti non pericolosi
come combustibili
o come altro mezzo per produrre energia)
1. Tipologia: Combustibile derivato da rifiuti (CDR) [190501].
1.1 Provenienza: impianti di produzione di CDR di cui al
punto 14 dell’allegato 1.
1.2 Caratteristiche del rifiuto: combustibile ottenuto da
rifiuti con le seguenti caratteristiche:
P.C.I. minimo sul tal quale 15.000 kJ/kg
Umidita in massa max 25%
Cloro “ “ 0.9%
Zolfo “ “ 0.6%
Ceneri sul secco in massa “ 20%
Pb (volatile) “ “ 200 mg/kg
Cr “ “ 100 mg/kg
Cu (composti solubili) “ “ 300 mg/kg
Mn “ “ 400 mg/kg
Ni “ “ 40 mg/kg
As “ “ 9 mg/kg
Cd+Hg “ “ 7 mg/kg
Per ciascuna partita di CDR deve essere certificata la temperatura di rammollimento
delle ceneri.
1.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 1 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
– impianti dedicati a recupero energetico dei rifiuti di potenza termica nominale
non inferiore a 10 MW;
– impianti industriali di potenza termica nominale non inferiore a 20 MW per
la cocombustione.
Gli impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nel forni industriali);
– controllo in continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio, delle polveri,
ossidi di azoto. acido cloridrico, della temperatura nell’effluente gassoso,
nonche degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a),
nonche della temperatura nella camera di combustione.
Devono inoltre garantire in tutte le condizioni di esercizio i seguenti requisiti
minimi operativi:
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850 °C raggiunta
anche in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo dei gas nella camera di combustione di 2 secondi;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell’11 % in volume:
Zn 5 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 h)
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0, 1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato alla suballegato
3 del presente allegato.
La co-combustione non e consentita nei forni per la produzione di calce alimentare.
2. Tipologia: Biogas [ 190599].
2.1 Provenienza: fermentazione anaerobica metanogenica di rifiuti a matrice organica
in processi di cui al punto 15 dell’allegato 1 o da discarica.
2.2 Caratteristiche del gas: gas combustibile avente le seguenti caratteristiche:
Metano min 30% vol
H2S max 1,5% vol
P.C.I. sul tal quale min 12.500 kJ/Nm3
2.3 Attivita e metodi di recupero: l’utilizzazione di biogas e consentita in
impianti di conversione energetica di potenza termica nominale superiore a 0,5
MW, anche integrati con il sistema di produzione del gas, con le caratteristiche
di seguito indicate:
a) motori fissi a combustione interna che rispettano i seguenti valori limite
di emissione riferiti ad un tenore di ossigeno nei fumi anidri pari al 5% in
volume:
Polveri (valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 h) 10 mg/Nm3
HCI “ 10 mg/Nm3
Carbonio Organico Totale “ 150 mg/Nm3
HF “ 2 mg/Nm3
NOX “ 450 mg/Nm3
Monossido di carbonio “ 500 mg/Nm3
Per gli altri inquinanti si applicano i valori limite minimi di emissione fissati
ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n°
203/1988 per le corrispondenti tipologie d’impianti che utilizzano combustibili
gassosi.
Negli impianti dedicati oltre i 6 MWt deve essere effettuato il controllo in
continuo di:
– monossido di carbonio
– ossidi di azoto
– ossidi di zolfo
b) impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali
che garantiscano in tutte le condizioni di esercizio una efficienza di combustione
(C02/CO+CO2) minima del 99.0%:
– che abbiano il controllo in continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio
e della temperatura nell’effluente gassoso; negli impianti oltre i 6 MWt controllo
in continuo anche degli ossidi di azoto e degli altri inquinanti di cui al suballegato
2, paragrafo 1, lettera a), e che rispettino i valori limite di emissione fissati
nel suballegato 2 del presente allegato riferiti ad un tenore di ossigeno nei
fumi anidri pari al 3% in volume.
Non si applica il limite per le emissioni di ossido di zolfo. Il limite di NOX
e fissato in 200 mg/Nm3.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato alla suballegato
3 del presente allegato.
La cocombustione non e consentita nel forni per la produzione di calce alimentare.
3. Tipologia: scarti vegetali [020103] [020107] [020301] [020303] [020304] [020701]
[020704].
3.1 Provenienza: attivita agricole, forestali e di prima lavorazione di prodotti
agroalimentari; impianti di estrazione di olio di vinaccioli, industria distillatoria,
industria enologica e ortofrutticola, produzione di succhi di frutta e affini,
industria olearia.
3.2 Carafferistiche del rifiuto: residui colturali pagliosi (cereali. leguminose
da granella piante oleaginose, ecc); residui colturali legnosi (samenti di vite,
residui di potature di piante da frutto, ecc.); residui da estrazione forestale;
residui-colturali diversi (stocchi e tutoli di mais, steli di sorgo, di tabacco,
di girasole, di canapa, di cisto, ecc.); residui di lavorazione (pula, lolla,
residui fini di trebbiatura, gusci, ecc.), sanse esauste, vinacce esauste, vinaccioli,
farina di vinaccioli, residui di frutta, buccette e altri residui vegetali.
3.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 3 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
• impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali.
Detti impianti dovranno essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nel forni industriali);
– controllo in continuo del monossido di carbonio, dell’ossigeno e della temperatura
nell’effluente gassoso (non obbligatorio per gli impianti di potenza termica
nominale inferiore a 1 MW);
negli impianti oltre i 6 MWt controllo in continuo anche degli ossidi di azoto
e degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), ad
esclusione del fluoruro di idrogeno.
Per le altre emissioni devono essere rispettati i valori limite di emissioni
fissati nel suballegato 2 del presente allegato e i seguenti limiti con un tenore
di ossigeno nei fumi anidri dell’11% in volume:
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
NOX (valore medio orario) ove non previsto il controllo in continuo 400 mg/Nm3
Per gli impianti con potenza termica nominale inferiore a 1 MW il limite di emissione
delle polveri e di 50 mg/Nm3 e il limite di emissione di CO e di 100 mg/Nm3 come
valori medi giornalieri, per le attivita stagionali di durata non superiore a
120 giorni il limite alle emissioni di CO e di 300 mg/Nm3.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato alla suballegato
3 del presente allegato.
4. Tipologia: rifiuti della lavorazione del legno e affini non trattati [030101]
[030102] [030103] [030301] [150103] [170201] [200107].
4.1 Provenienza: industria della carta, del sughero e del legno (Ia e IIa lavorazione,
produzione pannelli di particelle, di fibra e compensati, mobili, semilavorati
per il mobile, articoli per l’edilizia, pallets ed imballaggi, ecc.).
4.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti anche in polvere a base esclusivamente
di legno vergine o sughero vergine o componenti di legno vergine.
4.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 4 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
• impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali.
Detti impianti dovranno essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nei forni industriali);
– controllo in continuo del monossido di carbonio, dell’ossigeno e della temperatura
nell’effluente
gassoso (non obbligatorio per gli impianti di potenza termica nominale inferiore
a 1 MW);
– negli impianti oltre i 6 MWt controllo in continuo anche degli ossidi di azoto
e altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), ad esclusione
del fluoruro di idrogeno.
Per le emissioni devono essere rispettati i valori limite di emissioni fissati
nel suballegato 2 del presente allegato e i seguenti limiti con un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell’11% in volume:
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
NOX (valore medio orario) ove non previsto il controllo in continuo 400 mg/Nm3
Per gli impianti di potenza termica nominale inferiore a 1 MW il limite di emissione
delle polveri e di 50 mg/Nm3 e il limite di emissione di CO e di 100 mg/Nm3 come
valori medi giornalieri
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato al suballegato
3 del presente allegato.
5 Tipologia: rifiuti da fibra tessile [040201] [040203].
5.1 Provenienza: industria tessile.
5.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti, anche in polvere, di fibre tessili di
origine animale o vegetale derivanti dalla filatura e tessitura.
5.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 5 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
• in impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali.
Detti impianti dovranno essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nei forni industriali);
– controllo in continuo del monossido di carbonio, dell’ossigeno e della temperatura
nell’effluente gassoso (non obbligatorio per gli impianti di potenza termica
nominale inferiore a 1MW);
– negli impianti oltre i 6 MWt controllo in continuo anche degli ossidi di azoto
e degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), ad
esclusione del fluoruro di idrogeno.
Per le emissioni devono essere rispettati i valori limite di emissioni fissati
nel suballegato 2 del presente allegato e i seguenti limiti con un tenore di
ossigeno nel fumi anidri dell’11% in volume:
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
NOX (valore medio orario) ove non previsto il controllo in continuo 400 mg/Nm3
Per gli impianti di potenza termica nominale inferiore a 1MW il limite di emissione
delle polveri e di 50 mg/Nm3 e il limite di emissione di CO e di 100 mg/Nm3,
come valori medi giornalieri.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato al suballegato
3 del presente allegato.
6 Tipologia: rifiuti della lavorazione del legno e affini trattati [030102] [030103]
[200107].
6.1 Provenienza: industria del legno (1a e IIa lavorazione, produzione pannelli
di particelle, di fibra e compensati, mobili, semilavorati per il mobile, articoli
per l’edilizia, ecc.).
6.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti e agglomerati anche in polvere a base
esclusivamente legnosa e vegetale contenenti un massimo di resine fenoliche dell’1%
e privi di impregnanti a base di olio di catrame o sali CCA, aventi inoltre le
seguenti caratteristiche:
– un contenuto massimo di resine urea-formaldeide o melanina-formaldeide o urea-melanina-formaldeide
del 20% (come massa secca/massa secca di pannello);
– un contenuto massimo di resina a base di difenilmetandissocianato dell’8% (come
massa secca/massa secca di pannello);
– un contenuto massimo di Cloro dello 0,9% in massa;
– un contenuto massimo di additivi (solfato di ammonio, urea-esametilentetrammina)
del 10% (come massa secca/massa secca di resina).
6.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 6 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
• impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali
di potenza termica nominale non inferiore a I MW.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nei forni industriali);
– controllo in continuo del monossido di carbonio, dell’ossigeno e della temperatura
nell’effluente gassoso;
– negli impianti oltre i 6 MWt controllo in continuo degli ossidi di azoto e
degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a).
Devono inoltre rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad
un tenore di ossigeno dei fumi anidri dell’11% in volume:
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
NOX (valore medio orario) ove non previsto il controllo in continuo 400 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato al suballegato
3 del presente allegato.
La cocombustione non e consentita nei forni per la produzione di calce alimentare
7 Tipologia: rifiuti della lavorazione del tabacco [020304].
7.1 Provenienza: trasformazione industriale del tabacco e la fabbricazione di
prodotti da fumo.
7.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti e cascami di lavorazioni costituiti dalle
polveri, fresami e costoline di tabacco vergine e rigenerato, provenienti dalla
trasformazione industriale del tabacco e dalla fabbricazione di prodotti da fumo
aventi un P.C.I. (potere calorifico inferiore) sul secco minimo di 8.000 kJ/kg
ed una umidita massima del 16%.
7.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 7 puo essere effettuato attraverso la combustione alle seguenti condizioni:
• impianti dedicati al recupero energetico di rifiuti o impianti industriali.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido (non richiesto nei forni
industriali);
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento
(non richiesto nei forni industriali);
– controllo in continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio e della temperatura
nell’effluente gassoso(non obbligatorio per gli impianti di potenza termica nominale
inferiore a 1 MW);
– negli impianti oltre i 6 MWt controllo in continuo degli ossidi di azoto e
degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), ad esclusione
del fluoruro di idrogeno.
Devono inoltre rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad
un tenore di ossigeno dei fumi anidri dell’11 % in volume:
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
NOX (valore medio orario) ove non previsto il controllo in continuo 400 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
Nel caso di impiego simultaneo in impianti industriali con combustibili autorizzati,
il calore prodotto dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto
dall’impianto in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione
da applicare all’impianto devono essere calcolati come indicato al suballegato
3 del presente allegato.
La cocombustione non e consentita nel forni per la produzione di calce alimentare.
8 Tipologia: rifiuti di legno impregnato con preservante a base di creosoto e
con preservante a base di sali [17020I].
8.1 Provenienza: attivita di disinstallazione di infrastrutture quali linee ferroviarie,
linee di telecomunicazioni e linee elettriche.
8.2 Caratteristiche del rifiuto: rifiuti di legno impregnato con olio di catrame
oppure con sali CCA (rame, cromo e arsenico).
8.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 8 puo essere effettuato attraverso la combustione in impianti dedicati
al recupero energetico di rifiuti di potenza termica nominale non inferiore a
6 MW.
Gli impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido;
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento;
– controllo continuo dell’ossigeno, dell’ossido di carbonio, ossidi di azoto
e della temperatura nell’effluente gassoso, degli altri inquinanti di cui al
suballegato 2, paragrafo 1 lettera a), nonche della temperatura nella camera
di combustione.
Gli impianti devono garantire in tutte le condizioni di esercizio i seguenti
requisiti minimi operativi:
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850°C raggiunta anche
in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo dei gas nella camera di combustione di 2 secondi;
– tenore di ossigeno nei fumi min. 6% in volume;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell”l1% in volume:
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
9 Tipologia: Scarti di pulper [030307].
9.1 Provenienza: industria della carta.
9.2 Caratteristiche del rifiuto: scarti di cartiera, derivanti dallo spappolamento
della carta da macero, costituiti da una miscela di materiali plastici, legno,
residui di carta, frammenti di vetro, materiale ghiaioso e metallico aventi le
seguenti caratteristiche:
Umidita in massa max 30%
P.C.I. minimo sul tal quale 12.500 kJ/kg
Ceneri “ in massa max 10%
Cloro “ “ “ 0,9%
Zolfo “ “ “ 0,5%
Pb+Cr+Cu+Mn+Zn “ “ “ 900 mg/kg
Pb sul secco “ 200 mg/kg
Cr “ “ 50 mg/kg
Cu “ “ 300 mg/kg
Mn “ “ 150 mg/kg
Ni “ “ 20 mg/kg
As “ “ 9 mg/kg
Cd+Hg “ “ 7 mg/kg
9.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 9 puo essere effettuato attraverso la combustione in impianti dedicati
al recupero energetico di rifiuti di potenza termica nominale non inferiore a
6 MW.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido;
– alimentazione automatica di combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento;
– controllo continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio, ossidi di azoto,
della temperatura nell’effluente gassoso, degli altri inquinanti di cui al suballegato
2, paragrafo 1, lettera a), nonche della temperatura nella camera di combustione.
Gli impianti devono garantire in tutte le condizioni di esercizio i seguenti
requisiti:
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850°C raggiunta anche
in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo dei gas nella camera di combustione di 2 secondi;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell’11% in volume:
Zn 5 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di I h)
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
10. Tipologia: fanghi essiccati di depurazione di acque reflue [190805].
10.1 Provenienza: processi di depurazione.
10.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi con le seguenti caratteristiche:
Umidita in massa max 20%
P.C.I. minimo sul tal quale min 8.500 kJ/kg
Zolfo “ in massa max 0,6%
Cloro organico sul secco “ 1 mg/kg
Pb “ “ 200 mg/kg
Cr “ “ 100 mg/kg
Cu “ “ 300 mg/kg
Mn “ “ 400 mg/kg
Ni “ “ 40 mg/kg
As “ “ 9 mg/kg
Cd+Hg “ “ 7 mg/kg
10.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 10 puo essere effettuato attraverso la combustione in impianti dedicati
al recupero energetico di rifiuti di potenza termica nominale non inferiore a
6 MW.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido;
– alimentazione automatica di combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento;
– controllo continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio, ossidi di azoto
e della temperatura nell’effluente gassoso, degli altri inquinanti di cui al
suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), e della temperatura nella camera di combustione.
Gli impianti devono garantire in tutte le condizioni di esercizio i seguenti
requisiti minimi operativi:
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850 °C raggiunta
anche in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo del gas nella camera di combustione di 2 secondi;
– tenore di ossigeno nei fumi min. 6% in volume;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell’11% in volume:
Zn 5 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 h)
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
11 Tipologia: gas derivati [ 190199].
11. 1 Provenienza: impianti di pirolisi e/o gassificazione di rifiuti di cui
al punto 17 dell’allegato 1.
11. 2 Caratteristiche del gas: gas derivante da processi di pirolisi e/o di gassificazione
aventi le seguenti caratteristiche:
P. C.I. min 4.500 kJ/Nm3 gas secco
H2S 2 mg/Nm3 “
Polveri 10 mg/Nm3 “
HCl 5 mg/Nm3 “
NH3 1 mg/Nm3 “
11.3 Attivita e metodi di recupero: l’utilizzazione di gas derivati e consentita
in impianti di conversione energetica di potenza termica nominale superiore a
6 MW, anche integrati con il sistema di produzione del gas, con le caratteristiche
di seguito indicate:
a) turbina a gas: si applicano i seguenti valori limite di emissione riferiti
ad un tenore di ossigeno nell’effluente gassoso anidro del 15%:
Monossido di carbonio (media giornaliera) 80 mg/Nm3 (*)
Ossidi di azoto “ 80 mg/Nm3 (**)
Polveri (media oraria) 5 mg/Nm3
HCl “ 5 mg/Nm3
HF “ 2 mg/Nm3
Cd+Tl “ 0,05 mg/Nm3
Hg “ 0,05 mg/Nm3
Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V+Sn “ 0,5 mg/Nm3
Carbonio organico totale “ 10 mg/Nm3
PCDD + PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionaniento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite minimi di emissione fissati
ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D.P.R. 203/88 per le corrispondenti tipologie
di impianti.
Deve essere effettuato il controllo in continuo di CO e NOX;
(*) Il limite a ridotto a 70 mgNm3 per impianti di potenza termica superiore
a 15 MW.
(**) Il limite a ridotto a 60 mg/Nm3 per impianti di potenza termica superiore
a 15 MW.
b) motori fissi a combustione interna si applicano i seguenti valori limite di
emissione riferiti ad un tenore di ossigeno nei fumi anidri pari al 5% in volume:
Polveri (media oraria) 10 mg/Nm3
Monossido di carbonio (media giornaliera) 300 mg/Nm3
HCl (media oraria) 10 mg/Nm3
HF “ 2 mg/Nm3
Cd+Tl “ 0,05 mg/Nm3
Hg “ 0,05 mg/Nm3
Sb+As+Pb+Cr+Co+Cu+Mn+Ni+V+Sn (media oraria) 0,5 mg/Nm3
Ossidi di azoto (media giornaliera) 450 mg/Nm3
Carbonio Organico Totale (media oraria) 15 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite minimi di emissione fissati
ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n°
203/1988 per le corrispondenti tipologie d’impianti.
Negli impianti oltre i 6 MWt deve essere effettuato il controllo in continuo
del monossido di carbonio e degli ossidi di azoto.
c) altri impianti di combustione: detti impianti devono essere provvisti di:
– controllo continuo dell’ossigeno, del monosscdo di carbonio, ossidi di azoto
e della temperatura nell’effluente gassoso anidro, degli altri inquinanti di
cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a).
Si applicano altresi i seguenti valori limite di emissione riferiti a un tenore
di ossigeno nel fumi pari al 3% in volume:
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati al
suballegato 2 del presente allegato.
Nel caso di impiego simultaneo con combustibili autorizzati, il calore prodotto
dal rifiuto non deve eccedere il 60% del calore totale prodotto dall’impianto
in qualsiasi fase di funzionamento; i valori limite di emissione da applicare
all’impianto devono essere calcolati come indicato alla suballegato 3 del presente
allegato.
La cocombustione non e consentita nei forni per la produzione di calce alimentare.
12. Tipologia: fanghi essiccati di depuratone di acque dell’industria cartaria,
fanghi oleosi dell’industria petrolifera, [030302] [030304] [030305] [030306]
[050106].
12.1 Provenienza: processi di depurazione.
12.2 Caratteristiche del rifiuto: fanghi con le seguenti caratteristiche:
Umidita in massa max 20%
P.C.I. minimo sul tal quale 6.000 kJ/kg
Zolfo “ in massa max 0,6%
Cloro organico sul tal quale in massa “ 0,9 mg/kg
Pb sul secco “ 200 mg/kg
Cr “ “ 100 mg/kg
Cu “ “ 300 mg/kg
Mn “ “ 300 mg/kg
Ni “ “ 30 mg/kg
As “ “ 10 mg/kg
Cd+Hg “ “ 7 mg/kg
12.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 11 puo essere effettuato attraverso la combustione in impianti dedicati
al recupero energetico di rifiuti di potenza termica nominale non inferiore a
6 MW.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido;
– alimentazione automatica di combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento;
– controllo continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio, ossidi di azoto
e della temperatura nell’effluente gassoso, degli altri inquinanti di cui al
suballegato 2, paragrafo 1, lettera a), e della temperatura della camera di combustione.
Gli impianti devono garantire in tutte le condizioni di esercizio i seguenti
requisiti minimi operativi
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850 °C raggiunta
anche in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo dei gas nella camera di combustione di 2 secondi;
– tenore di ossigeno nei fumi min 6% in volume;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri dell’11% in volume:
Zinco 5 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 h)
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
13 Tipologia: residuo di carbon fossile, residui di coke metallurgico [160302].
13.1 Provenienza: industria siderurgica.
13.2 Caratteristiche del rifiuto: carbon fossile e coke in varia pezzatura compreso
polveri, con presenza di terreno o materiali inerti.
P.C.I. min 16.000 kJ/kg;
Umidita ? 8% in massa per il residuo di carbon fossile;
? 6% in massa per i residui di coke metallurgico;
Zolfo max 2% in massa per il residuo di carbon fossile;
max 1,5% in massa per i residui di coke.
13.3 Attivita e metodi di recupero: il recupero energetico del rifiuto di cui
al punto 14 puo essere effettuato attraverso la combustione:
– in impianti dedicati al recupero energetico dei rifiuti di potenza termica
nominale non inferiore a 20 MW;
– in altri impianti industriali di potenza termica nominale non inferiore a 50
MW; alle seguenti condizioni:
– temperatura minima dei gas nella camera di combustione di 850 °C raggiunta
anche in prossimita della parete interna;
– tempo di permanenza minimo dei gas nella camera di combustione di 2 secondi;
– deve essere garantito il controllo in continuo dell’ossigeno, del monossido
di carbonio degli ossidi di azoto e della temperatura nell’effluente gassoso,
nonche degli altri inquinanti di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a),
nonche della temperatura della camera di combustione;
e rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti ad un tenore di
ossigeno nei fumi anidri del 6% in volume:
Ossidi di azoto (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite di emissione fissati nel
suballegato 2 del presente allegato.
Nel caso di impiego simultaneo con combustibili autorizzati, il calore prodotto
dal rifiuto non deve eccedere il 40 % del calore totale prodotto dall’impianto
in qualsiasi fase di funzionamento: i valori limite di emissione da applicare
all’impianto devono essere calcolati come indicato alla suballegato 3 del presente
allegato. La co-combustione e consentita solo in impianti dotati di sistemi di
abbattimento degli ossidi di zolfo.
14 Tipologia: pollina [020106].
14.1 Provenienza: allevamenti avicoli.
14.2 Caratteristiche del rifiuto: residuo organico costituito da escrementi del
pollame e materiale di lettiera a base vegetale avente le seguenti caratteristiche
al momento dell’impiego:
P.C.I. minimo sul tal quale 8.000 kJ/kg
Cu (composti solubili) sul tal quale max 35 mg/kg
Cd “ “ 2 mg/kg
Pb “ “ 25 mg/kg
Ni “ “ 15 mg/kg
14.3 Attivita di recupero e condizioni: il recupero energetico del rifiuto di
cui al punto 14 puo essere effettuato attraverso la combustione in impianti dedicati
al recupero energetico di rifiuti di potenza termica nominale non inferiore a
6 MW.
Detti impianti devono essere provvisti di:
– bruciatore pilota a combustibile gassoso o liquido;
– alimentazione automatica del combustibile;
– regolazione automatica del rapporto aria/combustibile anche nelle fasi di avviamento;
– controllo in continuo dell’ossigeno, del monossido di carbonio, degli ossidi
di azoto e della temperatura nell’effluente gassoso, nonche degli altri inquinanti
di cui al suballegato 2, paragrafo 1, lettera a).
Gli impianti devono rispettare i seguenti valori limite alle emissioni riferiti
ad un tenore di ossigeno dei fumi anidri dell’11% in volume:
Zn 5 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 1 h)
NOX (come valore medio giornaliero) 200 mg/Nm3
PCDD+ PCDF (come diossina equivalente) 0,1 ng/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
Idrocarburi policiclici aromatici (I.P.A.) 0,01 mg/Nm3
(come valore medio rilevato per un periodo di campionamento di 8 ore)
per gli altri inquinanti si applicano i valori limite minimi di emissione fissati
nel suballegato 2 del presente allegato.
ALLEGATO 2
SUBALLEGATO 2
(Determinazione dei valoti limite e prescrizioni per le emissioni in atmosfera
delle attivita di recupero di energia dai rifiuti non pericolosi)
1. Durante il funzionamento degli impianti non devono essere superati
a) valori medi giornalieri:
1) polvere totale 10 mg/m3
2) sostanze organiche sotto forma di gas e vapori,
espresse come carbonio organico totale (COT) 10 mg/m3
3) cloruro di idrogeno (HCl) 10 mg/m3
4) floruro di idrogeno (HF) 1 mg/m3
5) biossido di zolfo (SO2) 50 mg/m3
b) valori medi su 30 minuti: A B
1) polvere totale 30 mg/m3 10 mg/m3
2) sostanze organiche sotto forma di gas e vapori,
espresse come carbonio organico totale (COT) 20 mg/m3 10 mg/m3
3) cloruro di idrogeno (HCl) 60 mg/m3 10 mg/m3
4) fluoruro di idrogeno (HF) 4 mg/m3 2 mg/m3
5) biossido di zolfo (SO2) 200 mg/m3 50 mg/m3
c) tutti i valori medi durante il periodo di campionamento di 1 ora:
1) cadmio e i suoi composti, espressi come cadmio (Cd)
2) tallio e i suoi composti, espressi come tallio (Tl) totale 0,05 mg/m3
3) mercurio e i suoi composti, espressi come mercurio (Hg) 0,05 mg/m3
4) antimonio e i suoi composti, espressi come antimonio (Sb)
5) arsenico e i suoi composti, espressi come arsenico (As)
6) piombo e suoi composti, espressi come piombo (Pb)
7) cromo e suoi composti, espressi come (Cr)
8) cobalto e suoi composti, espressi come cobalto (Co)
9) rame e suoi composti, espressi come rame (Cu)
10) manganese e suoi composti, espressi come manganese (Mn)
11) nichel e suoi composti, espressi come nichel (Ni)
12) vanadio e suoi composti, espressi come vanadio (V)
13) stagno e suoi composti, espressi come stagno (Sn) totale 0,5 mg/m3
Questi valori medi si applicano anche ai metalli ed ai loro composti presenti
nelle emissioni anche sotto forma di gas e vapori.
2. Durante il funzionamento degli impianti non devono essere superati i seguenti
valori limite per le concentrazioni di monossido di carbonio (CO), se non diversamente
indicato nel suballegato 1:
a) 50 mg/Nm3 di gas di combustione determinati come valore medio giornaliero;
b) 100 mg/Nm3 di gas di combustione di tutte le misurazioni determinate come
valori medi su 30 minuti.
3. I valori limite di emissione sono rispettati:
– se tutti i valori medi giornalieri non superano i valori limite di emissione
stabiliti al paragrafo 2, lett. a), e al paragrafo 1, lett. a), e
– tutti i valori medi su 30 minuti non superano i valori limite di emissione
di cui alla colonna A, paragrafo 1, lett. b), ovvero il 97% dei valori medi su
30 minuti rilevati nel corso dell’anno non superano i valori limite di emissione
di cui alla colonna B, paragrafo 1, lett. b),
– se tutti i valori medi rilevanti nel periodo di campionamento di cui al paragrafo
1, lett. c), non superano i valori limite di emissione stabiliti in tale paragrafo,
– se e rispettata la disposizione di cui al paragrafo 2, lett. b).
4. Per il tenore di ossigeno di riferimento e comunque fatto salvo quanto disposto
all’art. 3, comma 2, del D.M 12 luglio 1990.
5. Per il calcolo del valore di emissione di PCDD+PCDF come diossina equivalente
si fa riferimento all’allegato 1 della direttiva 94/67/CE.
6. Il valore limite di emissione per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
si riferisce alla somma dei seguenti:
– Benz [a]antracene
– Dibenz [a,h]antracene
– Benzo[b]fluorantene
– Benzo[j]fluorantene
– Benzo[k]fluorantene
– Benzo[a]pirene
– Dibenzo[a,e]pirene
– Dibenzo[a,h]pirene
– Dibenzo[a,i]pirene
– Dibenzo[a,l]pirene
– Indeno [1,2,3 - cd]pirene
7. Fermo restando quanto disposto dalla decisione della Commissione concernente
i metodi di misurazione armonizzati per la determinazione delle concentrazioni
di massa di diossine e furani (C (97) 1159 def), relativamente ai metodi di campionamento,
analisi e valutazione delle emissioni e per la periodicita dei controlli si applica
quanto previsto nei decreti di attuazione del DPR 24 maggio 1988 n. 203. Per
il campionamento e le analisi caratteristiche dei rifiuti valgono i metodi di
cui alle norme UNI 9903. Al fine della verifica del rispetto delle concentrazioni
degli inquinanti e degli altri parametri previsti per i rifiuti solidi, il confronto
va effettuato con i valori medi ottenuti statisticamente mediante determinazioni
su un numero di campioni rappresentativo del lotto in esame non inferiore a cinque.
Nel caso di approvvigionamento non discontinuo i valori medi si riferiscono a
determinazioni effettuate su sei campioni distribuiti uniformemente nell’arco
delle 24 h.
ALLEGATO 2
SUBALLEGATO 3
(Determinazione dei valori limite per le emissioni dovute al recupero di rifiuti
come combustibile o altro mezzo per produrre energia tramite combustione mista
di rifiuti e combustibili tradizionali)
1. I valori limite per ciascun inquinante e per il monossido di carbonio risultanti
dalla cocombustione di rifiuti e combustibili devono essere calcolati come segue:
V rifiuto ? C rifiuto + V processo ? C processo
C = -------------------------------------------------------------------
V rifiuto + V processo
V rifiuto = volume dei gas emessi derivante dalla combustione dei soli rifiuti
in quantita corrispondente alla massima prevista nella comunicazione, determinato
in base ai rifiuti che hanno il piu basso potere calorifico.
Se il calore prodotto risultante dall’incenerimento di rifiuti e inferiore al
10% del calore totale prodotto dall’impianto, V rifiuti va calcolato dalla quantita
(fittizia) di rifiuti che, combusti, equivalgono ad un calore prodotto del 10%,
a calore totale dell’impianto costante.
C rifiuto = valori limite di emissione stabiliti nelle singole voci del suballegato
1 e nel suballegato 2 per gli impianti destinati ad utilizzare soltanto rifiuti.
V processo = volume dei gas emessi derivanti dal processo inclusa la combustione
del combustibili ammessi ai sensi della normativa vigente (esclusi i rifiuti)
del tipo e nella quantita minima prevista nella comunicazione, determinato sulla
base del tenore di ossigeno, al quale le emissioni devono essere normalizzate
come stabilito nelle norme nazionali.
C processo = valori limite di emissione dei relativi inquinanti e del monossido
di carbonio nei gas emessi dall’impianto quando vengono utilizzati i combustibili
ammessi al sensi della normativa vigente (esclusi i rifiuti) conformi ai valori
minimi contenuti nelle disposizioni nazionali legislative, regolamentari e legislative
ridotte del 10%. Nel caso siano piu restrittivi si applicano i valori limite
di emissione che figurano nell’autorizzazione ex DPR 203/88 ridotti del 10%.
Se i valori degli inquinanti, di CO e di COT non sono fissati, si utilizzano
le emissioni reali ridotte del 10%; i valori di processo sono riferiti allo stesso
tempo di mediazione di cui al suballegato 2 ed alle singole voci del suballegato
1.
C = valore limite totale delle emissioni per CO e per gli altri inquinanti riferiti
allo stesso tempo di mediazione di cui al suballegato 2 ed alle singole voci
del suballegato 1. Il tenore di ossigeno di riferimento e calcolato sulla base
del tenore di riferimento relativo al rifiuto e quello relativo al processo,
come individuato dal D.M. 12/7/90, rispettando il rapporto dei volumi parziali.
Nota: Ai soli fini del calcolo della formula di cui al punto 1, i valori limite
per la polvere totale, COT, NCl, HF e SO2 sono unicamente quelli individuati
alla lett. a) della tabella in sub. 2.
Per i valori limite di polveri totali, SO2, NOX, CO e COT i valori C rifiuto,
C processo e C sono espressi come valori medi giornalieri. A tal fine, il valore
medio giornaliero di C processo e assunto pari al 115% del medesimo valore fissato
su base mensile.
Per i valori di IPA, PCDD+PCDF i valori di C rifiuto, C processo e C devono essere
espressi come valori medi riferiti a 8 ore.
Per i valori dei metalli i valori di C rifiuto, C processo e C devono essere
espressi come valori medi orari.
2. La misurazione continua di HF puo essere omessa se vengono utilizzate fasi
di trattamento per HCl che garantiscono che il valore limite di emissione per
lo stesso parametro HCl espresso sia come valore medio giornaliero che come valore
medio su trenta minuti non venga superato. In questo caso le emissioni di HF
sono soggette a misurazioni mensili.
3. Non si deve tener conto degli agenti inquinanti e di CO che non derivano direttamente
dalla combustione di rifiuti o di combustibili, come pure di CO derivante dalla
combustione se:
– maggiori concentrazioni di CO nel gas di combustione sono richieste dal processo
di produzione;
– il valore C rifiuti (come precedentemente definito) per le diossine e i furani
e rispettato.
4. In ogni caso, tenuto conto dei rifiuti di cui e stato autorizzato il coincenerimento,
il valore limite totale delle emissioni (C) deve essere calcolato in modo da
ridurre al minimo le emissioni nell’ambiente.
5. Per il tenore di ossigeno di riferimento e comunque fatto salvo quanto disposto
all’art. 3 comma 2 del D.M. 12 luglio 1990.
6. Per il calcolo del valore di emissione di PCDD+PCDF come diossina equivalente
si fa riferimento all’allegato 1 della direttiva 94/67/CE.
7. Il valore limite di emissione per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
si riferisce alla somma dei seguenti:
– Benz [a]antracene
– Dibenz [a,h]antracene
– Benzo[b]fluorantene
– Benzo[j]fluorantene
– Benzo[k]fluorantene
– Benzo[a]pirene
– Dibenzo[a,e]pirene
– Dibenzo[a,h]pirene
– Dibenzo[a,i]pirene
– Dibenzo[a,l]pirene
– Indeno [1,2,3 - cd]pirene
8. Fermo restando quanto disposto dalla decisione della Commissione concemente
i metodi di misurazione armonizzati per la determinazione delle concentrazioni
di massa di diossine e furani (C (97) 1159 def), relativamente ai metodi di campionamento,
analisi e valutazione delle emissioni e per la periodicita dei controlli si applica
quanto previsto nei decreti di attuazione del DPR 24 maggio 1988, n 203. Per
il campionamento e le analisi caratteristiche dei rifiuti valgono i metodi di
cui alle norme UNI 9903. Al fine della verifica del rispetto delle concentrazioni
degli inquinanti e degli altri parametri previsti per i rifiuti solidi, il confronto
va effettuato con i valori medi ottenuti statisticamente mediante determinazioni
su un numero di campioni rappresentativo del lotto in esame non inferiore a cinque.
Nel caso di approvvigionamento non discontinuo i valori medi si riferiscono a
determinazioni effettuate su sei campioni distribuiti uniformemente nell’arco
delle 24 h.
9. Per i primi 24 mesi gli accertamenti dei limiti di emissione mediante controllo
in continuo degli inquinanti sono accompagnati dall’esecuzione in parallelo di
campagne analitiche con misurazioni puntuali a carico del gestore dell’impianto
in accordo con l’autorita di controllo.
ALLEGATO 3
Test di cessione
Principio del metodo
L’eluizione dei componenti viene effettuata tramite immersione del campione in
acqua deionizzata, la quale viene rinnovata ad intervalli di tempo prestabiliti,
per un totale di durata della prova di 16 giorni.
1. Materiale da sottoporre ad analisi
Il campione da sottoporre ad analisi deve essere nella stessa forma fisica in
cui si prevede l’impiego. Il campione da sottoporre ad analisi deve essere rappresentativo
della totalita del materiale da esaminare, e comunque non meno di 100 mg. Per
i materiali inertizzati il test va condotto dopo un periodo sufficientemente
lungo dalla loro preparazione (un mese minimo) al fine di minimizzare le variazioni
dovute ai cambiamenti nella struttura porosa e nella fase minerale. Determinare
il volume (Vp) del materiale da sottoporre ad analisi in litri, ed il peso in
kg.
2. Reagenti
Usare solo reagenti puri per analisi e acqua deionizzata.
Acido nitrico, concentrazione 1M HNO3.
3. Attrezzature e strumentazione
I contenitori utilizzati debbono poter essere chiusi al fine di evitare l’esposizione
all’anidride carbonica atmosferica che puo causare variazioni di pH. Infatti
la riproducibilita del test e alterata da variazioni del pH della soluzione estraente
durante il test.
Tali contenitori possono essere in polietilene, polipropilene o altri materiali,
purche non contaminino gli eluati con gli elementi che debbono essere ricercati.
La grandezza dei contenitori deve essere tale che possa contenere un rapporto
in peso tra campione e soluzione estraente uguale a 5. Inoltre la grandezza del
contenitore deve permettere che il campione possa essere immerso almeno 2 cm
sotto il livello dell’acqua. Nel caso di campione monolitico, sul fondo del contenitore
va posto un supporto al fine di permettere il contatto diretto di tutta la superficie
del campione con l’acqua.
Lavare i contenitori prima dell’uso con una soluzione di acido nitrico 1M e di
seguito sciacquare con acqua deionizzata al fine di rimuovere ogni traccia dell’acido.
I filrti utilizzati devono avere un diametro dei pori di 0,45 mm.
I filtri prima dell’uso devono essere lavati con la soluzione di acido nitrico
1M al fine di allontanare eventuali contaminanti.
I contenitori per la conservazione delle soluzioni di eluizione ottenute devono
essere in polietilene o altri materiali simili. Lavare tali contenitori con la
soluzione di acido nitrico 1M prima dell’uso.
Per la determinazione nelle soluzioni estraenti dei microelementi metallici di
interesse si possono utilizzare metodi strumentali scientificamente validi, quali
ad esempio: la spettrofotometria di assorbimento atomico, la spettrofotometria
a plasma indotto (ICP) ecc.
4. Determinazione dei componenti eluiti dai campioni solidi analizzati
Procedura
Lavaggio dei recipienti con acido nitrico 1M e successivamente risciacquati varie
volte con acqua deionizzata.
Il test va condotto ad una temperatura di 20 ± 5 °C.
Registrare la temperatura media durante ogni intervallo del test.
Porre nel recipiente un volume d’acqua pari a V = 5 ? Vp.
Il campione deve essere immerso completamente e la parte superiore del campione
deve essere almeno 2 cm al di sotto della superficie dell’acqua.
Rinnovare l’acqua del recipiente dopo 2, 8, 24, 48, 72, 102, 168 e 384 ore (16
giorni). Prendere accuratamente nota dei tempi di rinnovo della fase liquida.
Nel primo o nei primi due cicli di eluizione si possono verificare fenomeni di
rilascio superficiale.
Filtrare e/o comunque separare le soluzioni estraenti ottenute da ciascuno step
eventualmente con membrana filtrante (*) e acidificare il campione dopo la misurazione
del pH e della conducibilita con acido nitrico 1M a pH = 2. Non acidificare una
parte della soluzione estraente per analizzare gli anioni (solfati, nitrati,
cloruri).
Analizzare i campioni acidificati prima possibile, ma tutti in un’unica sequenza
analitica secondo una procedura standardizzata.
Le determinazioni analitiche per la ricerca dei microinquinanti andranno effettuate
su ogni soluzione ottenuta dalle otto fasi di eluizione (2, 8, 24, 48, 72, 102,
168 e 384 ore) ricercando i parametri significativi e rappresentativi del campione
in esame. Il confronto con i valori limite stabiliti nella tabella seguente andra
effettuato con un valore risultante dalla sommatoria delle concentrazioni riscontrate
nelle soluzioni ottenute nelle singole otto fasi di estrazione. Mentre per il
parametro pH il range 5,5 – 12 andra rispettato per ognuna delle soluzioni ottenute
nelle 8 fasi estrattive.
(*) Se il test viene effettuato su materiali di granulometria fine, nella fase
di filtrazione tali materiali possono rimanere adesi sul filtro; pertanto ove
possibile si dovra unire tale materiale alla fase solida filtrata e procedere
ai successivi step di eluizione.
Tabella
Parametri Unita di misura Concentrazioni limite
nitrati mg/l NO3 50
fluoruri mg/l F 1,5
solfati mg/l SO 250
cloruri mg/l Cl 200
cianuri mg/l Cn 50
bario mg/l Ba 1
rame mg/Cu 0,05
zinco mg/l Zn 3
berillio mg/l Be 10
cobalto mg/l Co 250
nichel mg/l Ni 10
vanadio mg/l V 250
arsenico mg/l As 50
cadmio mg/l Cd 5
cromo totale mg/l Cr 50
piombo mg/l Pb 50
selenio mg/l Se 10
mercurio mg/l Hg 1
amianto mg/l 30
COD mg/l 30
pH 5,5 ? 12,0
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